Ogni azione ha degli effetti a volte non previsti, in questo caso il danno collaterale dello sgombro del Camping River, campo nomadi stanziale ormai da decenni, è stato quello di togliere un servizio alla comunità come il centro estivo gestito dalle Piccole Figlie del Sacro cuore, suore dipendenti dalla diocesi di Roma. Per questo Fabrizio Santori e Corsetto della Lega hanno denunciato subito la situazione ai media.
La chiusura di un centro estivo non è una cosa banale perché incide su tante famiglie che dovendo lavorare anche in agosto hanno la necessità di un aiuto per i bambini più piccoli che vengono affidati alla struttura.
Dallo sgombro molte famiglie di ROM non hanno ancora trovato una sistemazione e il pericolo che si sta presentando è quello di ritrovarsi con tanti piccoli accampamenti abusivi in giro per la città.
“Il centro estivo di via di Santa Cornelia 150 – scrivono i leghisti in una nota – gestito dalle suore Piccole figlie del Sacro cuore, dipendenti direttamente dalla Diocesi di Roma, che era punto di riferimento per tante famiglie di Prima Porta, sarebbe stato chiuso per far spazio a un centro di accoglienza destinato a famiglie rom che l’amministrazione capitolina ha sgomberando dal Campo River di via Tenuta Piccirilli e che qualche ora fa avevano tentato di occupare illegalmente l’Hotel Point di via Flaminia”.
Sono state le famiglie della zona a rivolgersi direttamente ai consiglieri della Lega per avere delle certezze su quanto potrebbe accadere come risultato dello sgombro del campo senza una stategia di breve e lungo termine da parte della giunta Raggi.
“La notizia ha allarmato i residenti e le famiglie del quartiere – attaccano Santori e Corsetto – che avevano nelle suore di Santa Cornelia 150 un punto di riferimento per i propri figli, e oggi invece temono la vicinanza dei rom recentemente sgomberati dal Campo River, in un quartiere già ad alta tensione sociale. Andremo in fondo, i cittadini non vanno presi in giro”