MotoDays 2025

MotoDays 2025 : Il rombo delle motocicliste copre le chiacchiere degli uomini

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Una rivoluzione su due ruote che non chiede permesso: la strada è anche nostra.

Roma, 12 marzo 2025

Articolo e foto di Grazia Menna

Si sono ormai spenti i riflettori su questa tredicesima edizione del MotoDays 2025, tenutasi dal 7 al 9 marzo scorso presso la Fiera di Roma.

Si è scritto e si è letto delle iniziative – tante – a contorno di questa kermesse che, anno dopo anno continua ad appassionare gli amanti delle due ruote e non solo. Si è scritto di chi c’era e di chi non c’era, della presenza delle rappresentanze di paesi stranieri, Marocco, Cuba per citarne alcuni. Questo ulteriore contributo verbo-visivo, intende porre l’accento, ancora ed ancora, sull’universo femminile che anche quest’anno è stato protagonista dell’evento.

E sì: c’è un rombo di motori che non fa solo vibrare l’asfalto, ma scuote anche i vecchi schemi sociali.

Una bellissima e piacevole chiacchierata con Donatella Cipolla mi introduce nel magico mondo delle donne di Motociclista, sostantivo femminile, un nutritissimo gruppo Facebook che la stessa Donatella ha creato e conduce coadiuvata da altre appassionate motocicliste come lei;  la community conta oltre 4300 iscritte, tutte donne che condividono una passione comune: la moto. L’età varia dai 24 ai 72 anni, eppure tutte si riconoscono nello stesso grido di libertà: la voglia di salire in sella, di lasciarsi il vento alle spalle e di affermare, con ogni chilometro percorso, la propria indipendenza.

Storie diverse, un unico desiderio: sentirsi vive. Per molte di loro, la motocicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo di emancipazione, di rottura con quei ruoli tradizionali che per troppo tempo hanno relegato le donne alla casa, ai figli, al marito. La strada diventa così un manifesto di autodeterminazione, un luogo in cui nessuna deve giustificare la propria passione, dove nessuna deve sentirsi un’eccezione, un “fenomeno” da additare, o peggio, etichettare con epiteti poco gradevoli.

Questa rivoluzione parte da dentro, da ognuna di loro, che abbiano 24 o 72 anni. Perché l’età media del gruppo è alta, intorno ai 40-50 anni, e molte di queste donne si avvicinano alle due ruote in età adulta, sfidando i propri limiti, la paura e, spesso, anche il giudizio degli altri. Qui, nella community, trovano un supporto fondamentale: consigli, incoraggiamenti, esperienze condivise. Perché andare in moto non è un atto improvvisato, ma un’arte che si impara con dedizione, indipendentemente dall’età o dal genere.

Ma la community non è solo un luogo di confronto e crescita, è anche una forma di protezione. In un mondo dove il maschilismo è ancora presente, e dove il motociclismo è stato per lungo tempo considerato un territorio esclusivamente maschile, l’esistenza di un gruppo tutto al femminile è un rifugio sicuro, un punto di riferimento che permette alle donne di affrontare con maggiore sicurezza le difficoltà del settore.

Le donne che scelgono la moto non devono più sentirsi ospiti in un mondo che sembrava precluso. La figura del motociclista, una volta legata quasi esclusivamente all’immagine maschile, sta cambiando. Il maschio che credeva di detenere il monopolio delle due ruote ha perso terreno: le donne sono entrate con decisione in questo mondo, dimostrando che la passione per la moto non ha genere.

Il gruppo nasce  assieme al MotoDyas e il Motoclub dei Disorientati, ma cresce come un luogo d’incontro virtuale che si fa sempre più reale. Perché la moto unisce, crea legami, e soprattutto insegna qualcosa di essenziale: la libertà non si chiede, si prende. E queste donne lo sanno bene.

Allora non rimane che accendere i motori, stringere il manubrio e guardare avanti. Ogni curva è un’emozione e ogni viaggio è una dichiarazione di indipendenza.

Buona strada a tutte ! Ma sempre con prudenza

Si ringrazia l’Ufficio Stampa della rassegna per aver consentito questo racconto per immagini

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