ASL – Alternanza Scuola Lavoro

Da molti anni l’Europa sta lavorando per modificare in modo radicale e irreversibile i sistemi di istruzione e formazione dei Paesi membri, con lo scopo di divulgare sempre più la cultura di impresa e di mercato e di formare giovani generazioni disponibili al lavoro flessibile ma anche disposti a spostarsi anche molto lontano dal paese d’origine per “inseguire” il lavoro ed a volte anche accettando una mutazione della propria professionalità, legata solo e soltanto alle esigenze del mercato.

Dall’autonomia scolastica (leggi Bassanini) in poi, passando per le riforme Berlinguer, Moratti, Gelmini e infine per la L. 107/15, il lavoro di trasformazione del sistema di istruzione italiano è continuato in questa direzione. L’autonomia scolastica, la Formazione professionale, l’Apprendistato hanno gettato le fondamenta di una nuova costruzione». È proprio in questo quadro che si inserisce a pieno titolo l’Alternanza Scuola Lavoro (d’ora in poi ASL), divenuta legge con la cosiddetta Buona Scuola (L. 107/15 commi 33-42) e definitivamente inserita nell’Esame di Stato conclusivo della Scuola Secondaria dalla Legge Delega 384/17. Come tutti sanno l’ASL consiste in un percorso di 200 o 400 ore, a seconda dell’indirizzo di scuola, da svolgersi almeno parzialmente in contesti lavorativi.

In questi giorni si parlato molto dell’indagine fatta da Almadiploma. L’indagine presentata al Miur, riguarda un campione limitato di ragazzi (interviste a oltre 46 mila diplomati a luglio scorso di 292 istituti sparsi in tutt’Italia). I risultati che emergono dalla rilevazione sono molto interessanti, e vanno in una direzione opposta a quella che l’attuale governo sta prendendo in legge di Bilancio, che fa scendere le ore di formazione “on the job” negli ultimi tre anni di scuola superiore ad almeno 90 nei licei, almeno 150 (in odore di salire a 180) nei tecnici, almeno 210 nei professionali (oggi è il doppio, almeno 400 ore nei tecnici e professionali, almeno 200 nei licei). I ragazzi sui quali è stata fatta l’ indagine parlano della propria esperienza di Alternanza scuola lavoro come molto positiva o comunque utile. Solo l’1% la valuta come molto negativa. .

Gli studenti promuovono a pieni voti l’Alternanza che motivano con due argomenti: “mi ha permesso di capire cosa voglio fare da grande e mi fatto conoscere persone interessanti”.

Peccato però che se da una parte gli studenti hanno promosso l’esperienza di studio-lavoro per il 77,2% del campione intervistato dall’indagine annuale di Almadiploma è risultata un’esperienza «utile» per la formazione, dall’altra l’attuale Governo ha imposto un cambio di nome all’alternanza, una forte riduzione delle ore (in parte compensata in Parlamento)e un taglio di più di 50 milioni di euro.

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