In un’importante presa di posizione a tutela dei diritti d’autore, Penguin Random House ha annunciato l’introduzione di una nuova politica per proteggere le opere dei suoi autori dall’uso improprio da parte delle piattaforme di intelligenza artificiale (IA). L’editore, parte delle “big five” del settore editoriale, ha aggiunto una clausola alla pagina del copyright di tutti i suoi libri, vietando esplicitamente l’utilizzo dei testi per l’addestramento di tecnologie IA.
La nuova formula, che sarà presente in tutte le nuove pubblicazioni e nelle ristampe di titoli già esistenti, stabilisce: “Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata o riprodotta in alcun modo allo scopo di addestrare tecnologie o sistemi di intelligenza artificiale”. Questa decisione segue le crescenti preoccupazioni di autori ed editori riguardo all’utilizzo di materiale protetto per sviluppare modelli di intelligenza artificiale senza consenso, pratica che potrebbe portare alla creazione di opere derivate e potenzialmente violare i diritti d’autore.
Recentemente, il New York Times ha inviato una lettera di diffida alla startup Perplexity per l’utilizzo non autorizzato dei suoi articoli nell’addestramento del proprio modello IA, una vicenda che riflette le tensioni crescenti tra il mondo editoriale e le piattaforme tecnologiche. In questo contesto, Penguin Random House si unisce a una serie di iniziative mirate a difendere il copyright, aggiungendo una specifica riserva anche per il text and data mining, una tecnica che estrae dati e informazioni dai testi e che è comunemente impiegata nell’addestramento di IA.
Sebbene alcune case editrici accademiche, come Taylor & Francis, Wiley e Sage, abbiano annunciato collaborazioni per concedere in licenza i propri contenuti a società di IA, Penguin Random House ha deciso di intraprendere una strada differente, rafforzando la protezione delle sue opere. Questa politica rappresenta un forte segnale di resistenza contro l’uso non autorizzato delle opere letterarie, in un’epoca in cui le tecnologie emergenti stanno cambiando rapidamente il panorama della proprietà intellettuale.