epa06720144 US President Donald J. Trump holds up a national security presidential memorandum on Iran that he just signed in the Diplomatic Reception Room of the White House in Washington, DC, USA, 08 May 2018. Trump announced plans to pull out of Iran nuclear deal. Trump announced that he will reimpose sanctions that had been waived under the Iran nuclear deal. Five nations including the United States worked out a deal with Iran in 2015 that withdrew sanctions. EPA/MICHAEL REYNOLDS

Iran, a rischio 30 miliardi di euro. L’Italia sia protagonista del Mediterraneo

Il presidente statuninense Trump ha rifiutato l’accordo sul nucleare precedentemente raggiunto da Obama e dall’Europa e ha messo in crisi numerose aziende. Si è immediatamente stretto l’asse Berlino – Parigi – Londra contro gli Stati Uniti D’America e come al solito l’Italia sta a guardare. Però sono a rischio numerosi investimenti “tricolori” avviati in Iran. Non solo petrolio, ma anche meccanica, engineering, componentistica e infrastrutture.

Sono alcuni dei principali settori di investimento e scambio che le imprese italiane hanno con l’Iran. Un rapporto sicuramente non facile, fra sanzioni e tensioni interne al paese, che potrebbe ulteriormente complicarsi con le ricadute della sfida in atto fra Washington e Tehran. Alla quale guardano, col fiato sospeso, le aziende italiane ed europee.

Il settore economicamente piu’ rilevante e’ ovviamente quello del petrolio con l’Eni. Tra gli altri settori di sicuro interesse spiccano le autostrade, l’alta velocità, l’ambiente, le rinnovabili, la meccanica, i materiali edili, l’automotive, il medicale, ma anche elicotteri, navi, servizi finanziari, gioielleria, pelletteria, food. Un occhio particolare è riservato anche alle infrastrutture, comparto di eccellenza italiana e in grande sviluppo in Iran. Fino a oggi l’interscambio tra i due Paesi per i primi 9 mesi 2017 ha abbondantemente superato i 3 miliardi. Numerosi e prestigiosi peraltro i marchi coinvolti tra cui si annoverano Fs, Ansaldo, Danieli, Fata, Maire Tecnimont, Immergas.

Ora che accade? Gli ordini sono in corso e le commesse avviate, addirittura alcuni pagamenti già anticipati. Trump non può giocare sulla pelle delle  Pmi e delle multinazionali europee sono a rischio migliaia di posti di lavoro e una chiusura del doppio binario economico tra Italia e Iran rischia di “congelare” 30 miliardi di euro di business.

Serve nell’immediato un governo forte e un ministro degli Esteri autorevole. Nel medio periodo l’Italia deve necessariamente costruire un tavolo per il Mediterraneo ed essere protagonista tutelando i propri interessi.

 

Fabrizio Santori

Portavoce Difendiamo l’Italia

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Il Selfie prima del selfie, a 55 anni le cabine per fototessera cambiano vita

Next Story

Azzurro, giallo e verdone

Latest from POLITICA_OLD

Incontro Sanchez Meloni

Questa mattina, presso Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha incontrato il capo del