L’isola del mondo alla conquista del pianeta, di Carlo Terracciano

Gli Stati Uniti dalla scoperta dell’America in poi hanno esercitato una profonda influenza sulla geopolitica mondiale. Secondo Carlo Terracciano (1948-2005) autore de L’isola del mondo alla conquista del pianeta(Anteo Edizioni, 2012) che raccoglie una serie di articoli apparsi negli anni Ottanta sul mensile Orion, è stato anche redattore sin dalla sua fondazione della rivista di studi geopolitici Eurasia, la conquista delle Americhe non fu da attribuire a Cristoforo Colombo bensì ai Vichinghi guidati dal figlio di Erik il Rosso, il quale raggiunse Capo Cod nei pressi dell’attuale Boston anticipando di circa mezzo millennio l’impresa dello storico navigatore genovese nel 1492.

A partire dell’arrivo dei primi coloni a bordo del “Mayflower” nel 1620 e al conseguente genocidio dei “pellerossa”, uno dei più grandi massacri avvenuti nella storia umana, e poi dall’affermarsi della “dottrina Monroe”, dal nome del quinto presidente degli USA il cui motto era «l’America agli Americani», teorizzava già a partire dal XIX secolo l’imperialismo che il Nuovo Mondo avrebbe dovuto esercitare sul Vecchio Continente.

La successiva e sanguinosissima Guerra di Secessione (1861-1865) che causò più vittime tra gli americani della Prima Guerra Mondiale – nella quale gli USA intervennero nel 1917 – con la vittoria dei nordisti, provocò non soltanto delle conseguenze per gli sconfitti ma ripercussioni a livello geopolitico che coinvolsero il Pacifico, l’Atlantico, l’Europa, l’Asia e il mondo intero.

Dopo il breve periodo di pace seguito al primo conflitto mondiale, con l’avvento del fascismo e del nazionalsocialismo che si proponevano di superare tanto il sistema capitalista, nato con affermarsi del protestantesimo con la nascita di una “terza via”, quanto il comunismo marxista. L’intervento armato americano nella Seconda Guerra Mondiale propagandato secondo l’affermazione dell’Autore come la «lotta delle democrazie per la libertà e l’uguaglianza dei popoli» in realtà era determinato da necessità strategiche ed economiche.

Con la vittoria militare degli Alleati e dell’URSS e la conseguente suddivisione dell’Europa in due blocchi scaturita dalla Conferenza di Yalta, la successiva nascita della NATO, dell’ONU, ma soprattutto del Fondo Monetario Internazionale e il WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, hanno sancito il predominio economico e finanziario degli USA, oltre che quello militare e politico.

La talassocrazia, cioè il dominio marittimo ereditato dalle varie amministrazioni statunitensi dall’impero britannico, è stato quindi il metodo di supremazia con il quale gli Stati Uniti  hanno esercitato il loro potere in campo politico, economico, militare e persino culturale con la diffusione dell’american way of life, del libero scambio e del libero mercato che da alcuni decenni ha determinato il fenomeno della globalizzazione – o del mondialismo –  di natura capitalistica, per cui le identità, le tradizioni e le culture dei popoli della Terra, così diverse tra di loro e proprio per questo motivo affascinanti, si sono uniformate in un melting potche proprio negli USA ha avuto origine.

Il breve libro di Terracciano, arricchito da cartine e tabelle utili a comprenderne le tesi e le ricostruzioni storico-politiche, è di particolare interesse per chi voglia iniziare a conoscere le dinamiche non sempre molto chiare degli eventi che caratterizzano l’epoca contemporanea.

Di Franco Brogioli

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