Terrorismo Islamico ed Europa

Un tempo per terrorismo si intendeva una lotta armata contro una realtà costi-tuita , un esercito ,o una milizia . Oggi è da intendersi come una serie di azioni disgustose e nefaste che mirano a spargere terrore, tra le popolazioni civili. Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosissimi ,vili ,atti compiuti in nome di Allah e in nome della religione .

Ad oggi il nostro Paese ne esce indenne a differenza di altri Paesi europei. Da un po’ di tempo sembrano essere scemati questi vili atti ma l’attenzione non deve calare anche in funzione del fatto che attualmente esistono diversi tipi di terrorismo. In linea di massima il terrorismo islamico è basato sul sacrificio, sul suicidio di pochi ,in nome di una cieca fede religiosa, per colpire le masse, gli infedeli come vengono, da loro, definiti. Il terrorismo islamico mira a costruire una società “perfetta”, modellata secondo una interpretazione particolare dei dettami del Corano. Ricordiamo il 1928 quando in Egitto venne fondato , a opera di Hasan al-Banna, un movimento denominato Fratelli Musulmani, esso si diffuse, nonostante i tempi e relativi mezzi di comunicazione in tutto il bacino del Mediterraneo. Ai tempi nella rivoluzione iraniana, del ritiro sovietico dall’Afghanistan nasce lo jihad afghano interprete di un Islam radicale. L’obiettivo che si proponeva, e che ancora si propone, è quello di avere una società scevra di tutto ciò che sia esterno all’Islam e l’annientamento delle realtà capitaliste attraverso una lotta armata sanguinosa e di terrore con l’obbligo della difesa della terra dei musulmani e con l’obbligo di una Jihad che sia attiva affinché ogni terra appartenuta, anche per brevi periodi all’ Islam , torni all’ Islam stesso.

Il predicatore più “famoso” di questa politica fu ʿAbd Allāh al-ʿAzzām che nacque in Palestina vivendo poi in Pakistan e Arabia Saudita. Sulla base di quanto sopra si sarebbe portati a pensare che l’obbiettivo di queste azioni siano rivolte ai non musulmani ma non è così. Queste azioni, e la cronaca di questi anni lo dimostra, sono rivolte anche a quei musulmani che non hanno abbracciato la Jihad e pertanto minacciati ed uccisi sulla base del takfir una sorta di condanna per grave “miscredenza” ma esiste anche un altro mezzo per perseguire ed uccidere ed è la fatwa una sorta di sentenza su questioni giuridiche Purtroppo, anche se non se ne parla vi è ancora in atto il potenziamento di questi gruppi nutriti da finanziamenti esterni , vendita delle droghe, del petrolio (in nero) . Si assiste ad un silente evolversi di queste realtà che non sono, come si dice, distrutte e finite unitamente all’evolversi della situazione politica in alcuni stati emergenti come l’Arabia Saudita e gli emirati del Golfo Persico complici silenziosi di una trasformazione radicale . Il ricostituirsi di questi gruppi avviene grazie alle ingenti disponibilità finanziarie che provengono proprio da quest’area del pianeta. Sono datati 6 Luglio 2018 due articoli “Un progetto per spiegare il terrorismo islamico” e “Chi è Abu Bakr Al Baghdadi, il Califfo dello Stato islamico” pubblicati su www.occhidellaguerra.it

Sulla base di quanto sopra esposto e sulla ormai inevitabile, salvo che l’Europa e l’occidente non intendano intervenire con operazioni positiva, migrazione di milioni di giovani dall’africa quale futuro spetterà all’ Europa ed al nostro Paese? Si aprono diversi scenari e saranno consequenziali alle decisioni politiche Europee, occidentali ed Italiane.
Claudio Mantovani

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