La riforma della Giustizia al Rotary Club Roma Quirinale

ROMA – Giovedì scorso, presso l’elegante cornice del Grand Hotel Gianicolo di Roma, il Rotary Club Roma Quirinale, presieduto da Mario Arcidiacono, ha organizzato una serata di grande interesse tecnico e culturale.
Ospite d’onore è stato il Senatore Pier Antonio Zanettin, il quale ha approfondito temi cruciali legati alla riforma della giustizia, attualmente al centro dei lavori parlamentari e governativi.
Zanettin, politico dalla cifra liberale, ha illustrato con precisione gli interventi previsti dalla riforma promossa dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Tra i punti salienti, l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, che si basa su dati statistici inequivocabili: pochissime condanne a fronte di migliaia di archiviazioni, causando incertezza e timori nella pubblica amministrazione. La sua eliminazione è stata accompagnata dall’introduzione di misure più stringenti per combattere i reati contro la pubblica amministrazione.
Un altro tema fondamentale della relazione è stato incentrato sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente.
Tale obiettivo, da attuare mediante una complessa modifica costituzionale, mira a garantire maggiore imparzialità e a rafforzare la fiducia nelle istituzioni giudiziarie da parte dei cittadini.
Lungi dal voler realizzare una giustizia “all’americana”, la riforma mira a migliorare l’attuale sistema, assicurando l’assunzione del ruolo di reale “parte del processo” del pubblico ministero che, pariteticamente alla difesa, deve poter sostenere la propria tesi dinnanzi ad un giudice terzo ed imparziale, appartenente ad una differente carriera e ad una differente articolazione della magistratura.
Zanettin ha anche spiegato come si sono articolati i lavori per ridefinire il reato di traffico di influenze illecite, rendendo la norma più tassativa, precisa e determinata, limitando così interpretazioni ambigue.
Altro argomento oggetto di attenzione è stata la riforma del regime delle intercettazioni, che renderà più trasparente questo mezzo di ricerca della prova. Senza alcuna “pietà” per reati di mafia e terrorismo, nei procedimenti penali per reati meno gravi, ma comunque oggetto di intercettazioni per il loro accertamento, gli inquirenti dovranno motivare maggiormente e con cadenza più frequente il ricorso a tali tecniche investigative.
La serata, in cui è stato più volte sottolineato il carattere apolitico del Rotary, si è svolta con intento esclusivamente tecnico e informativo. Concetto, questo, ripetuto più volte.
Il Senatore ha risposto a numerose domande da parte degli ospiti, tra cui molti avvocati e giuristi presenti, rendendo il dibattito particolarmente vivace e costruttivo.
Particolarmente apprezzate le domande dei soci Giorgio Guerriero, Carlo Frati, Claudio Fratocchi, Romeo Di Panfilo e Alessio Tranfa, oltre a quelle del Presidente Arcidiacono e di altri componenti del consiglio direttivo del Club.
Si è parlato di garantismo e di tutele, ma anche di rigore giuridico e velocizzazione della macchina giudiziaria e, soprattutto, di libertà.
In chiusura, è stata presentata la nuova aspirante socia del Club, l’avvocato Agnese Casillo, che arricchrà ulteriormente il profilo professionale e culturale dell’associazione.
Un appuntamento, dunque, che ha saputo coniugare riflessione giuridica e convivialità, confermando il ruolo del Rotary come spazio di confronto e crescita collettiva.



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