Un soggiorno alla base NATO DI CAMP CROFT in compagnia del Contingente Italiano della Brigata Alpina Julia.

8 Dicembre 2024
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Fedele al motto del Conoscere in prima persona per poi Raccontare, pervaso dalla Curiosità del Sapere e Condividere, inizio questo mio Viaggio all’interno di una Base NATO in Ungheria Sul confine Est dei Paesi dell’Alleanza Atlantica dove vivono e si addestrano  “ i Custodi della Pace “.

Ci troviamo a VESZPREM – all’ingresso di Croft Camp – accompagnato  dal Console Generale d’Italia Roberto Sarcià ove ci attende il Capitano Giovanni Caruso, con il quale nelle ultime settimane abbiamo pianificato ed organizzato la mia visita – dopo i controlli di rito all’automezzo – documentazione – Accredito ed attrezzatura, entriamo per iniziare la visita alla Cittadella Integrata, all’interno di una struttura e spazi ungheresi deputata alla formazione di truppe militari internazionali.

Qui ci sono Italiani – Croati – Americani ed Ungheresi che ogni 6 mesi si alternano per formarsi – addestrarsi ad una linea comune di comportamento – mettendo in campo nei vari moduli  la miglior tecnologia di cui dispongono, ed è qui che incontriamo i mezzi corazzati , che guarda caso hanno dei nomi curiosi molte volte legati alle caratteristiche di alcuni animali abitanti il Bosco e la Foresta –  ci troviamo a fianco di  una “Lince “ e poi nella Sua immensa Autorevolezza un’ “Orso”, (un mezzo maestoso ed imponente di fabbricazione Italiana ben voluto e scelto anche da eserciti stranieri per le sue peculiari caratteristiche) mentre L’Aquila impressa sul berretto Alpino infonde forza e coraggio a chi con devozione ed orgoglio lo indossa senza mai separarsene.

Ci attende il Tenente Colonnello Cristiano Refì – comandante del Contingente Italiano con il quale dopo un buon caffè di benvenuto iniziamo una chiacchierata che ci permette di meglio comprendere nel rispetto della riservatezza dovuta al luogo ed ai regolamenti vigenti quello che accade in queste Esercitazioni Internazionali – quali sono gli Obiettivi e gli Scopi Principali prefissati  di comune accordo anche con i pari grado degli altri Contingenti, il Tenente Colonnello Refi inoltre si sofferma sull’importanza di esercitarsi alla concentrazione sul raggiungimento dell’obiettivo – al così detto “ Stay Focused “.

Qui tutti vestono abiti militari, si esercitano con diverse e sofisticate armi, dipendono però dal Ministero della Difesa, per questo motivo in questo Viaggio ho voluto chiamarli “ I Custodi della Pace “.

Fuori dal Filo Spinato che delimita la grande area della Cittadella dove trovano dimora gli alloggi/tenda anche degli altri Contigenti – un enorme spazio per parcheggio e ricovero mezzi, lo spazio officina, mensa e tempo libero, l’area destinata ai giganti Elicotteri americani Black Hawk che dominano e controllano dal Cielo quanto accade a Camp Croft e dintorni ,  c’è un enorme Cantiere per nuove strade, condutture elettriche  – fognature e nuovi alloggi per i prossimi contingenti.

Prima di raccogliere le Testimonianze dirette dai militari presenti il Tenente Colonnello Refi con soddisfazione ed orgoglio ci rappresenta la numerosa presenza di militari donne presenti ed operanti nel Contingente italiano  ribadendo che di tutti i Contigenti Internazionali presenti in Base oggi – le donne Italiane in percentuale sono le più numerose ricoprendo alla pari degli uomini ruoli di comando e responsabilità.

Il Capitano Caruso, nel rispetto dei tempi e degli impegni operativi ha raggruppato un gruppo di militari che possiamo intervistare per raccogliere dalla loro viva voce la narrazione dell’esperienza che stanno vivendo qui alla Base NATO.

Partiamo proprio dal Capitano Caruso – assistente militare personale del Tenente Colonnello Refi – gestisce ed organizza le attività del Comandante e mantiene i rapporti con giornalisti, Media italiani e locali per una corretta informazione delle attività svolte, si passa poi al Tenente Plasso – Vice Comandante della compagnia di Manovra che ha il compito di organizzare tutte le attività  e le molteplici fasi operative , una piacevole intervista con la capo blindo Gigliola che ci illustra sia le caratteristiche tecniche del mezzo che le mansioni operative del suo ruolo, si passa poi al Caporale maggiore Barone del Genio Guastatori che ci illustra le peculiarità del mezzo blindato denominato Orso.

Ascoltiamo poi con grande curiosità il maresciallo Iervolino che ci illustra il suo ruolo all’interno dei JTAC e la terza dimensione, controllo attività aerei, elicotteri e droni, poi è la volta del Caporal maggiore Parisi che è impiegato come fuciliere e conduttore di mezzo cingolato, registriamo anche l’intervento dell’Alpino Franchetto che ci illustra il suo ruolo di Mitragliere su mezzo Blindato VTLM Lince, concludiamo con un graduato inquadrato con i tiratori scelti degli Alpini e che per ovvi motivi di sicurezza personale ascoltiamo di spalle.

E’ l’ora del Rancio che condividiamo nella grande tenda comune – ove, suddivisi per turni orari prefissati si alternano i vari contingenti.

Al tavolo conviviale si appendono elmetti e mimetiche e tra un piatto di pasta al ragù ed un gulasch parliamo agli Uomini , donne, madri ,padri e compagni per meglio comprendere come si concilia la vita militare e la vita familiare ….. zoom,skype e whatsapp sono gli strumenti che mantengono una linea diretta con i propri cari – una volta c’erano le lettere e le cartoline –  ora come allora – le radici sono altrove e non importa la distanza o le difficoltà  – sono cambiati gli strumenti ma la voglia di parlare e di vedersi è sempre una priorità .

Siamo a dicembre, Inverno, freddo , neve e ci avviciniamo alle  festività che quest’anno per alcuni avranno un epilogo diverso – essere Professionisti implica obbedire ed accettare le regole dell’ordine di servizio – ed è proprio ascoltando le varie e personali storie dei componenti il Contingente che comprendi le motivazioni di fondo che hanno spinto ognuno di loro a scegliere la strada del Servizio Militare – qui lontani da casa e dai propri cari tutto assume un sapore diverso – dall’ alzabandiera, ai profumi del rancio, alla consapevolezza di essere utili  e determinanti a mantenere pulita  e percorribile la Via Maestra della Pace –

L’intervista

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