Il Balloon Museum, prodotto da Lux Entertainment, è tornato a Roma negli spazi espositivi de “La Nuvola” dell’EUR con una nuova mostra d’arte inedita dal titolo Euphoяia – Art is in the Air, che ha l’aria come elemento centrale e che resterà nella capitale fino al prossimo 30 marzo.
La mostra espone 20 opere interattive d’arte gonfiabile dei seguenti artisti: Carsten Höller, Philippe Parreno, Martin Creed, Marta Minujín, Hyperstudio, Rafael Lozano-Hemmer, Ryan Gander, A.A.Murakami, Karina Smigla-Bobinski, Cyril Lancelin, Alex Schweder, Quiet Ensemble, SpY, Nils Völker, Camille Walala, Sun Yitian, Mauro Pace e Motorefisico.
Una mostra adatta ai più piccoli ma anche agli adulti dove lungo il percorso è possibile, anzi vi è un esplicito invito ad interagire con le opere gonfiabili nelle quali “immergersi”, da attraversare, da maneggiare con cura, da ammirare in maniera contemplativa dondolandosi su di un’altalena o semplicemente da avvicinare per concentrarsi ed ascoltare in meditazione i battiti vitali del nostro cuore.
Tutte le opere hanno suscitato in me particolari sensazioni, ma certamente tra quelle che personalmente mi hanno più affascinato posso elencare “10 Agosto” ispirata alla Notte di San Lorenzo, “Swing – Motorefisico” con delle grandi sfere oscillanti, “Pulse Topology” in cui centinaia di lampadine sospese pulsano in sincrono con il battito cardiaco degli spettatori che interagiscono ed infine “Invisible Ballet” con i palloncini che animati da flussi d’aria circolare creano un movimento simile ad un tornado in cui abbandonarsi.
I gonfiabili, con la loro forma morbida e i loro colori vivaci, sono da sempre simbolo di gioia, festa e spensieratezza. Ma al di là del loro aspetto ludico, nascondono un significato più profondo. Un palloncino che si stacca dalla terra e si innalza verso il cielo sembra liberarsi da ogni peso e vincolo, leggero come una piuma.
Un’immagine metaforica che rappresenta la nostra capacità di elevarci al di sopra delle preoccupazioni quotidiane, di volare alto con la fantasia e di raggiungere nuove prospettive.
In altre parole, una mostra da non perdere per vivere momenti di spensieratezza ma anche per “riflettere sulla potenza trasformativa dell’arte”.