“Chiedilo a Barbero”: grande successo per lo storico al Salone del libro di Torino

Al Salone del libro di Torino Alessandro Barbero conferma il suo successo tra il pubblico: le file per ascoltare lo storico sono lunghissime, i suoi fan sono numerosi e lo seguono in televisione e sul web dove il professore si impegna in video e conferenze. Tra il suo pubblico si trovano persone di tutte le età: uomini e donne, adulti ma anche tanti ragazzi: non è passato inosservato lo striscione realizzato da un gruppo di studenti che recitava “Barbero sei un grande”.

Barbero è apprezzato per le sue attitudini divulgative e per la capacità di catturare l’interesse di un vasto pubblico parlando di storia con entusiasmo e chiarezza.
Lo storico ha raccontato di essersi appassionato a questa disciplina durante l’infanzia e di aver deciso definitivamente di dedicarsi a questo settore in quarta superiore, abbandonando l’idea di studiare legge o linguistica e arrivando all’università determinato a studiare storia medievale.

Parlando della sua passione per il medioevo il professore spiega che si tratta di un periodo lunghissimo che contiene un’infinità di elementi variegati. La ragione per cui ha scelto di dedicarsi a questo periodo storico non è unica: è rimasto colpito da alcuni autori medievali e dai cronisti letti durante gli anni dell’università. Si è reso conto che la società del basso medioevo era estremamente colta, sofisticata, raffinata e complessa ma aveva un livello di semplicità di base e di mancanza di ipocrisia che le epoche successive non hanno più avuto. Pensiamo ad esempio alle 100 novelle di Boccaccio, molte delle quali raccontano vicende scabrose che in pubblico non si osò più menzionare e che in virtù di ciò sono state colpite dalla censura. Si pensi a Dante che scrive un poema in cui parla di teologia a livelli incredibilmente complessi, riflessioni che oggi facciamo fatica a comprendere perché non siamo più abituati a ragionamenti tanto intricati e che proprio in quei discorsi di estrema complessità teologica ha usato parole che oggi reputeremo poco consone. C’era un modo diretto di mescolare alto e basso, di accettare la natura umana così com’è ridendoci sopra.

Barbero esprime il suo stupore riguardo all’enorme varietà di questioni proposte dal suo pubblico e afferma, al contrario di quello che pensano i suoi numerosi fan, che non potrebbe rispondere a tutte le domande senza prepararsi.

A Torino si è parlato anche di un nuovo strumento di divulgazione: il podcast Chiedilo a Barbero” di Intesa San Paolo e Chora Media (scritto da Alessandro Barbero e Davide Savelli), online ogni settimana. Il pubblico ha la possibilità di fare le sue domande tramite e-mail o Whatsapp, si tratta di un lavoro scrupoloso per il professore che racconta “mi piace dialogare con il pubblico, a volte le questioni sono davvero complesse come quella sull’identità della Sardegna… non posso improvvisare”.

I temi affrontati e proposti dal pubblico sono infatti variegati: i telespettatori, spiega Barbero, solitamente sono particolarmente interessati al Novecento (alle guerre mondiali, al fascismo e al nazismo); sono i temi più trattati in televisione data la maggiore quantità di materiale audiovisivo. In altri casi, come quello del podcast, ci si ritrova di fronte ad un pubblico che ha una curiosità a 360° riguardo ad ogni aspetto della storia e su ogni periodo storico.
Vengono fatte anche delle domande personali al professore come ad esempio sulla sua visione della storia, in quale periodo del passato sceglierebbe di vivere. Ma anche curiosità trasversali come “chi per primo ha preso l’iniziativa di bruciare i libri” (tema trattato nella prima puntata), o argomenti di interesse generale come “chi ha costruito le piramidi in Egitto”.

A scrivere sono persone di ogni età, uomini e donne in egual misura e di ogni classe sociale. Spesso arrivano le domande dei più giovani che chiedono ai genitori di mandare i messaggi per loro a dimostrazione di come gli argomenti storici coinvolgono l’interesse di più generazioni.

La quantità di domande che arrivano in redazione è notevole ed è necessaria una scrematura preliminare, se ne occupa Davide Savelli con cui Barbero ha collaborato anche in passato per la realizzazione dei documentari di approfondimento storico per il programma “a.C – d.C”, andati in onda su Rai Storia.
Ad un certo punto, racconta Barbero, hanno deciso di comunicare in anticipo gli argomenti delle puntate chiedendo al pubblico di mandare le loro domande. Savelli le raccoglieva per creare degli episodi che avessero un solido filo conduttore, ma rispondere a tutte le domande del pubblico sarebbe impossibile e per loro questo è un dispiacere.

Riguardo alle previsioni di vita del programma Barbero risponde con moderata prudenza: “dobbiamo capire se stiamo dando fondo a un cassetto pieno di curiosità che si sono accumulate o se continueranno a nascerne di nuove con questo ritmo. Allora potremmo andare avanti per anni”, spiega lo storico.

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