Segnatevi il 26 maggio 2019. Potrebbe essere il giorno della nuova Europa

Lo scenario politico del Vecchio Continente è ormai entrato in un processo di trasformazione e l’Italia è l’elemento trainante, che punta a conquistare le istituzioni di Bruxelles alla prossima tornata elettorale.

Intanto però i leader d’Europa, preoccupati da questo processo di mutamento si stanno organizzando cercando un pò di dialogo con il Quirinale. Ed infatti pare proprio che qualcosa dalle parti del Colle si stia muovendo., e non è una buona notizia per Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Sergio Mattarella sembra stia diventando il riferimento dei leader internazionali prima ancora del premier Giuseppe Conte o dei suoi vicepremier. Come ha dimostrato il presidente Emmanuel Macron,con la sua telefonata al Presidente Sergio Mattarella, tutti i leader incarica si affidano al Quirinale. 

La telefonata Macron-Mattarella, spiega Ugo Magri sul quotidiano torinese, porta però con sé un aspetto “davvero inconsueto”, il fatto cioè che “la notizia del colloquio stavolta sia trapelata. Di solito non succede, anche per risparmiare al premier Conte l’imbarazzo di sentirsi scavalcato”. Peraltro, anticipa La Stampa, “durante la loro conversazione, Macron ha espresso il desiderio di avere l’inquilino del Colle come suo ospite all’Eliseo e l’invito è stato prontamente accolto”. Un po’ per ricucire i rapporti tra Italia-Francia, un po’ per dimostrare che l’asse non è Eliseo-Palazzo Chigi. E lo stesso metro è usato, reciprocamente, con Angela Merkel e Jean-Claude Juncker.

Questo governo Giallo-Verde non convince più. l’abbiamo visto con il caso Venezuela, sul quale è intervenuto il capo dello Stato, “richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri alleati e i nostri partner della Ue. Non ci può essere incertezza né esitazione: la scelta è tra la volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza”.

E poi il caso Bankitalia e i risultati delle elezioni in Abruzzo.

I 5 Stelle non sono in linea con le posizioni quirinalizie, la Lega invece, seppure populista, ha posizioni molto più vicine. Il partito di Salvini, insomma, si sta dimostrando più affidabile. Uno scenario che fino a qualche tempo fa non era pensabile.

 

Pare che Sergio Mattarella abbia fatto arrivare ai big della Lega una nuova visione politica: i Cinque stelle non potranno attaccarsi a inciuci o accordi con altri partiti in caso di crisi di governo dopo le elezioni europee, riporta il Tempo in un retroscena.

Dunque niente rimpasti di Governo né Governi tecnici, si torna alle urne! La decisione è maturata negli ultimi giorni ed è la conclusione di un ragionamento che il presidente della Repubblica porta avanti da tempo. Ma ora Mattarella è proprio stufo per gli eccessi della maggioranza, in particolare dei grillini.

 

 

 

 

 

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