#Metoo e #noninmionome, a Barcellona sono fatti per noi solo hashtag

Mi ha molto colpito la contestazione della Spagna contro la sentenza che “alleggerisce” la pena a un branco di stupratori che nel 2016 violentarono una ragazza a Pamplona. È abuso non stupro ha sentenziato il giudice: 9 anni invece che 20. Gli spagnoli sono inorriditi di fronte alla lieve condanna e si sono ribellati : tutti in strada a urlare “vergogna” per aver violentato questa donna due volte.

Spagna bloccata per tre giorni e allora c’è stata la retromarcia. Addirittura le suore di clausura sono scese in piazza. Il mio primo pensiero è stato perché da noi nessuno lo ha mai fatto? Abbiamo avuto anche qui sentenze vergognose, che gridano vendetta (l’ultima quella per la morte di Marco Vannini) eppure a nessuno viene in mente di scendere in piazza a urlare il proprio sdegno.

Mi è capitato molto spesso di provare a organizzare cortei di protesta, ma dopo l’iniziale entusiasmo “a voce” tranne rarissime occasioni alle manifestazioni venivano in pochi, spesso neanche i diretti interessati. Perché? Perché, semplicemente, noi siamo il popolo di Twitter, di Facebook, dove la rabbia e lo sdegno li gridiamo sul telefonino, seduti comodi comodi sul divano.

A meno che, non vendano Totti o Donnarumma e allora tutti in strada a organizzare la rivoluzione…povera Italia! Gli spagnoli ci hanno dato un grande schiaffo morale: i vari #metoo e #noninmionome per loro sono fatti, per noi solo hashtag. C’è molto da riflettere se vogliamo cambiare le cose

Fabrizio Santori

Responsabile del Movimento Difendiamo l’Italia

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Osservatorio Germania- Italia – Europa presenta “Questioni d’Unione” a Roma

Next Story

Insicurezza e illegalità, i Romani hanno smesso di combattere?

Latest from POLITICA_OLD

Incontro Sanchez Meloni

Questa mattina, presso Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha incontrato il capo del