Dopo mesi di incertezza e tentativi di rinvio, le elezioni per il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e per i consigli regionali sono finalmente fissate. Il Decreto Milleproroghe, approvato senza emendamenti che prevedano ulteriori slittamenti, ha messo la parola “fine” alle manovre dilatorie degli ultimi anni. L’appuntamento è a marzo 2025, una data che potrebbe segnare un punto di svolta per una categoria professionale in cerca di trasparenza e rinnovamento.
Le date delle elezioni: una svolta inevitabile
Il calendario è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: si voterà in modalità telematica il 12 e 13 marzo (dalle ore 10 alle 20) e in presenza il 16 marzo (dalle ore 10 alle 18). In caso di mancato raggiungimento del quorum o di ballottaggio, sono già previsti ulteriori turni elettorali. Le modalità di voto, che combinano strumenti digitali (tramite SPID) e votazione tradizionale, mirano a garantire un’ampia partecipazione, cercando di coniugare innovazione e accessibilità.
Questa decisione è il risultato di una linea legislativa che ha scelto di non cedere ai soliti compromessi, segnando una chiara rottura con il passato. Dopo anni di proroghe e tentativi di evitare il confronto elettorale, la categoria è chiamata ad affrontare un appuntamento cruciale per il proprio futuro.
La sconfitta delle proroghe: un segnale di cambiamento
Il fallimento delle strategie dilatorie rappresenta un segnale politico importante. Negli ultimi mesi, i cosiddetti “appassionati della poltrona” hanno cercato con insistenza di inserire emendamenti nel Milleproroghe per congelare ancora una volta le elezioni. Queste tattiche, spesso giustificate dall’urgenza di altre priorità legislative, non sono state accolte dal legislatore, che ha optato per una linea di chiarezza e responsabilità.
La decisione di non rinviare le elezioni segna quindi una svolta: si pone fine a una prassi consolidata che ha alimentato sfiducia nei confronti delle istituzioni dell’Ordine. Ora, chi sperava di evitare il giudizio degli iscritti dovrà fare i conti con una base elettorale sempre più insofferente verso le vecchie logiche di potere.
Un sistema in crisi: poltrone traballanti e un richiamo al rinnovamento
Il clima che precede queste elezioni è tutt’altro che sereno. Molti membri dell’Ordine, a livello sia nazionale sia regionale, occupano da anni posizioni di vertice, trasformando il proprio incarico in una sorta di professione parallela. Questo ha creato un diffuso malcontento tra i giornalisti, sempre più critici verso un sistema percepito come statico e autoreferenziale.
Le nuove modalità di voto, che includono l’uso dello SPID per la partecipazione telematica, potrebbero rappresentare una chiave per il cambiamento. Queste innovazioni potrebbero favorire un maggiore coinvolgimento, soprattutto delle nuove generazioni, spesso lontane dalle dinamiche dell’Ordine. Il rischio, per gli attuali vertici, è quello di assistere a un ricambio radicale, capace di ridisegnare gli equilibri interni e di portare una ventata di freschezza in un sistema che ne ha urgente bisogno.
Una sfida per il futuro del giornalismo
Le elezioni di marzo non saranno solo un momento di verifica per i candidati, ma anche un banco di prova per l’intera categoria. Il giornalismo italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, tra crisi economica, rivoluzione digitale e perdita di credibilità agli occhi del pubblico. In questo contesto, l’Ordine dei Giornalisti è chiamato a rinnovarsi, abbandonando le logiche di conservazione e abbracciando un modello più inclusivo e trasparente.
Il messaggio che arriva dal Milleproroghe è chiaro: è tempo di cambiare. Le urne rappresentano un’opportunità per iniziare a costruire un Ordine capace di rispondere alle esigenze dei giornalisti e di affrontare le sfide di un settore in continua evoluzione.
L’appuntamento di marzo 2025 segna una tappa cruciale per il futuro dell’Ordine dei Giornalisti. La categoria dovrà scegliere se continuare a percorrere la strada della conservazione o imboccare finalmente quella del rinnovamento.
“Siamo estremamente soddisfatti che il capitolo dei rinvii sia finalmente chiuso. Il rispetto delle scadenze elettorali è un segnale fondamentale di trasparenza e responsabilità verso la categoria”. A parlare è Maurizio Pizzuto, Presidente dell’associazione di categoria, Giornalisti 2.0.
“Per troppo tempo, le logiche delle proroghe hanno bloccato il rinnovamento e alimentato la sfiducia tra i giornalisti. Ora, con le elezioni fissate a marzo 2025, si apre una nuova opportunità per restituire dignità e rappresentanza autentica alla nostra professione. Le modalità di voto, innovative e inclusive, rappresentano un passo importante verso una partecipazione democratica più ampia”, aggiunge Maurizio Pizzuto, “é arrivato il momento di guardare al futuro, favorendo un ricambio generazionale e professionale di cui il giornalismo italiano ha urgente bisogno”.
“Accogliamo – conclude Pizzuto – questa decisione come un punto di svolta e invitiamo tutti i colleghi a mobilitarsi per costruire un Ordine più forte, moderno e vicino alle esigenze reali dei giornalisti.”
Chi ha sperato nell’ennesima proroga ha perso la sua ultima occasione. Ora spetta agli iscritti decidere se voltare pagina o restare prigionieri delle vecchie dinamiche. In ogni caso, il cambiamento è ormai un tema ineludibile: il futuro del giornalismo italiano potrebbe iniziare proprio da qui.
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