Gabriele Ghio, classe 1995, torinese di nascita, ha nel suo bagaglio di vita una professionalità scrupolosa e tanta determinazione. Infatti nonostante la sua giovane età è risultato vincitore al concorso come notaio, ora in attesa di nomina. Lo incontriamo nel suo studio perché avendo intuito che per lui questo risultato non fosse un punto di arrivo bensì un punto di partenza gli chiediamo quali sono le nuove aree di specializzazione che ha pianificato.
“La professione notarile richiede un costante aggiornamento sia per adeguarsi alle continue evoluzioni normative che per rispondere al meglio ai bisogni della collettività. Ritengo che nel prossimo futuro sarà fondamentale supportare le persone nelle scelte riguardanti la protezione, la gestione e la trasmissione del proprio patrimonio familiare e aziendale. Conseguentemente, dedicherò tempo e risorse allo studio e all’approfondimento di queste specifiche aree tematiche, al fine di garantire un servizio sempre più rispondente alle necessità emergenti e in linea con gli sviluppi normativi e le evoluzioni del mercato”.
Qual è l’aspetto che più le piace nel lavoro che ha scelto?
“L’aspetto più affascinante dell’attività notarile risiede nella funzione di adeguamento della volontà delle parti alle disposizioni di legge e ai principi generali dell’ordinamento giuridico. Infatti, il notaio non è un destinatario passivo delle dichiarazioni delle parti; contenuto essenziale della sua prestazione professionale è il c.d. dovere di consiglio che peraltro ha ad oggetto questioni tecniche, cioè problematiche che una persona non dotata di competenza specifica non sarebbe in grado di percepire (così come affermato dalla Cassazione, 29 marzo 2007, n. 7707).
Un altro aspetto degno di nota è la dimensione sociale propria della funzione notarile. Il notaio, svolgendo la propria attività, contribuisce al mantenimento dell’ordine giuridico e all’ottimale funzionamento del sistema legale, offrendo garanzie di certezza e stabilità nelle contrattazioni”.
Chi svolge un’attività preziosa a supporto del notaio è il visurista. Come vive la collaborazione con loro?
“Considerati i rischi che potrebbero derivare dalla scelta di non affidarsi a un esperto visurista per un’attività tanto delicata quale quella degli accertamenti ipo-catastali, è fuor di dubbio che il mio intendimento futuro sia quello di collaborare con professionisti qualificati per svolgere detta attività.
Ritengo che la collaborazione con esperti visuristi sia essenziale per garantire la massima affidabilità e precisione nelle operazioni di verifica dei registri catastali e immobiliari. Inoltre, essendo oggi consacrate, all’interno della norma UNI 11818:2021, le loro specifiche competenze tecniche, risulterebbe poco prudente non avvalersi dell’assistenza di detti professionisti nell’ambito delle preventive indagini ipotecarie e catastali. Avendo avuto modo di interagire con loro anche nell’ambito della formazione erogando loro corsi specifici in materia di successioni ho avuto modo di apprezzare la costante volontà nell’alzare l’asticella della qualità del loro fare professionale”.
Ha qualche consiglio da dare a chi vuole intraprendere questa carriera?
“L’attività notarile richiede di coniugare la teoria con la pratica. Conoscere a fondo i principi giuridici e le elaborazioni della giurisprudenza è necessario, ma non è sufficiente; la quotidianità impone al notaio di mettere in pratica ciò che ha appreso sui libri. Ecco perché, a mio avviso, è importante fare esperienza sul campo con l’ausilio di un notaio esperto. Solamente lavorando su problematiche concrete e interagendo quotidianamente con clienti e altre figure professionali sarà davvero possibile tradurre in pratica il diritto”.
Di Adriana Apicella