Domani, 3 ottobre, alle ore 17.30, l’Archivio di Stato di Pescara ospiterà la presentazione del nuovo libro di Luciano Di Tizio, La giustizia del Duce. Il Fascismo al potere tra violenze, sottovalutazioni e connivenza, edito da Ianieri Edizioni. L’evento, che si terrà presso la sede dell’Aurum in via Cesare De Titta 1, vedrà la partecipazione dell’autore insieme a due ospiti di rilievo: Maria Amicarelli, già responsabile dell’Archivio di Stato di Pescara, e lo storico e giornalista Marco Patricelli.
Il volume si addentra negli anni cruciali della nascita e dell’ascesa del fascismo in Italia, un periodo caratterizzato da una violenta affermazione sul territorio e dal graduale asservimento dello Stato a un regime dittatoriale. Al centro del libro, la drammatica vicenda del rapimento e dell’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti e il conseguente processo agli autori materiali del crimine, che Di Tizio descrive come una vera e propria farsa giudiziaria. Tuttavia, la narrazione non si limita a questa vicenda emblematica, ma allarga lo sguardo ad altre aggressioni e casi giudiziari del periodo, alcuni dei quali ebbero epiloghi differenti e rivelatori delle complesse dinamiche di potere del tempo.

Luciano Di Tizio non è nuovo a questi temi. Già nel 2006, con il suo volume La giustizia negata. Dietro le quinte del processo Matteotti, aveva approfondito la questione del processo Matteotti. Oggi, con La giustizia del Duce, amplia il discorso, offrendo un’analisi dettagliata del contesto sociale, economico e ideologico che permise al fascismo di consolidarsi e imporsi, tra connivenze più o meno dichiarate e drammatiche sottovalutazioni.
Il libro getta luce su un quadro storico complesso e stratificato, nel quale il delitto Matteotti rimane un punto focale, ma non l’unico. Di Tizio affronta anche altri episodi giudiziari, caratterizzati da processi-farsa che, pur con esiti diversi, furono segnati dalle stesse dinamiche di prevaricazione e oppressione del regime fascista. Eppure, in mezzo a tanta complicità, emergono figure di magistrati che, nonostante le pressioni, seppero mantenere la schiena dritta e difendere la Giustizia, rappresentando un baluardo di dignità e coraggio in un periodo buio della storia italiana.
Luciano Di Tizio, laureato in storia e filosofia, ha lavorato per molti anni come giornalista professionista, collaborando con quotidiani, radio e televisioni, sia nazionali che locali. Caposervizio de Il Tempo in Abruzzo, è anche autore di numerosi saggi storici e pubblicazioni scientifiche. Oltre al suo impegno nel campo storico e giornalistico, Di Tizio si è sempre occupato di ambiente, ambito in cui è particolarmente attivo, tanto da essere stato eletto presidente del WWF Italia nel 2022.
L’evento di domani rappresenta un’occasione importante per approfondire la comprensione di un periodo storico fondamentale e per riflettere sui meccanismi con cui il fascismo riuscì a trasformare le istituzioni italiane, piegandole ai propri fini. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia conoscere meglio le tragiche vicende che segnarono l’Italia nel passaggio dal pluralismo politico alla dittatura.
L’incontro sarà aperto al pubblico, nel rispetto delle normative vigenti, e si concluderà con una sessione di domande e risposte, dando ai partecipanti l’opportunità di interagire direttamente con l’autore e gli altri relatori presenti.