Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione proposta dagli Stati Uniti, la stessa sostenuta dagli europei all’Assemblea Generale, ma senza le modifiche richieste dalla Francia. A differenza di quanto avvenuto in Assemblea Generale, dove erano stati introdotti emendamenti per rafforzare il riferimento all’aggressione russa, in Consiglio di Sicurezza tali modifiche sono state respinte.
La risoluzione è passata con dieci voti favorevoli, mentre i paesi europei presenti nel Consiglio di Sicurezza (Francia, Regno Unito, Grecia, Danimarca e Slovenia) si sono astenuti. L’approvazione è stata possibile perché né Parigi né Londra hanno esercitato il diritto di veto, pur ribadendo la loro contrarietà alla formulazione della risoluzione. In particolare, Francia e Regno Unito hanno criticato l’assenza di riferimenti espliciti all’invasione russa e alla necessità di una pace conforme alla Carta dell’ONU.
Questa votazione evidenzia una frattura già manifestatasi in Assemblea Generale e ora riaffiorata nel Consiglio di Sicurezza. Tuttavia, a differenza del passato, gli europei non hanno intrapreso un’iniziativa capace di bloccare la risoluzione statunitense, segno di un crescente disagio nella gestione della politica diplomatica all’interno dell’alleanza transatlantica. L’episodio conferma le difficoltà europee nel contrastare apertamente la nuova linea diplomatica dell’amministrazione Trump, ponendo interrogativi sul futuro dell’unità occidentale di fronte alle crisi internazionali.