Dopo l’annuncio di WindTre nei giorni scorsi di una riorganizzazione aziendale che prevede un forte impatto su circa 2.600 dipendenti si e aperto un fronte di preoccupazione che ha coinvolto le istituzioni Regionali e Comunali del territorio preoccupate dell’impatto sociale e occupazionale di questa decisione.
I sindacati per primi hanno sollevato il problema occupazionale che si aggiunge a quanto gia deciso da Vodafone e Telecom per l quale fonti vicine alla compagnia telefonica parlano di circa 4.000 esuberi.
Tra le voci sindacali in queste ore quella dell’UGL per voce del Segretrio generale del Settore TLC Luigi La Pera “L’annunciata scelta aziendale di Wind Tre di trasferire circa 100 dipendenti da Roma a Milano rappresenta un fatto grave e inaccettabile. Anche questa mattina centinaia di lavoratori hanno manifestato contro quella che rischia di essere l’ennesima manovra tendente a desertificare l’occupazione nel nostro territorio”.
Ma non e solo l’impatto sul territorio che preoccupa ma anche la metodologia che applicano le società che dopo aver affronatato una dura fusione con relativi impatti occupazionali che hanno colpito nello scorso biennio circa 2.000 dipendenti, oggi si trovi ancora al punto di partenza.
“Suona paradossale che proprio successivamente a una fusione tra due importanti operatori telefonici si mettano in atto operazioni di questo tipo le cui conseguenze sociali sarebbero molto gravi”, continua Le Pera.
“E’ necessario che il management aziendale fermi questa operazione e intraprenda con le parti sociali un dialogo costruttivo che porti a gestire in maniera saggia e responsabile eventuali problematiche organizzative”.
Sono positive le intenzioni di WindTre di partecipare a tavoli istituzionali utili anche alle stesse istituzioni per spiegare e capire quali possono essere eventuali azioni correttive.