Si è concluso ill Festival Internazionale del Cinema dei Castelli Romani e si è aperto il Festival del Cinema di Roma, o più semplicemente Festa (come viene ufficialmente dichiarato).Una rassegna, il primo, in cui c’è poca vetrina e poche passerelle, ma in cui si respira ampiamente quella voglia di diffondere una cultura cinematografica che va ben al di sopra di Gossip e montagne di denaro. Il coinvolgimento delle scuole ne è la prova e l’affluenza di pubblico di ogni età la conferma.
Un Festival, poco sostenuto economicamente, che ha dalla sua almeno quattro elementi lungimiranti e positivi:
il primo è la location. I Castelli Romani. Un Festival che se riesce nel tempo a coinvolgere tutti o quasi i comuni castellani diventerbbe il primo vero Festival di Cinema itinerante vero che esiste in Italia.
Il secondo punto è l’internazionalizzazione. Certo non è l’unico Festival che ospita film stranieri, ma di certo pone un’attenzione particolare a quel cinema di certi paesi che nell’Industria Cinematografica stanno facendo passi da gigante. Lo scorso anno la Repubblica Dominicana, il Marocco, quest’anno la Bulgaria e l’Olanda.
Terzo, la partecipazione delle scuole. Quest’anno sono stati 5 gli Istituti che hanno concorso ad un Premio speciale nella sezione cortometraggi. Gli studenti sono stati affiancati da esperti registi come Francesco Colangelo che ha spiegato loro gli elementi base della sceneggiatura, regia e tecniche di ripresa e montaggio.
Il quarto elemento è quello che accorcia le distanze tra attori, registi e pubblico. Il pubblico vede le proiezioni a loro fianco, parla con loro all’aperativo e fa le foto durante la serata di Gala. Fa domande mentre beve un buon bicchiere di vino e non c’è il fossato che divide il pubblico in platea dai VIP sul palco con microfono in mano.
Il nostro Cinema è importante, ha una lunga storia e tradizione. Ad esso si sono ispirati grandi registi d’oltre Oceano e abbiamo inventato alcuni generi.
Quello che è negativo è il mercato della distribuzione, infatti molti film, se non fosse per i Festival, li vedrebbero in pochi poiché non hanno distribuzione o rimangono in sala (poche sale) per pochi giorni.
Questo spinge molti giovani appassionati che hanno studiato e vogliono fare cinema a desistere e vanno avanti solo i figli di chi è già famoso o i ricchi rampolli di qualche famiglia bene che divenatno registi o produttori (prevalenza per i primi).
Il Cinema è arte e industria; numeri e creatività, fantasia e realtà ed i Festival possono dare il loro contributo affinché tutto ciò non solo viene messo in luce ma da la possibilità di diffondere quella cultura cinematografica che è e rimane parte del nostro patrimonio storico ed intellettuale.
Abbiamo favolosi registi, straordinari attori ed eccellenti sceneggiatori, oltreché invidiabili maestranze, ma perdiamo colpi rispetto ad altri paesi “emergenti” in tal senso che investono molto, anche privatamente sull’Industria cinematografica.
Credo che bisogna stimolare gli investimenti anche sui Festival che devono camminare di pari passo con la produzione di film. L’intervento del Ministero dei Beni Culturali è determinante, così come quello delle Amministrazioni locali e dei privati che possono fare la loro parte.
Per noi italiani il Cinema è come la Pasta, non possiamo rinunciarci e nemmeno sostituirla con Tofu e Sementi varie. Sono le nostre tradizioni e la nostre cultura, dobbiamo difenderle e farle crescere, ospitando ed esportando e dando la possibilità a chiunque di potersi esprimere. Quindi se non avete tanta voglia di frequentare le sale, beh allora frequentate i Festival.