Ieri sera, sul palco del Monk di Roma, Bianco ha celebrato l’uscita del suo EP Guardare per aria 10X (INRI Records/Metatron), facendoci rivivere l’incanto di guardare il cielo, ancora una volta, con il naso in su. Un concerto che non è stato solo un ritorno alle origini, ma un viaggio emozionale che ci ha accompagnati nel cuore della sua musica.
Bianco è come quel compagno di banco che inizialmente noti poco, ma che con il tempo diventa impossibile ignorare, fino a diventare una delle presenze imprescindibili della tua vita. Uno di quegli amori che non si scordano e tornano ogni tanto a fare capolino nella tua vita e farti battere il cuore con la spensieratezza della gioventù. Una presenza amica che cresce silenziosamente fino a manifestarsi in tutta la sua forza. Con la sua voce inconfondibile e con una scrittura che sa essere intima e universale al tempo stesso, in questo concerto ci ha regalato la prova di quanto la sua musica possa essere profonda e travolgente, accompagnato da ospiti che hanno saputo aggiungere un tocco di magia alla serata.
Questo reportage non vuole essere solo una cronaca di un concerto, ma un viaggio che celebra il suo ritorno, a dieci anni dall’uscita dell’album che ha segnato la sua evoluzione artistica e che oggi si rinnova con nuove sfumature sonore. È l’occasione per esplorare non solo l’evoluzione della sua musica, ma anche la profondità del suo approccio alla scrittura, la continua ricerca di autenticità e la capacità di dare voce a una visione del mondo che appartiene a tutti. Dono di pochi, la sua musica è un intreccio perfetto di nostalgia e speranza, un percorso che attraversa il tempo con la consapevolezza di chi ha visto e vissuto molto, ma non smette mai di cercare la bellezza in ciò che accade.
Impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla sua simpatia naturale, Bianco sul palco dà il meglio di sé, sia tecnicamente che nel modo unico di trasmettere emozioni. La sua presenza scenica è quella di un artista completo, capace di coinvolgere il pubblico con una spontaneità che rende ogni concerto un’esperienza unica e irripetibile. Con il suo stile inconfondibile, ha infatti scritto alcuni dei capitoli più interessanti e originali del nuovo cantautorato italiano, diventando una delle voci più autentiche della scena musicale.
Cantautore torinese, Bianco ha saputo conquistare il pubblico con la sua musica in apparenza leggera e la profondità dei suoi testi. Il suo percorso si fonda sulla tradizione della canzone d’autore, attraversato da sonorità moderne e contaminazioni che ne arricchiscono la proposta. Il nuovo EP celebrativo non è una riedizione, ma una rielaborazione in chiave contemporanea, un viaggio nel tempo che gli consente di guardare indietro con nuova consapevolezza.
“Ho ingrandito le canzoni con uno zoom a 10X: le ho spogliate, ascoltate con calma, e poi rielaborate in studio, da solo, con le mie chitarre e la mia voce”, racconta Bianco. E, come lui stesso ammette, ogni canzone risuona ora con una connessione più profonda, come se fosse il risultato di un dialogo intimo con il suo passato e con il pubblico.
Accompagnato sul palco dalla sua band di fiducia (Filippo Cornaglia, Matteo Giai e Damir Nefat) e da vari ospiti speciali, Bianco ha riproposto i suoi brani più iconici, tra cui Corri Corri, Volume, Aeroplano e Drago, con nuove sfumature sonore che ne hanno arricchito l’intensità. Tra i brani più toccanti, una menzione speciale va a Filo d’erba, uno dei testi più poetici e importanti che, con la sua intensità e bellezza, è riuscito a coinvolgere tutto il pubblico, in questa versione speciale con Luca Carocci e Roberto Angelini.
La presenza di Niccolò Fabi sul palco ha poi aggiunto ulteriore emozione con una versione indimenticabile di Una somma di piccole cose, che ha lasciato il pubblico letteralmente senza parole.
Non solo il concerto ha celebrato il passato più lontano, ma ha anche quello più recente, con brani come 30 40 50 e il mio tormentone personale Morsa, che hanno confermato la sua straordinaria capacità di mescolare poesia e leggerezza, malinconia e atmosfera di festa.
Il finale, con il bis di Splendidi, Raccontami e Biglie, ha chiuso un concerto che ci ha ricordato quanto siano vive e attuali le canzoni di Bianco. Un’artista capace di sorprendere, emozionare e, soprattutto, di farci sentire ancora una volta parte della sua storia.
La scaletta:
Quello che non hai
Volume
Aeroplano
Drago
Filo d’erba
Ciao amica (Luca Carocci)
30 40 50
Morsa
Certo che sto bene
La strada tra la terra e il sole
Come se
Corri Corri
Una somma di piccole cose
Le stelle di giorno
Mela
Splendidi
Raccontami
Biglie