Inventaria 2024 – 63Azioni: il corpo narra i versi di “Vivere”

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Inventaria 2024 – 63Azioni: il corpo narra i versi di “Vivere”

La poesia di Agota Kristof vive nelle movenze di Marco Tizianel sulla drammaturgia di Marco Gnaccolini

Roma 11 giugno 2024

Articolo e Foto di Grazia Menna

“13 serate del teatro più bello che c’è: quello che puoi vedere da vicino godendo di ogni più piccolo gesto, di ogni più delicata variazione nelle espressioni senza dover usare il binocolo; quello in cui lo spettacolo è dato non solo da ciò che passivamente si vede, ma dalla vicinanza, dalla comunione, dall’esperienza condivisa in un ambiente intimo, che fa battere i cuori all’unisono. E, spesso e volentieri, da una semplicità distillata, che permette il germogliare dello spettacolo interiore. Inevitabilmente il più suggestivo e potente di tutti. Il più bello che c’è.”

Pietro Dattola – direttore artistico

Nel bellissimo TeatroBasilica di Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano, è partita l’ultima trance per Inventaria Festival del Teatro off 2024; location notevole in quanto il teatro è accolto tra le mura dell’antica basilica è ed esattamente alle spalle della Scala Santa.

Lo spettacolo che ha aperto questa quarta ed ultima trance è: ‘63Azioni’, un’opera che trae spunto dalla poesia “Vivere” di Agota Kristof; una sequenza di 63 verbi , tutti rigorosamente all’infinito così da caratterizzare un agire ‘infinito’ e non un agire in passato e non un agire in futuro. Tutti e 63 i verbi possono descrivere l’essenza dell’esistenza umana.

Il regista Marco Caldiron e l’attore Marco Tizianel, guidati dalla drammaturgia di Marco Gnaccolini, creano uno spettacolo che esplora la vita attraverso una serie di azioni universali, evitando una narrazione tradizionale. La frase “Sono arrivato fino a qui” segna un punto di riflessione nella performance, una pausa che sottolinea il passaggio tra le fasi della vita e prepara il pubblico a un’esperienza meditativa.

L’impianto scenico  è minimale ma forte e vibrante: Marco Tizianel rimane alla destra degli spettatori,  isolato alla luce di un occhio di bue, mentre sulla sinistra del pubblico un proiettore  analogico mostra diapositive che come  frammenti raccontano di una vita passata, tra ritratti di famiglia e ricordi di viaggio. Chiara Cecconello, con la sua consolle musicale, crea un’atmosfera sonora che accompagna delicatamente il recitativo, aggiungendo profondità emotiva alle parole.

La drammaturgia di Gnaccolini ha la capacità di trasmettere il significato della vita attraverso azioni semplici e universali. Il discorso narrativo è assente, sostituito da una successione di azioni che evocano emozioni e riflessioni. La vita è rappresentata come un flusso continuo di esperienze, senza giudizi o bilanci, ma con una consapevolezza costante della sua mutevolezza e complessità.

La performance di Tizianel è notevole, alternando movimenti meccanici e rituali che riflettono le tappe della meditazione esistenziale. Cecconello, oltre al ruolo di sound performer, interagisce fisicamente con Tizianel, simbolizzando la vita stessa con i suoi interventi vocali e movimenti speculari.

Movimenti rituali come il dondolio, che porta lo spettatore ad immedesimarsi nel proprio lato fanciullesco, oppure il movimento della corsa perenne che riporta all’esperienza che ognuno dei presenti ha , almeno una volta , vissuto: correre per arrivare, correre per fare, correre dietro alla vita che fugge. La drammaturgia di Gnaccolini ha voluto che ognuna delle 63 azioni declinate dalla  Kristof fosse arricchita con la sua esperienza del fare quell’azione e così scopriamo che ” a 50 anni mi sono fatto un tatuaggio”!

“63Azioni” è uno spettacolo affascinante, che colpisce per la sua originalità e profondità, capace di parlare a tutti noi attraverso un linguaggio universale e poetico. La combinazione di drammaturgia, recitazione e musica crea un’esperienza teatrale unica, che invita lo spettatore a riflettere sulla propria esistenza e a riconoscere la bellezza e la complessità della vita.

[Agota Kristof, scrittrice ungherese morta nel 2011 – la poesia è stata tradotta in italiano da Erica Durante, pubblicata sulla rivista della Svizzera italiana “Viceversa” nel 2008]

Prossimo appuntamento sempre al TeatroBasilica  il 12 giugno  con la prima serata dei DEMO che vedrà le opere: 20 GRAMMI / IN UN’ALTRA VITA / LACRIMOSA

Si ringrazia l’Ufficio stampa di Inventaria Festival 2024 e  TeatroBasilica  per aver reso possibile questo racconto per immagini

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