In occasione della visita al carcere di Bari in programma per lunedì 5 novembre del Capo del Dipartimento Francesco Basentini che riunirà i direttori delle case circondariali di Puglia e Basilicata per fare un punto della situazione dei penitenziari pugliesi e lucani, vorremmo che sull’argomento ci ascoltasse l’inquilino principale del Dicastero della Giustizia al quale abbiamo già chiesto un incontro con una nostra delegazione sindacale”. E’ quanto scrive il segretario nazionale Co.s.p. Domenico Mastrulli a fronte delle situazione di emergenza dei penitenziari pugliesi e lucani e della condizione critica in cui versano gli uffici giudiziari baresi carenti di personale e cancellieri. Mastrulli nella nota indirizzata al ministro della giustizia Bonafede denuncia l’eccessivo carico di lavoro, la scarsa sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro”. “Nei 260 penitenziari italiani – prosegue Mastrulli – le continue aggressioni contro il personale della polizia penitenziaria non sono più tollerabili. Il personale di polizia penitenziaria lavora sotto stress con turni che vanno ben oltre le otto ore. Paradossalmente assistiamo alla formazione di gruppi di lavoro composti da dirigenti e funzionari che si spostano da un carcere all’altro per offrire il proprio “ ascolto” ai detenuti responsabili delle aggressioni neiconfronti degli agenti”. “Nessun segnale concreto si registra fino a questo momento – sottolinea con delusione il segeretario nazionale del sindacato – nonostante le manifestazioni dei mesi scorsi in diverse piazze”. “Di contro assistiamo all’aumento dei procedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori attraverso procedure in palese contrasto col dettato costituzionale e con le norme sancite dall’Unione Europea. Il Co.s.p. sostiene da tempo l’idea del trasferimento delle competenze dai Provveditorati alle Prefetture. Una soluzione che gioverebbe anche alle casse dello Stato consentendo il recupero di risorse umane e di mezzi economici, migliorando anche i servizi.
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