Italiani a Londra, ecco come saranno trattati dopo la Brexit

A denunciarlo e a toccare l’argomento imminente è il tributarista De franceschi

Il 21 giugno 2018, spiega De Franceschi, l’Home Office inglese ha pubblicato i dettagli del cosiddetto “EU Settlement Scheme”. Uno schema che consentirà ai cittadini europei e ai familiari di vivere nel Regno Unito anche dopo la Brexit. Il governo inglese ha ribadito che la libertà di circolazione dei cittadini europei nel Regno Unito e dei cittadini inglesi negli altri Paesi dell’Unione Europea verrà a cessare dopo la Brexit.

Ma il momento in cui questo avverrà dipenderà dal fatto che Regno Unito e Unione Europea riescano o no a negoziare un accordo di recesso entro il 29 marzo del 2019.

Nel mentre è previsto un periodo di transizione di circa due anni, fino al 31 dicembre 2020, in cui i diritti di circolazione dei cittadini europei rimarranno invariati.

Dopo, chi vorrà rimanere a vivere nel Regno Unito dovrà ottenere il rilascio del settled status (o del pre-settled status). Pena il diritto di libera circolazione che verra’ a cessare il 29 marzo del 2019.

Il Settlement Scheme sarà operativo entro il 30 marzo del 2019, tra un mese quindi, e anche se, pochi lo sanno, l’ultima fase di prova è aperta dal 21 gennaio 2019.

Prima dell’entrata in vigore di ciò, i cittadini europei che intendono continuare a vivere nel Regno Unito possono richiedere all’Home Office il rilascio dei seguenti documenti:

1. Un “registration certificate as an EEA Qualified Person”, che può essere richiesto dai cittadini europei che risiedono nel Regno Unito da meno di cinque anni;

2. Un “permanent residence document”, che può essere richiesto dai cittadini europei che risiedono nel Regno Unito da almeno cinque anni.

Coloro che sono in possesso di un certificato di residenza permanente da almeno 12 mesi possono richiedere la cittadinanza britannica. Non è necessario rinunciare a quella cittadinanza italiana, vale l’essere bipolidi.

Ma attenti!

Attivatevi prima del 31 marzo 2019! È necessario infatti, chiedere il prima possibile all’Home Office il rilascio di uno dei due documenti, perché lo chiederanno tutti e le tempistiche per ottenere il rilascio del settled status dopo tale data si allungheranno di molto vista la mole di richieste che verranno presentate nei prossimi mesi.

Ma attenzione! A partire dalle 23 del 29 marzo del 2019, data prevista per la Brexit, coloro che vorranno rimanere a vivere nel Regno Unito potranno richiedere il settled status utilizzando il Settlement Scheme messo a punto dal governo.

Dovranno presentare domanda anche coloro che sono già in possesso di un registration certificate as an EEA Qualified

Person o della Permanent Residence.

A questo punto, si delineano due situazioni, a seconda del fatto che entro tale data Regno Unito e Unione Europea riescano a negoziare un accordo di recesso o meno.

Nel caso in cui il Regno Unito non riesca a concludere un accordo con l’Unione Europea prima dell’uscita i cittadini europei potranno entrare liberamente nel Regno Unito come accade ora fino alla mezzanotte del 29 marzo del 2019.

Ma partire dal 30 marzo 2019 cesserà la libera circolazione e ai cittadini europei e ai loro familiari che arriveranno nel Regno Unito verrà applicata la normativa sull’immigrazione inglese.

Sarà pertanto necessario ottenere un permesso (leave to enter o leave to remain) rilasciato da Home Office.

Quelli che non avranno ottenuto un valido permesso per soggiornare nel territorio del Regno Unito si troveranno in una condizione di ILLEGALITÀ.

Vi è una notevole differenza tra la normativa sull’immigrazione inglese e la normativa europea che garantisce la libera circolazione dei cittadini europei nei vari Stati membri.

In quest’ultimo caso non vi è l’obbligo di richiedere alcun permesso all’Home Office

per risiedere nel Regno Unito.

Gli italiani avranno tempo fino al 31 dicembre 2020 per richiedere ed ottenere il settled status, non sarà concessa una ulteriore proroga! Dal primo gennaio 2021 verrà implementato il nuovo sistema di immigrazione inglese. I cittadini europei a cui verrà rifiutato il rilascio del settled status potranno presentare ricorso amministrativo o giurisdizionale, in linea con i rimedi previsti per i cittadini NON comunitari a cui è stato rifiutato il rilascio del permesso di soggiorno nel Regno Unito. Non vi sarà un procedimento di rinvio in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea perché questa non avrà più giurisdizione nel territorio del Regno Unito

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