Von der Leyen: “ReArmEU getta le basi per un’Unione della difesa”
Bruxelles, 9 marzo – Il piano ReArmEU potrebbe rappresentare il primo passo concreto verso un’Unione europea della difesa. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, durante una conferenza stampa a Bruxelles. “Dobbiamo liberare tutto il nostro potenziale di fronte alle minacce concrete”, ha spiegato von der Leyen, sottolineando che il progetto di riarmo europeo potrà essere ancora più efficace se realizzato in collaborazione con partner strategici come il Regno Unito, la Norvegia e il Canada.
Von der Leyen ha inoltre evidenziato il legame tra forza economica e sicurezza, affermando che la difesa europea può stimolare la competitività e l’innovazione. Gli investimenti previsti in nuove tecnologie militari e infrastrutture di sicurezza potrebbero generare effetti positivi per l’intero mercato unico, con impatti su settori chiave come intelligenza artificiale, reti satellitari, robotica e trasporti modernizzati. “L’Europa deve essere pronta a rispondere alle nuove sfide”, ha concluso, ribadendo che ReArmEU non è solo un piano di difesa, ma anche un motore di sviluppo economico e tecnologico.
Italia: un piano per 40mila soldati in più, obiettivo 135mila effettivi
Anche l’Italia si prepara a rafforzare il proprio comparto difensivo. Secondo quanto riportato da La Stampa e La Repubblica, lo Stato Maggiore della Difesa sta elaborando un piano di sicurezza nazionale che prevede l’arruolamento di 30-40mila nuovi militari per portare l’esercito italiano a 135mila unità, con un incremento della capacità difensiva di oltre un terzo.
L’iniziativa, avviata su indicazione del ministro della Difesa Guido Crosetto, non prevede l’impiego di riservisti ma di soldati effettivi, con un piano di addestramento che potrebbe richiedere fino a otto anni. Il progetto punta a colmare il gap creato negli ultimi anni a causa del disimpegno di precedenti governi, e si inserisce nel più ampio quadro di rafforzamento della sicurezza europea.
Tuttavia, i tempi saranno lunghi non solo per l’addestramento delle nuove unità, ma anche per la riorganizzazione della catena di approvvigionamento, necessaria a garantire risorse e mezzi adeguati.
Verso un’Europa più militarizzata?
L’accelerazione verso un rafforzamento delle forze armate in diversi Paesi europei, unita al lancio di ReArmEU, riflette il mutato contesto geopolitico. La guerra in Ucraina, la crescente assertività della Russia e le incertezze sul futuro dell’alleanza transatlantica stanno spingendo l’UE a sviluppare una propria strategia di difesa autonoma, complementare ma non più esclusivamente dipendente dalla NATO.
Se l’Europa intende davvero costruire una difesa comune, il piano ReArmEU e le iniziative nazionali come quella italiana potrebbero essere solo l’inizio di una trasformazione più profonda della politica di sicurezza del continente.