Crisi in Congo: Londra convoca il diplomatico ruandese e chiede il ritiro delle truppe

18 Febbraio 2025
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La tensione tra Regno Unito e Ruanda si intensifica a seguito dell’escalation del conflitto nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il governo britannico ha convocato Johnston Busingye, Alto commissario del Ruanda a Londra, chiedendo a Kigali di fermare l’avanzata delle proprie forze armate e del gruppo ribelle M23 nell’est del Paese africano.

Londra condanna l’intervento ruandese

In una nota ufficiale, il Foreign Office ha definito l’intervento delle forze ruandesi nel Congo orientale una “violazione inaccettabile della sovranità e dell’integrità territoriale” della RDC. Il governo britannico ha inoltre esortato il Ruanda a “ritirare immediatamente tutte le truppe” presenti sul territorio congolese.

La posizione del Regno Unito si allinea a quella della comunità internazionale, che da mesi denuncia il ruolo di Kigali nel supporto al movimento ribelle M23, attivo nella provincia del Nord Kivu. Nonostante le ripetute smentite del presidente ruandese Paul Kagame, numerosi rapporti delle Nazioni Unite hanno evidenziato il sostegno militare del Ruanda ai ribelli, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria nella regione.

Il conflitto tra RDC e Ruanda: una crisi senza fine

La Repubblica Democratica del Congo accusa il Ruanda di alimentare l’instabilità nel Nord Kivu, una regione ricca di risorse minerarie strategiche. Il gruppo M23, composto principalmente da tutsi congolesi, si è ribellato contro il governo di Kinshasa, sostenendo di difendere i diritti della propria comunità. Tuttavia, il movimento è stato più volte accusato di crimini di guerra e di voler controllare le risorse locali con il sostegno di Kigali.

Il conflitto si inserisce in una storia più ampia di tensioni tra i due Paesi, che risale al genocidio del Ruanda del 1994, quando migliaia di hutu fuggirono in Congo, portando con sé milizie armate che hanno continuato a destabilizzare la regione.

Pressioni internazionali e scenari futuri

La richiesta britannica di un ritiro immediato delle truppe ruandesi segue le pressioni esercitate da USA, UE e Nazioni Unite, che temono un’ulteriore escalation militare. L’Unione Africana ha più volte tentato una mediazione tra il presidente congolese Félix Tshisekedi e Kagame, ma senza risultati concreti.

L’escalation della crisi potrebbe portare a nuove sanzioni contro il Ruanda e a un maggiore coinvolgimento della comunità internazionale nel conflitto. La situazione resta tesa, mentre milioni di civili congolesi continuano a subire le conseguenze di una guerra che sembra non avere fine.

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