Il magazine della tua Città

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CULTURA

La cultura italiana in tutte le sue forme dalla letteratura al cinema, dalla scultura al teatro

Teatro Lo Spazio – Finale della rassegna “IL CANOTTO PARLANTE”

Dal 22 al 27 ottobre 2024

Festival teatrale

«Il canotto parlante»

Terza edizione “Corto circuito”

Programma finale

Al via la terza edizione del Festival “Il Canotto parlante,” ideato e organizzato dall’Associazione Culturale La Ciambella in collaborazione con la UILT e che si terrà dal 22 al 27 ottobre al teatro Lo Spazio di Roma in via Locri, 42.

Verranno rappresentate le cinque opere inedite scelte dalla Giuria tecnica del Concorso di drammaturgia; cinque opere di promettenti autori provenienti da tutta Italia.

Da Vito Buffoni, unico uomo della cinquina dei finalisti, che affronta in Tutto per amore il rapporto malato e drammatico di dipendenza affettiva vissuta di un ragazzo rapito da un uomo, a Giuggi  che in Amore & Audio “immagina una “domotica” dal volto umano per risolvere i problemi di una coppia, ad Aurora Piaggesi che nei I giorni della falena lascia che un lepidottero aiuti una ragazza a superare la narcolessia da stress, ad Elisabetta Orsolini  che in Angelo e Demone rivisita in chiave moderna il rapporto tra bene e male attraverso  due figure umane intente  a portare dalla propria parte una coppia appena conosciuta in chat; a  Valeria Vecchiè  che in “Palazzina Mimosa” costruisce un divertente gioco degli opposti immaginato in un condominio di Roma dove si attende un Aurora boreale.

Fuori concorso il 22 ottobre 2024 l’opera Giù con la vita di Gianluca Vitale– Officine culturali

A valutare le opere una giuria tecnica del Festival composta dall’attrice e regista Alessandra Ferro, dall’attrice e regista Dalila Aprile, dal regista e docente teatrale Massimiliano Milesi, dall’attore Pietro Biagini e dall’attrice e regista Valentina Bandera,

Per info: https://www.laciambella.com

Al MONK un evento da NON PERDERE : IL CONCERTO CHE VORREI

KeepON Live presenta


IL CONCERTO CHE VORREI

AL MONK DI ROMA GIOVEDÌ 17 OTTOBRE CON I NUBIYAN TWIST


Il live inclusivo e accessibile

dentro e fuori dal palco.

Il progetto è durato due anni e si basa su tre pilastri:

diversity, gender equality e disabilità.

Per la data romana:
Posti in prima fila per le persone su sedia a rotelle o con necessità di seduta
Giubbotto Woojer Vest per le persone sorde
Menù bar e street food più accessibile
e altre buone pratiche in tema di accessibilità

 IL TOUR

PALERMO – 26 SETTEMBRE – KEEP ON LIVE FEST
BOLOGNA, DUMBO – 11 E 12 OTTOBRE – ROBOT FESTIVAL

ROMA, MONK – 17 OTTOBRE

MILANO, SANTERIA – MILANO MUSIC WEEK

Un live inclusivo e accessibile che dia a tutte e tutti – allo stesso modo – un’identica opportunità di fruizione e condivisione.

Nasce con questi obiettivi “Il concerto che vorrei”, il progetto ideato da KeepOn LIVE, la rete associativa di spazi di musica dal vivo, che arriva al Monk di Roma giovedì 17 ottobre dopo le date ai Candelai (Palermo) e al ROBOT Festival (DumBO, Bologna).

Un percorso durato due anni che per la prima volta coinvolge insieme pubblico, artisti e addetti ai lavori per progettare e cambiare concretamente l’approccio dentro e fuori dal palco basandosi su tre pilastri: diversity, ovvero una programmazione e una divulgazione comunicativa inclusiva; gender equality nella programmazione, nei ruoli professionali e nella divulgazione comunicativa; disabilità, ovvero l’accessibilità degli spazi e l’adozione di un codice comportamentale inclusivo.

La direzione artistica della serata sarà attenta al tema diversity e ospiterà il live dei Nubiyan Twist, formazione multiculturale la cui musica fonde generi legati a paesi ed etnie diversi, provenienti da tutto il mondo, come il jazz, l’afrobeat, l’hip-hop, il reggae, la dancehall. Una band che si distingue quanto a sensibilità inclusiva sia per una più equa composizione di genere al suo interno, sia per i contenuti delle canzoni su temi legati a giustizia sociale, resistenza e comunità. Quanto agli spazi, saranno molte le misure implementate per l’accessibilità e inclusività: è stata incrementata la pagina accessibilità sul sito del MONK con maggiori informazioni sulla fruizione degli eventi per minorenni, bambini, persone con disabilità e altre categorie. Ad esempio, in caso di persone su sedia a rotelle o con necessità di seduta, il MONK riserva i posti nelle prime file, scegliendo quindi di non prevedere l’area “recintata” lontana dal palco che spesso, invece, costringe i non normodotati a vivere i concerti in una sezione separata, lontano da amiche e amici. Maggiori info su https://www.monkroma.it/accessibilita/. Come in tutti gli eventi del MONK, sarà possibile, poi, utilizzare il giubbotto Woojer Vest che permette alle persone sorde o con disabilità uditiva di provare un’esperienza di suono immersiva e reale; i giubbotti sono messi a disposizione gratuitamente, previa prenotazione almeno 24 ore prima dell’evento scrivendo a info@monkroma.it .

Inoltre il live rientrerà nelle attività del Monk per dare visibilità alla collaborazione con DonnexStrada, associazione che offre aiuto alle vittime di violenza di genere e fornisce strumenti concreti per impedire il ripetersi di dinamiche spiacevoli costruendo una rete attiva sui social e sul territorio; Monk è da alcuni mesi un “Punto Viola” di presidio e, durante la serata, verranno promosse alcune attività dell’associazione come il supporto legale, psicologico e sanitario. Non ultimo, il Menù bar e street food sarà reso più accessibile grazie ad una maggior chiarezza delle informazioni.

Dopo la data a Roma, il tour de “Il Concerto che Vorrei” si chiude presso La Santeria (Milano), nell’ambito della Milano Music Week a novembre (la data verrà annunciata nelle prossime settimane).

“Il Concerto che vorrei” è realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, il supporto di Equaly (la prima realtà italiana a occuparsi di uguaglianza di genere nell’industria musicale); Uildm (associazione di riferimento per le persone con distrofie e altre malattie neuromuscolari); CSV Milano (agente di sviluppo del volontariato e della cittadinanza attiva) e BAM! Strategie Culturali.

Il progetto vuole scardinare l’assunto che alcuni cambiamenti siano troppo difficili in termini di spesa economica, tempo, competenze e risorse umane, dimostrando che concerti come questi, anziché essere fonte di preoccupazione, possano al contrario stimolare un nuovo approccio e generare soddisfazione tanto nel team di chi lavora nella musica quanto nel pubblico.

Foto di copertina : Nubiyan-Twist – Credit Laura Page

IL CONCERTO CHE VORREI – CONTATTI

https://www.instagram.com/ilconcertochevorrei/
https://www.ilconcertochevorrei.it/

Ufficio Stampa GDG press

info@gdgpress.com

77° CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI – Gran Finale

Una Moltitudine di Voci per il gran finale del

77° CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI
CORO
con la Direzione Artistica di
ERMANNA MONTANARI e MARCO MARTINELLI

18 ottobre
GIOVANNI LINDO FERRETTI
moltitudine in cadenza, percuotendo

prima assoluta
Teatro Olimpico di Vicenza, ore 21

***

19 ottobre

NOTTE DELLE VOCI:
Daniela Pes, Mara Redeghieri, Mariangela Gualtieri, Abdullah Miniawy,
Ndox Electrique, R.Y.F., Serena Abrami e Enrico Vitali
con i disegni dal vivo di Stefano Rcci

Teatro Astra di Vicenza, dalle ore 21

Il “coro”,immagine-guidache ha segnato il77° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza con la direzione artistica dei fondatori del Teatro delle Albe Ermanna Montanari e Marco Martinelli, si trasforma in una moltitudine di voci per il gran finale di questa edizione.

La prima voce sarà quella di Giovanni Lindo Ferretti che venerdì 18 ottobre, in Prima Assoluta al Teatro Olimpico di Vicenza, presenta moltitudine in cadenza, percuotendo, il misterico e misterioso progetto di una delle figure più affascinanti, teatrali, provocatorie e, per certi versi, enigmatiche della musica italiana.
Co-fondatore dei CCCP prima e dei CSI dopo, fino ad arrivare ai PGR, Ferretti è considerato uno dei padri del punk italiano e icona della musica alternativa. Da sempre, una figura spiazzante che costringe tutti noi a riflettere su quegli spazi liminali fra conservatorismo e progressismo, anti-modernismo e Rivoluzione, spiritualità e materialismo, identità e trasformazione. Al suo fianco, in questa inedita partitura, uno stregone delle percussioni come Simone Beneventi, Leone d’Argento alla Biennale Musica 2010, officiante del rito ritmico già al lavoro con gli Zeitkratzer e la Filarmonica della Scala.
Fra i progetti più attesi della rassegna, di moltitudine in cadenza, percuotendo si sa pochissimo. Secondo le parole dello stesso Giovanni Lindo: “un antico palcoscenico in ardita prospettiva urbana – un corpo/voce, un’ombra, percussioni – tono ritmo frequenza – percuotersi il petto: un dolore che non può pacificare – percuotersi la fronte: stupore mai sazio, rinnovato – 70anni, echi biblici”. E ancora: “Ritualità in forma di teatro, non so dire di più: non siamo una compagnia teatrale che sta mettendo in scena un nuovo spettacolo. Ahimè anche voi ormai non potete far altro che fidarvi. Ciò che deve accadere accada.”

Da una voce individuale si passa alla voce collettiva il giorno seguente, sabato 19 ottobre, quando il Teatro Astra di Vicenza accoglierà Notte delle voci, un progetto curato personalmente da Ermanna Montanari. L’evento di chiusura del 77° Ciclo di Spettacoli Classici sarà un rito, una cerimonia, una vera e propria cosmogonia di voci, una lode alla verticalità della notte. Là dove la voce si manifesta ancor più come origine, suono del mondo, un trasalire. Lode al profondissimo ascolto che apre le nostre orecchie e le fa gioire”. A guidare il pubblico, artisti-viandanti di altissimo profilo, a partire da un’artista che non ha bisogno di presentazioni: Mariangela Gualtieri, poetessa e co-fondatrice del Teatro Valdoca.
Poi, l’esoterica e lunare Daniela PesTarga Tenco per Spira, il suo album d’esordio, che non smette di collezionare prestigiosi riconoscimenti a oltre un anno dall’uscita. Enigmatica come un oracolo greco, Daniela Pes si muove tra elegante e oscura elettronica e ambient dal respiro per creare un mondo sonoro in cui l’arcaico, il contemporaneo e il futuribile si avviluppano l’un l’altro come nella danza gravitazionale di due galassie in procinto di fondersi.
La magnetica Mara Redeghieri, ex Üstmamò, che nel suo ultimo tour Futura Umanità si è nuovamente fatta interprete canti anarchici e partigiani ma anche di voci di resistenze del nuovo millennio “che si mescolano ai nostri ricordi e risuonano, amplificandosi a vicenda attorno alle parole di libertà, autodeterminazione, giustizia sociale e dignità”.
R.Y.F. (acronimo di Restless Yellow Flowers), voce dance punk della comunità queer e di “tutte le favolose creature della Terra”, già co-autrice delle musiche dello spettacolo dei Motus Tutto Brucia e artefice di un electro-punk intriso di sovversione femministaDeep Dark Blue è il suo ultimo album, un disco di sofferenza e guarigione che rafforza la carica destabilizzante dell’artista: “Deep Dark Blue è un album sottomarino, forse è un album addirittura abissale. Il sound è oscuro e attutito, come se ci trovassimo in una sorta di culla, una bolla blu per l’appunto, un cocoon di mare nel quale avvolgersi per rigenerarsi e raggiungere serenità, ma il cui involucro trasmette anche energia”.
Abdullah Miniawy, artista egiziano icona di libertà e giustizia, scrittore, cantante, compositore e attore, le cui performance hanno calcato palcoscenici e luoghi prestigiosi a livello internazionale, tra cui il Festival d’Avignone, l’Institute of Contemporary Arts di Londra, il museo Haus Der Kunst di Monaco e il Louvre di Parigi, per citarne soltanto alcuni.
Il collettivo Ndox Èlectrique di François R. Cambuzat e Gianna Greco, sciamani di una trance di resistenza anti-coloniale. Ndox Électrique è infatti “un rituale di possessione delle cerimonie n’döep senegalesi. Selvaggio, oscuro e solare, femminile e potente, chiama gli spiriti a sfidare il mondo moderno con incantesimi, danze e percussioni ancestrali, chitarre elettriche e computer” che serve a decostruire l’esotismo e la visione stereotipata che il pubblico occidentale ha della musica africana per metterlo di fronte “alle musiche dei mondi reali, crudeli, selvagge, sfrenate e anche sanguinarie, perché per scacciare i demoni non saranno sufficienti le buone maniere ma un enorme volume sonoro in grado di provocare lo stato di trance”.
E, infine, Serena Abrami e Enrico Vitali – già al fianco di Ermanna Montanari e Marco Martinelli nel progetto Don Chisciotte ad ardere – componenti della band alt-rock Leda ma attivissimi anche, fra musica e teatro, nello studio attorno alla vocalità e al concetto di “paesaggio sonoro”.
Una catarsi festosa di suoni e canti diversissimi, dunque, ma anche di immagini, grazie alle creazioni visive realizzate dal vivo dall’eclettico artista visivo Stefano Ricci.

77° CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI
CORO
con la Direzione Artistica di
ERMANNA MONTANARI e MARCO MARTINELLI

20 settembre – 20 ottobre 2024

Teatro Olimpico
Basilica Palladiana | Teatro Astra | Palazzo Cordellina
Vicenza

THEODOROS TERZOPOULOS | ALESSANDRO SERRA | EVELINA ROSSELLI
 ERMANNA MONTANARI/MARCO MARTINELLI | SERENA SINIGAGLIA
GIOVANNI LINDO FERRETTI | FRANCESCO GIOMI
NOTTE DELLE VOCI: ABDULLAH MINIAWY, NDOX ELECTRIQUE, SERENA ABRAMI e ENRICO VITALI,
MARIANGELA GUALTIERI, R.Y.F., MARA REDEGHIERI, DANIELA PES

***

Uno dei festival teatrali più prestigiosi e longevi nel teatro coperto più antico del mondo, capolavoro e ultima opera progettata da Andrea Palladio, inserito dall’UNESCO tra i beni patrimonio mondiale dell’umanità.

Dopo il maestoso Prologo dello scorso 1 maggio che ha visto protagonista una delle artiste più iconiche e influenti del nostro tempo, Meredith Monk, si svolgerà dal 20 settembre al 20 ottobre il 77° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza con la direzione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli: un progetto del Comune di Vicenza,in collaborazione con l’Accademia Olimpica e la Biblioteca civica Bertoliana, con il sostegno della Regione del Veneto, il coordinamento artistico del Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia e il coordinamento generale della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza.

Un’edizione diffusa, che abiterà anche la Basilica Palladiana, il Teatro Astra e la Biblioteca Bertoliana, attraversando l’intera città di Vicenza e coinvolgendo i suoi cittadini, affidata alla visione e alla cura di due personalità di primissimo piano della creazione contemporanea, una coppia di arte e di vita, fondatori del Teatro delle Albe e di Ravenna Teatro. Ermanna Montanari e Marco Martinelli, 15 premi Ubu in due e tanti altri riconoscimenti nazionali e internazionali, guideranno dunque un’eccellenza culturale che non ha mai smesso, nel corso della sua storia, di interrogarsi sul ruolo dei classici nella contemporaneità.

In piena sintonia con la dimensione diffusa del festival, il tema scelto per questa 77° edizione: L’immagine guida per questo biennio 2024-2025 sarà quella del “coro”, inteso come radice fondante del teatro: nella parola “coro” i greci vedevano lo stretto intarsio tra parola, musica e danza, un’alchimia che rivela ancora oggi tutta la sua necessità ardente, moltiplicandosi nel nodo vita-scena del nostro contemporaneo agire. Al tempo stesso il coro è, fin dalle origini, lo specchio disvelante della polis: era composto, nell’Atene del V secolo, da migliaia di cittadini che non si limitavano a fare da “spettatori”, ma si ponevano quali interlocutori-artefici, misurandosi sulla scena insieme agli artisti dell’epoca, da Eschilo ad Aristofane. In questo senso il coro è sempre un gesto “politico”, oltre che poetico. Esso può assumere oggi le forme di una gioiosa “chiamata pubblica”, dove mescolare arte e vita, artisti e cittadini di varie generazioni per infuocarne lo sfuggente meccanismo prismatico”.

Theodoros Terzopoulos, Alessandro Serra, Evelina Rosselli, Serena Sinigaglia, Giovanni Lindo Ferretti, Francesco Giomi, Abdullah Miniawy, Ndox Electrique, Serena Abrami e Enrico Vitali, Mariangela Gualtieri, R.Y.F., Mara Redeghieri, Daniela Pes e, naturalmente, Ermanna Montanari e Marco Martinelli sono gli artisti che daranno voce a un programma lungo un mese, articolato in 9 spettacoli di cui 3 prime assolute1 prima nazionale1 prima regionale3 chiamate pubbliche e 2 cicli di incontri di approfondimento. 

L’immagine del 77° Ciclo di Spettacoli Classici è firmata da un altro grande artista e sperimentatore: Igort, uno dei grandi maestri del fumetto d’autore internazionale, tra i protagonisti della scena indie italiana degli anni ’80 (Linus, Alter Alter, Frigidaire) ed esponente di spicco del graphic journalism, oltreché sceneggiatore e musicista.

***

CALENDARIO

prologo
1 maggio ore 21
Teatro Olimpico di Vicenza
Meredith Monk e John Hollenbeck | Duet Behavior
prima ed esclusiva nazionale 

20, 21 settembre ore 20
Teatro Olimpico di Vicenza
Theodoros Terzopoulos | Oresteia
prima nazionale 

27, 28 e 29 settembre ore 21
Teatro Olimpico di Vicenza
Alessandro Serra | Il Canto di Edipo
prima assoluta

5 ottobre ore 21
Teatro Olimpico di Vicenza
Evelina Rosselli | sdisOrè
prima assoluta

6 ottobre ore 17
Basilica Palladiana
Francesco Giomi | FESTA SILENZIO Azione di improvvisazione creativa per una comunità di performer
Chiamata Pubblica

11 ottobre ore 21
Teatro Olimpico di Vicenza
Marco Martinelli | PLUTO God of gold
con gli adolescenti di Pompei, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Vicenza
prima regionale

14 ottobre ore 21
Teatro Astra
Marco Martinelli e Ermanna Montanari | Purgatorio dei poeti
Chiamata Pubblica

15 e 16 ottobre ore 21
Teatro Olimpico di Vicenza
Serena Sinigaglia | Elettra
in collaborazione con Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale

18 ottobre ore 21
Teatro Olimpico di Vicenza
Giovanni Lindo Ferretti |moltitudine in cadenza, percuotendoprima assoluta

19 ottobre dalle ore 21
Teatro Astra
Notte delle voci
Abdullah Miniawy (Egitto), Ndox Electrique (Senegal), Serena Abrami e Enrico Vitali, Mariangela Gualtieri, R.Y.F., Mara Redeghieri e Daniela Pes

PALAZZO CORDELLINA

incontri e seminari

Parlamenti d’Autunno
a cura di Marco Sciotto

–        21 settembre ore 16: Igort, Theodoros Terzopoulos, Michailis Traitsis e Andrea Porcheddu

–        5 ottobre ore 17: Enrico Pitozzi e Daniela Sacco; Nicola Samorì e Federico Ferrari

–        11 ottobre ore 18: Franco Masotti e Patrizia Basso

–        18 ottobre ore 17: Andrea Tagliapietra, Caterina Piccione e Andrea Cortellessa

Illusioni perdute?
cinque disputazioni sulla critica teatrale e l’arte scenica oggi
a cura di Massimo Marino

28 settembre

–        ore 10-13
L’illusione critica: Anna Bandettini e Walter Porcedda | Magister: Gianni Manzella
L’illusione alternativa: Andrea Pocosgnich e Graziano Graziani | Magistra: Laura Mariani

–        ore 15-18
L’illusione militante: Rossella Menna e Andrea Porcheddu | Magister: Antonio Attisani
L’illusione morale: Alessandro Toppi e Maddalena Giovannelli | Magistra: Maria Nadotti

29 settembre

–        ore 10-13
L’illusione teatrale: Roberta Ferraresi e Lorenzo Donati | Magister: Attilio Scarpellini

INFO

Sito ufficiale: www.classiciolimpicovicenza.it
Facebook: @cicloclassici – https://www.facebook.com/cicloclassici
Instagram: @cicloclassici – https://www.instagram.com/cicloclassici

Biglietti

In vendita online su www.classiciolimpicovicenza.it
e alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza nei giorni e orari di apertura
prezzi dai 7,00 euro (ridotto scuole e università) ai 30,00 euro (tariffa intera)

Ufficio Stampa Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza
Lorenza Arzenton
+39 347 1407874 – teatrocomunalevicenza@aellecom.it

Ufficio Stampa 77° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico
Alessandro Gambino – GDG press
+ 39 320 8366055 –  alessandro@gdgpress.com

Ufficio stampa GDG press
www.gdgpress.com

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Lupo e Giovannelly presentano il vedeoclip di “Alibi”

LUPO E GIOVANNELLY
presentano il videoclip di
“ALIBI”

Disponibile su YouTube dal 15 ottobre

Dopo la pubblicazione del singolo “Alibi”, il 5 ottobre 2024 per Sins Records, Lupo e Giovannelly presentano il videoclip ufficiale del brano, disponibile su YouTube a partire dal 15 ottobre.

Il videoclip, uscito in anteprima su Repubblica, è stato diretto da Giovanni La Gorga, con montaggio e post-produzione a cura di Alessio Borgonuovo, due figure di spicco della scena artistica romana. Il video trasporta lo spettatore nel mondo di “Alibi”, un brano che riflette sull’incertezza del futuro e sulle dinamiche distruttive che caratterizzano la società contemporanea.

“Alibi è un brano al quale teniamo molto” – spiegano Lupo e Giovannelly – “Volevamo esprimere le nostre paure rispetto a un futuro incerto, interrogandoci su certi atteggiamenti distruttivi che vediamo attorno a noi. Non cerchiamo risposte definitive, ma invitiamo chiunque condivida le stesse preoccupazioni a interpretare il testo come un inno alla rivalsa.”

“Alibi” è un brano che si sviluppa attorno a un messaggio di speranza, rivolto a chi non si arrende di fronte alle difficoltà e continua a credere in una redenzione collettiva. Con sonorità che fondono pop elettronico e influenze rap, il brano invita gli ascoltatori a riflettere su atteggiamenti che sembrano distruttivi, ma senza cercare risposte definitive. La forza di “Alibi” risiede nella sua capacità di dare voce a chi non comprende certe dinamiche sociali, ma continua a lottare per costruire e non distruggere.

Su:ggestiva 2024: Musica e suggestioni lungo l’Appia Antica

Dal 18 ottobre al 3 novembre 2024, torna Su:ggestiva, la rassegna di “musica pura per luoghi straordinari”, giunta alla sua sesta edizione. Lungo l’Appia Antica, recentemente iscritta al Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, si alterneranno 21 concerti in 6 giorni, dislocati in 4 location eccezionali: il Ninfeo Villa dei Quintili, il Mausoleo di Cecilia Metella, la Chiesa di San Nicola dei Caetani e l’Ex Cartiera.

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A Roma il Visual Sound dal 17 al 19 Ottobre 2024

Leggi tutto: A Roma il Visual Sound dal 17 al 19 Ottobre 2024

FOTONICA presenta:
next generation pulse

Festival di Musica Elettronica e Video Sperimentale
17- 19 ottobre Nuovo Cinema Aquila, Via l’Aquila 66 – Roma

Biglietti 10 euro + d.p.
50% di sconto per i possessori di LAZIO YOUth CARD

NVS

Onde sonore che diventano forme luminose, pixel che si traducono in sequenze elettroniche per abbattere i confini che separano suoni e visione. 

Dal 17 al 19 ottobre il Nuovo Cinema Aquila di Roma ospita la prima edizione del Visual Sound Festival, un evento dedicato al contemporaneo dell’arte audiovisuale che esplora l’espressione di artisti e artiste under 35 presentando spettacolari performance di video sperimentali e musica elettronica.

Laboratorio di sperimentazione e punto d’incontro per artisti emergenti della scena, Visual Sound è l’occasione per immergersi nel futuro della produzione artistica audiovisuale e scoprire i nomi più originali del panorama laziale proposti da Fotonica, festival evento che da otto anni a Roma esplora l’intersezione fra immagini e suoni nell’arte digitale.

Ogni sera due performance Audio Visual Live varcano le frontiere dell’arte digitale grazie ad artisti ed artiste attivi nella regione Lazio che con i loro progetti futuristici indagano tutte le possibilità di espressione legate al suono e all’immagine per dare vita a performance esclusivamente dal vivo, di carattere ibrido e interdisciplinare, che impiegano tecniche strumenti diversi, dai microfoni, ai microscopi, ai computer. Performance che danno l’opportunità al pubblico divivere in prima persona la trasformazione continua dei linguaggi digitali.

Il video è il perno della fruizione delle opere, come uno strumento musicale viene utilizzato in dialogo con la musica per amplificarne il suo potere espressivo e contribuire a plasmare l’emozione della rappresentazione.

Le performance sono una produzione realizzata nell’ambito del progetto LAZIOSound, finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Visual Sound Festival è prodotto da Flyer, che nel 2004 ha dato vita a LPM Live Performers Meeting, il più grande evento del settore giunto alla sua venticinquesima edizione, questo permette a Visual Sound Festival di essere parte di una rete di partner internazionali che contribuiscono alla promozione degli artisti italiani all’estero.

Programma completo https://visualsound.fotonicafestival.com

PROGRAMMA

giovedì 17 ottobre

– Concrete Casings | Touchy Toy Collective
AV Performance | Sala 1 Cinema Aquila
21:00 > 21:45

Le periferie di Roma sono costellate di costruzioni abbandonate, frutto di abusi edilizi, appalti corrotti e incuria. Questi cantieri incompleti, come fossili di un passato di errori, testimoniano promesse infrante e sogni mai realizzati. Invece di essere zone vive e fiorenti, ospitano strutture fatiscenti che degradano l’ambiente e il paesaggio. Ogni edificio abbandonato racconta storie di corruzione e cattiva gestione, simboli silenziosi di risorse sprecate. Questi “scheletri urbani” sono un monito di un sistema che ha bisogno di riforme profonde per restituire dignità alle periferie.

Il collettivo Touchy Toy nasce nel 2021 dall’incontro di tre personalità con background diversi, formatosi all’interno delle aule del Saint Louis College of Music di Roma.

La formazione è composta da: Gabriele Petrillo, Andrea Lupo, Matteo Camerini.
Le diverse estrazioni culturali dei singoli artisti, abbinate alle relative capacità tecniche e conoscitive, hanno dato vita ad un processo creativo fluido che ha portato il collettivo a sperimentare ed indagare diverse tipologie di linguaggio, tecnologie ed ambienti di sviluppo per la realizzazione di una personale poetica ed estetica.

–  Elisa | Blivet & Achieh
AV Performance | Sala 1 Cinema Aquila
22:00 > 22:30

ELISA è una performance audiovisiva immersiva che rappresenta il ciclo vitale di un microrganismo virtuale, Elisa, esplorando nascita, crescita e decadimento. Le immagini, generate in tempo reale tramite intelligenza artificiale e curate da Blivet, seguono l’evoluzione dell’organismo in sincronia con le frequenze sonore e l’intensità musicale, curate da Achieh. Suono e immagini interagiscono dinamicamente, creando un’esperienza in continua trasformazione. La colonna sonora, ispirata a progetti per la protezione della biodiversità, rafforza il tema della fragilità dell’ecosistema. ELISA invita a riflettere sul rapporto tra tecnologia, natura e necessità di tutelare l’ambiente, trasmettendo un messaggio di consapevolezza ecologica.

venerdì 18 ottobre

– Collective Dream | Matteo Fiocchetti
AV Performance | Sala 1 Cinema Aquila

21:00 > 21:45 

La performance Collective Dream esplora un viaggio onirico e la ricerca del sé interiore, vissuto all’interno di un collettivo come un’unità. Il video trae ispirazione dai sogni, rappresentando un percorso introspettivo verso la comprensione di sé, ma vissuto come un’esperienza universale. L’audio riflette il senso di disconnessione e l’attenzione intermittente verso il proprio mondo interiore, utilizzando suoni modulati e ritmi per evocare le fluttuazioni delle esperienze emotive e mentali. Il pezzo oscilla tra momenti di chiarezza e confusione, offrendo una narrazione sonora delle dinamiche interiori dell’individuo. Lo stile artistico di Matteo Fiocchetti si distingue per l’inventiva e l’approccio pratico. Attratto dalla tecnologia, esplora l’interazione tra diversi media, con un focus sull’integrazione tra forme d’arte. Con esperienza nella musica elettronica, utilizza strumenti come Max MSP e sistemi modulari per creare opere che uniscono suono e tecnologia in una visione unitaria.

–  Digital promenade in Dreamscreens | Livia Rib
AV Performance | Sala 1 Cinema Aquila

22:00 > 22:30 

Digital Promenade è un viaggio nei mondi costruiti da Livia. La videocamera è l’occhio del performer che osserva nel regno digitale. Il suono ne costituisce l’ambientazione. Audio e video sono in tempo reale, collaborando per un’esplorazione immersiva dello spazio. Il corpo è costretto, la percezione è estesa. Livia Ribichini, laureata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma, ha proseguito gli studi in Olanda, specializzandosi in arte e tecnologia. Inizialmente ha utilizzato la luce come mezzo espressivo, mentre ora si concentra su performance e installazioni, integrando software come Touchdesigner e Arduino.

sabato 19 ottobre

– NVS
AV Performance | Sala 1 Cinema Aquila
21:00 > 22:00

NVS progetto A/V di (N:CK & VIDEOSOLID) è il bisogno di evadere dalla routine lavorativa e spesso sterile del contesto “artistico” che ci circonda. NVS è la fuga dai vincoli della console/regia. Castrano le scelte bloccano la creatività. NVS è scappare dalle scelte artistiche di altri. NVS è pura libertà di espressione. È la musica che ci piace il video che vogliamo. É il nostro spazio, è una ora di noi stessi sviscerata e espressa in una performance A/V. Il progetto è l’evoluzione di 16 anni di lavoro non ha un corpo definito perché muta con il nostro umore, con gli eventi del momento. È la nostra anima, il nostro ego.

–  Germi | Electro Organic Orchestra
AV Performance | Sala 1 Cinema Aquila

22:15 > 23:00

Il progetto Germi nasce dall’idea di utilizzare impulsi biologici per produrre musica elettronica, esplorando un universo microscopico ricco di voci e dinamiche. Osservando i microrganismi in una goccia d’acqua, i loro segnali e movimenti vengono tradotti in tempo reale e trasformati in suoni, amplificati fino a oltrepassare la percezione umana. Il risultato è una performance artistica, sonora e visiva, che fonde la curiosità per il mondo microscopico con un’esperienza immaginativa e onirica, rivelando le infinite atmosfere di questo universo nascosto. Electro Organic Orchestra è un collettivo nato a Roma alla fine del 2018 che unisce tecnologia, arti visive e sonore. I tre componenti, ispirati dal mondo della musica generativa, mirano a sfruttare impulsi ed elementi organici per creare paesaggi sonori e visivi. Davide Carbone – Esplorazione Microscopica & Sviluppo Software Daniele Giuffrida – Interpretazione Visiva Giorgio Sorani – Droni & Sound Design

da Giovedì 17 a Sabato 19 ottobre

– Workshop VJing | FLxER

Flyer New Media | Via del Verano, 39
16:00 > 18:00 

Il workshop ha l’obiettivo di formare i partecipanti alla realizzazione di performance e messa in onda di contenuti video in tempo reale. Grazie alle tecnologie oggi a nostra disposizione è possibile gestire contenuti video come quelli audio. Il workshop mira, inoltre, a formare i partecipanti all’improvvisazione video seguendo la musica o gli eventi in cui il vj di solito si trova ad operare, club, locali, concerti, teatro televisione, conferenze.

Durante il workshop verranno presi in esame i software Resolume e FLxER ed un particolare approfondimento sul più specializzato VDMX, si analizzeranno i metodi di produzione e reperimento del materiale video, la progettazione e organizzazione del live set. L’obiettivo del corso di VJing è proprio quello di fornire all’allievo la teoria e le tecniche per cimentarsi nel mondo del vjing, lasciando ampio spazio alla fase di laboratorio e di scambio di esperienze pratiche tra docente e alunni.

– Workshop Videomapping | FLxER

Flyer New Media | Via del Verano, 39
18:00 > 20:00 

Corso di teoria e pratica laboratoriale su tecnologie e software per la progettazione e la realizzazione di performance di Videomapping. Adattamento dei contenuti video a superfici e architetture irregolari e non piane con diversi software, per PC e MAC, utilizzando uno o più proiettori gestiti dallo stesso computer. Guida alla creazione di contenuti statici e animati sulla base delle competenze di ogni singolo studente. Il Videomapping è una tecnica di videoproiezione che trasforma potenzialmente qualsiasi superficie in uno schermo, è il territorio di confine nel quale convergono arte, architettura e tecnologia al servizio di una nuova forma espressiva che trasforma temporaneamente la nostra percezione classica degli spazi e degli oggetti.

Programma

giovedì 17 ottobre
21:00 > 21:45 Concrete Casings | Touchy Toy Collective | AV Performance |
22:00 > 22:30 Elisa | Blivet & Achieh | AV Performance |

venerdì 18 ottobre
21:00 > 21:45 Collective Dream | Matteo Fiocchetti | AV Performance |
22:00 > 22:30 Digital promenade in Dreamscreens | Livia Rib | AV Performance |

sabato 19 ottobre 2024
21:00 > 22:00 NVS | AV Performance |
22:15 > 23:00 Germi | Electro Organic Orchestra | AV Performance |

da giovedì 17 a sabato 19 ottobre

16:00 > 18:00 FLxER | Workshop VJing | Flyer New Media | Via del Verano, 39
18:00 > 20:00 FLxER | Workshop Videomapping | Flyer New Media | Via del Verano, 39

Ufficio stampa – GDG Press

Coppola a Roma: un omaggio al maestro e l’anteprima mondiale di Megalopolis

La Festa del Cinema di Roma si apre con un evento eccezionale: l’anteprima italiana di Megalopolis, l’ultima fatica del leggendario Francis Ford Coppola. Il maestro, noto a livello mondiale per capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now, torna nella Capitale per presentare in prima persona la sua nuova opera visionaria.

Oggi, gli Studi di Cinecittà si sono trasformatu in un palcoscenico d’eccezione. Grazie al Ministero della Cultura, il pubblico potrà assistere all’anteprima mondiale di Megalopolis, un film che promette di essere un’esperienza cinematografica unica. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming anche alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, permettendo a un pubblico ancora più ampio di partecipare a questo momento storico.

Di seguito le foto del Red Carpet:

Il “mondo parallelo” di Joanna, Karol e Paul

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La complessità di una adolescenza relegata ai margini della società

Roma, 12 ottobre 2024

Articolo e Foto di Grazia Menna

Il teatro è vivo! La scena capitolina si arricchisce ogni giorno che passa di nuovi talenti, siano essi attori quanto registi, quanto scenografi. La linfa vitale di quest’arte antica arriva sia dai grandi teatri quanto da quelli dove si fa avanguardia ed è la volta di Spazio Diamante, in via Prenestina a Roma, che ha ospitato nella serata di sabato 12 ottobre 2024, la messa in scena dell’opera:  JOANNA KAROL PAUL, testo e regia di Giulia Massimini e sul palco tre giovani e promettenti attori: Ilaria Ballantini, Giovanna Giardina, Andrea Triaca. Il disegno luci è di Alessia Giglio, con le musiche a cura di Maria Chiara Massimini, per la produzione di Piracanta Teatro e lacasadargilla.

La vicenda narrata ci porta a conoscere e scoprire tre adolescenti emarginati che trovano rifugio in uno spazio abbandonato, creando un mondo intimo e isolato. Joanna che tenta di fermare il tempo registrando pensieri e fotografando ossessivamente,  Karol che si difende danzando, Paul, figlio di una madre che fa uso di droghe e che con il suo arrivo rompe l’equilibrio tra le due, trasformando il loro legame in un triangolo emotivo carico di tensioni.

Lo spettacolo conduce gli spettatori presenti ad esplorare l’adolescenza, la ricerca dell’identità e il bisogno d’amore, che i tre manifestano, sfidando tabù e coinvolgendo il pubblico in un gioco di ruolo che travalica la scena, spingendosi oltre i limiti della vita e della finzione.

La regia ed il testo di Giulia Massimini hanno fornito una narrazione che esplora le dinamiche più intime e complesse dell’adolescenza, un’età di ricerca e smarrimento; giochi di ruolo spericolati in cui i protagonisti si tuffano senza remore, un meccanismo che non solo sfida i limiti della vita stessa, ma che, in un superamento scenico radicale, coinvolge anche lo spettatore, rendendolo parte integrante di un’esperienza che travalica il confine tra finzione e realtà. La messa in scena diventa così un campo di esplorazione emotiva, dove le regole saltano e il pubblico viene trasportato in un viaggio attraverso l’intimità e la ribellione. Quanto realizzato da Giulia però non avrebbe la forza che ha mostrato al pubblico se non ci fossero stati tre giovani e talentuosi attori che hanno dato vita ai personaggi di Joanna, Karol e Paul. Joanna (Giovanna Giardina ) che tenta disperatamente di trattenere il tempo che passa, registrando ossessivamente i suoi pensieri su infiniti nastri e scattando foto continue all’amica-amata Karol;  lei, Karol (Ilaria Ballantini) che vuole proteggere il suo mondo interiore attraverso la danza ed un consapevole agire ai limiti del fanciullesco. Infine Paul ( Andrea Triaca), lasciato a vivere ai margini di una madre che non si occupa di lui, che casualmente osserva la vita di Joanna e Karol e ne vuole entrare a far parte per sentirsi “parte” di qualche cosa, per sentirsi amato di un amore che gli è negato. Paul che viene messo in crisi nella sua peculiarità di maschio, dalla sfida portatagli dall’unione di Joanna e Karol.

Il risultato, con un accorto dosaggio delle luci che hanno dato risalto e spessore a quei momenti di introspezione che ogni personaggio ha espresso e condiviso con il pubblico, è un’esperienza teatrale coinvolgente e provocatoria, capace di mettere in discussione certezze e di far riflettere su una delle domande più profonde e universali: cosa ci succede quando si ha bisogno di essere amati ma si resta invisibili agli occhi di chi ci circonda?

È doveroso ricordare che questo progetto Joanna Karol Paul nasce nel 2023 all’interno degli spazi di Spin Time Labs, occupazione romana decennale, che si distingue per la sua lotta in difesa del diritto alla casa e per il sostegno all’arte e all’artista; lo spettacolo ha già debuttato al Teatro Basilica di Roma ed ed è stato ospitato al Teatro Linguaggicreativi di Milano per la rassegna under35  Un disperato entusiasmo e al Teatro Elfo Puccini in occasione di Hystrio Festival 2024.

Si ringrazia la Piracanta Teatrolacasadargilla e Spazio Diamante per aver consento questo racconto per immagini

La prima di “Cime tempestose” di Martina Badiluzzi

CIME TEMPESTOSE

di Martina Badiluzzi

1920 ottobre 2024

Teatro Vascello | Roma

Prima nazionale

regia e drammaturgia Martina Badiluzzi

con Arianna Pozzoli e Loris De Luna

dramaturg Giorgia Buttarazzi
collaborazione alla drammaturgia Margherita Mauro
scene Rosita Vallefuoco
costumi Giuditta Verderio
suono e musica Samuele Cestola
luci Fabrizio Cicero
drammaturgia del movimento Roberta Racis
realizzazione scene Alovisi Attrezzeria
foto di scena Laila Pozzo

produzione CRANPI, CSS TEATRO STABILE DI INNOVAZIONE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, ROMAEUROPA FESTIVAL con il contributo di MIC – MINISTERO DELLA CULTURA con il sostegno di TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO

È ispirato al celebre romanzo di Emily Brontë, lo spettacolo teatrale Cime tempestose di Martina Badiluzzi, giovanissima artista eclettica che si è imposta all’attenzione della critica e del pubblico dividendosi tra recitazione, scrittura e regia. Il debutto in prima nazionale è al Teatro Vascello di Roma, nell’ambito del Romaeuropa Festival, il 19 ottobre (replica il 20, poi in tournée). Un lavoro che vuole essere un omaggio al potere catartico della letteratura, alla magia dell’arte e del teatro e che prosegue il processo di riscrittura di figure femminili della drammaturga e regista friulana.

Cime tempestose è infatti il quarto capitolo di una quadrilogia, assieme a Cattiva sensibilità, The making of Anastasia (vincitore del bando Biennale di Venezia Registi Under 30 nel 2019) e Penelope (co-prodotto da Romaeuropa Festival 2022), interpretata dalle stesse cinque attrici: Barbara Chichiarelli, Viola Carinci, Federica Carruba Toscano, Arianna Pozzoli e Martina Badiluzzi, a cui si aggiunge Loris De Luna. Trasportando gli spettatori al centro dell’universo tormentato di Catherine e Heathcliff, qui interpretati da Arianna Pozzoli e Loris De Luna, Badiluzzi conclude il suo discorso sul corpo femminile che attraversa i temi dell’identità, dell’amore e dell’educazione delle giovani donne.

Lo spettacolo è una coproduzione tra Cranpi, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Romaeuropa Festival, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura e il sostegno del Teatro Biblioteca Quarticciolo.

«Sono scrittrici come Emily Brontë ad aver cambiato la nostra storia», spiega Martina Badiluzzi. E aggiunge: «È nella letteratura di queste donne che si è formato l’immaginario di generazioni di ragazze ed espresso il ribollire dei desideri di emancipazione che ha riscritto il destino delle donne e degli uomini. Sulle pagine di questi libri abbiamo sviluppato il nostro pensiero critico e a queste storie, scritte da donne in tempi in cui non era permesso loro scrivere, che desideriamo tornare ora che siamo adulte».

Cime tempestose (1846) è un romanzo complesso e simbolico, unico scritto di un’autrice cresciuta in una cittadina dello Yorkshire inglese, in epoca vittoriana, sulla soglia della rivoluzione industriale.

Non è difficile immaginare perché una donna di quell’epoca, cresciuta nella brughiera sferzata dal vento e circondata dalla bellezza misterica di una natura violenta e radicale, guardi con sospetto la città e con preoccupazione la società capitalista che si andava costruendo. Emily tenterà per i primi anni della sua giovinezza di uscire dalla casa paterna ma mai ci riuscirà, preferendo alla civiltà la brughiera, la compagnia degli animali e quella dei fratelli: Charlotte Brontë, autrice di Jane Eyre, Anne Brontë, anche lei scrittrice di successo, e Branwell, pittore.

«Per comprendere la scrittura di Emily Brontë – prosegue Badiluzzi – serve inserirla in una geografia precisa, prima all’interno della sua casa, la canonica del pastore anglicano di origini irlandesi Patrick Bruntye, poi, allargando l’immagine, osservare quella casa nella brughiera accanto al cimitero cittadino. In casa scrive coi fratelli e “su di loro”, sui loro racconti e sulle loro biografie prendono forma i personaggi dei sui romanzi. Nella brughiera Emily vive, cammina e conosce ogni essere vivente per nome: fiori, alberi, arbusti, uccelli. La tassonomia dell’ambiente circostante le appartiene. Conosce il nome degli elementi naturali che abitano l’esterno della sua casa e con la stessa meticolosa indagine descrive i sentimenti umani, scava nella propria anima e restituisce al mondo due personaggi grandiosi, tragici e passionali come Catherine e Heathcliff. Per Emily Brontë “essere umano” significa essere della natura, nella sua cosmologia non ci sono sfumature tra umano e naturale, tra maschile e femminile, privato e sociale, interno ed esterno; tutto suggerisce un senso onnicomprensivo del vivere, dell’abitare il mondo in comunità con tutti gli esseri viventi».

Cime tempestose è il modo in cui viene chiamata una casa e la vegetazione circostante, fa riferimento a un paesaggio che è allo stesso tempo un luogo dell’anima e il titolo del romanzo. Racconta, in fondo, dell’interdipendenza corporea e spirituale tra corpi naturali e umani.

Note di regia -È a un’arte senza genere quella a cui tendiamo se la lente d’ingrandimento è un’opera come Cime tempestose. Un genere letterario che supera la barriera del genere e parla all’essere umano in conflitto, colto nel tentativo arduo di far dialogare la natura maschile con quella femminile, il privato col pubblico, il terreno con l’ultraterreno, la nascita con la morte.

Rileggere Cime tempestose da adulte è come tornare a casa. È un rito di passaggio quello a cui Emily Brontë ci sottopone come lettrici, lo sprofondare nelle viscere e nelle oscurità di una storia familiare dolorosa e violenta che si realizza, sul finale, nell’immagine consolante di due amanti senza paura: Cathy e Hareton

Il nostro spettacolo inizia da quei due amanti e da un ritorno a casa. Le figure che vogliamo in scena non sono più Catherine e Heathcliff; gli adattamenti hanno consumato i loro nomi e la critica abusato dei termini romanticismo e passione per raccontare la loro storia. Lasciamo spazio a Cathy e Hareton, la seconda generazione che abita il romanzo. Hareton è il “secondo” Heathcliff, l’ennesimo figlio non desiderato, e Cathy la copia identica della madre.

A questi due giovani è affidato il compito di gestire l’eredità delle proprie famiglie, non solo quella materiale, ma soprattutto quella emotiva. Di trasformare le disuguaglianze sociali, il razzismo e il maschilismo di quel piccolo mondo antico in qualcos’altro. 

Possono due bambini cresciuti in ristrettezza d’amore, in dinamiche familiari tossiche e violente riuscire ad amarsi? 

Non tutti ricordano che Cime tempestose è un luogo e il nome di una casa dai soffitti animati. Per andare avanti, per costruire un futuro insieme, Cathy e Hareton devono tornare nella casa dove si sono incontrati e riattraversare il proprio passato.

Le scene cardine di Cime tempestose, gli scambi tra Heathcliff e Catherine riemergono nei dialoghi tra Hareton e Cathy, è la casa ad agire su di loro, la casa a ripresentare i fantasmi del passato, a volte le case devono essere distrutte.

Martina Badiluzzi – Regista, autrice e interprete, si è formata studiando  con Anatolij Vasil’ev, il  duo  artistico Deflorian/Tagliarini, Lucia Calamaro, la  regista brasiliana Christiane Jatahy, Joris Lacoste e Jeanne Revel, Agrupación Señor  Serrano  e  Romeo Castellucci. Nel 2019 ha vinto il bando Biennale College Registi Under 30 della Biennale di Venezia con lo spettacolo The making of Anastasia, di cui ha curato regia e drammaturgia che si sviluppa  a cavallo tra teatro e cinema. Come interprete, è stata impegnata nella tournée internazionale di Avremo  ancora  l’occasione  di ballare insieme, spettacolo della compagnia Deflorian/Tagliarini. Nel  marzo del  2022 ha debuttato presso la Fondazione Haydn di Bolzano con l’opera di teatro musicale Silenzio: suo il libretto originale e la regia. Ha scritto e diretto Penelope, spettacolo co-prodotto da Romaeuropa  Festival, e  Cattiva sensibilità. Come aiuto regia di Nanni Moretti ha lavorato allo spettacolo Diari d’amore su testi di Natalia Ginzburg. Negli ultimi anni si è dedicata allo studio dei linguaggi performativi, alla ricerca di  un dialogo possibile tra la scrittura, l’interprete e la scena.

CIME TEMPESTOSE tournée 2024/25
Debutto/Prima nazionale
Romaeuropa Festival 2024/ Teatro Vascello, Roma
19 ottobre h 19:00 – 20 ottobre h 17:00
Biglietti € 25
Info tel 06 4555 3050 | promozione@romaeuropa.net
www.romaeuropa.net
Durata 140′

Date successive
7-8 febbraio 2025 Teatro S. Giorgio/CSS, Udine
25 febbraio – 9 marzo 2025 Piccolo Teatro Bellini, Napoli

Ufficio stampa Cime Tempestose

Il nuovo singolo di gabbbrielll

“COME STAI?”

il nuovo singolo di 

gabbbrielll

dall’11 Ottobre in radio e sulle piattaforme per Indieffusione

Comunicato stampa: Noise Symphony

Dopo aver aperto concerti per artisti del calibro di La Sad e aver calcato i palchi di eventi come il Ferrara Buskers Fest e il Trentino Love Fest, in apertura a Kelly Joyce, Santi Francesi e Margherita Vicario, gabbbrielll si affaccia ad una nuova fase del suo percorso artistico con “Come Stai?”, brano che rappresenta un importante punto di svolta per il rapper. 

A soli 17 anni e dopo la pubblicazione del suo primo Ep “Diario personale Vol. 1”, il rapper trentino gabbbrielll presenta il suo nuovo singolo “Come Stai?”, in radio e su tutte le piattaforme digitali dall’11 Ottobre, prodotto da lucrezjq e aledge per Indieffusione. Il singolo, che fonde le influenze rap con la potenza della musica elettronica, contiene due intensi drop house che esprimono tutta la rabbia e la frustrazione che gabbbrielll sente dentro di sé. La traccia è una vera e propria lettera aperta, un racconto in divenire, rivolto ad una “lei” misteriosa, in cui le parole diventano insufficienti a trasmettere l’intensità delle emozioni, lasciando alla musica il compito di completare il discorso. 
 

“Come Stai? è per me l’inizio di un nuovo capitolo, il passo successivo della mia carriera musicale.” – racconta gabbbrielll –  “È un brano rap dalle sfumature elettroniche in cui parlo ad una “lei”, come fosse una lettera. È un racconto che si sta ancora scrivendo, senza un finale certo. I due drop house rappresentano il climax della traccia, un momento in cui le parole non bastano più per esprimere la mia rabbia e la mia frustrazione.” 

Con questo singolo, gabbbrielll abbandona i confini rigidi del rap tradizionale per abbracciare un suono più vasto e maturo. La sua musica diventa uno strumento per esplorare le emozioni, dimostrando che il vero impatto non si trova nelle etichette di genere, ma nell’onestà delle storie che vengono raccontate. Questo nuovo percorso rappresenta una naturale evoluzione, in cui la sperimentazione sonora e la vulnerabilità diventano elementi centrali della sua visione musicale.

Biografia gabbbrielll:

Gabriel Campolongo, in arte gabbbrielll, è un giovanissimo ragazzo del Trentino che suona il pianoforte e il violino e frequenta il Liceo Musicale e Conservatorio a Riva del Garda. La sua regola principale è non porsi limiti per quanto riguarda i generi, ma sperimentare più cose possibili e, soprattutto, divertirsi in quel che si fa. Dopo aver passato la sua intera vita ad ascoltare musica, ha deciso di dedicarsi a questa sua grande passione iniziando a scrivere su beat trovati online. Dopo mesi di pratica e prime pubblicazioni, debutta il 25 Dicembre 2022 con “Giorni Migliori”, brano autoprodotto e, da lì in poi inizia a dedicarsi completamente alla musica alternandola alla scuola fino a pubblicare i successivi quattro singoli con Indieffusione: “Stessa Storia”, “Il peso dell’odio”, “Gabriel”, “Correre” feat. Margherita Garavaglia. Il 7 Luglio 2023 si esibisce in uno showcase in apertura a La Sad nell’ottava edizione del Bcone Fest a Fabrica di Roma (VT). Il 5 gennaio 2024 esce il suo primo ep “Diario personale vol 1” accompagnato dai singoli “Consigli Per Non Mollare” e “Raffica per loro”. gabbbrielll fa il suo ritorno ad Ottobre 2024 con il nuovo singolo “Come stai?”.

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Roberto Bettacchi
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