New York: 11 settembre 2024, memoria e politica si incrociano a Ground Zero

14 Settembre 2024
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Se chiedete a tutte le persone dove si trovavano 11 settembre 2001 – non ci saranno attese nella risposta – anche se non sei americano è una data che hai impresso nell’album dei ricordi della Tua vita.
Oggi mi trovo a rispondere però alla domanda dove ti trovavi 11 settembre 2024 ?

Cercherò di accompagnarvi all’interno di una giornata carica  di emozioni – dove  anche con una operazione di marketing all’americana si è cercato di Infilare il dibattito politico delle Elezioni Presidenziali in una giornata dedicata  esclusivamente alla memoria e riservata esclusivamente a familiari , colleghi delle vittime, e giornalisti ;  ma essendo trasmessa su tutti i canali televisivi non solo americani , non è parso vero sfruttare la possibilità ai 2 sfidanti alla Presidenza degli Stati Uniti d’America utilizzare questo momento come palcoscenico. Peccato che le foto non hanno l’audio, ma credetemi che i fuckoff che sono volati dalla platea hanno dato un segnale inequivocabile del gradimento dei politici alla cerimonia.

Ma andiamo per ordine – ore 5 sveglia ed avvicinamento a Ground Zero con l’assistente alle riprese  Laura – la presenza di Biden – Trump e Harris ha imposto agli organizzatori dei servizi di sicurezza senza precedenti – strade chiuse – transenne – varchi con Metal-detector di ultima generazione – artificieri – cani poliziotti – controllo accredito ed attrezzatura – alle 8.05 riusciamo a prendere posto per le prime riprese – la cerimonia puntualmente inizia alle 8.30 con l’arrivo della bandiera americana e l’inno americano  cantato  a cappella da una ragazza  e ha ufficialmente inizio l’evento che non prevede discorsi o interventi di nessuno ma solo la lettura di tutti i nomi delle vittime – con alcune dediche personali. 

Ho avuto il privilegio di visitare quest’area  4 volte in altri viaggi ma non avevo mai potuto entrare 11 settembre negli spazi circoscritti per la commemorazione.
E’ difficile descrivere  l’atmosfera che si respira da queste parti – tutti composti nei loro posti – parenti ed amici stretti – poi i colleghi di poliziotti e vigili del fuoco – tutti silenziosamente osservati  e protetti dal Secret Service – inizia la lettura dei nomi e basta la voce di una ragazza di 30 anni, che leggendo il nome del nonno e ricordando come le carezze ed il bacio della buona notte  di allora siano presenti ogni sera anche oggi,  a scatenare un turbinio di emozioni che mettono a dura prova la necessità di rimanere lucidi per poter filmare o raccogliere qualche scatto a testimonianza e ricordo di questa giornata.

Marco Macorig a Ground Zero

I nomi da leggere sono circa 3000 e pertanto sono necessarie 5-6 ore per completarne la lettura – l’impianto audio ti permette di ascoltare i nomi scolpiti nell’acciaio – guardare alcune foto che solo oggi possono essere esposte mescolate tra il profumo di migliaia di fiori presenti .  Unici suoni di disturbo il fruscio  dello sventolare delle bandierine ed al persistente rumore dell’acqua delle 2 enormi fontane.

Il pomeriggio riusciamo a raccogliere testimonianze dirette da parenti, amici e colleghi delle vittime e senza violare l’intimità del momento  spegniamo telecamera e macchina fotografica e ascoltiamo decine di storie di Vite stroncate – il Comandante della Polizia di origine italiana accorsa fin da subito per coordinare i soccorsi ed inghiottita nel crollo della prima torre – o i 2 vigili del fuoco padre e figlio giunti sul posto da 2 caserme diverse ma periti tra le macerie della stessa Torre.

Il giovane analista finanziario anche lui con origini italiane, consapevole del momento, non avendo possibilità di mettersi in salvo è rimasto al telefono con sua moglie fino all’ultimo respiro. Storie di operai, bancari, impiegati, vigili del fuoco e poliziotti accumunate tutte dallo stesso tragico finale con i loro nomi oggi incisi sull’acciaio a perenne ricordo.

Travolti anche noi dalle emozioni, decidiamo di entrare nel Museo sotterraneo dove incontriamo il Cav. Giulio Piccolli, già conosciuto in precedenti viaggi e che è la persona che ha dedicato 20 anni a raccogliere notizie sugli Italiani ed Italo-Americani periti in questo tragico evento. Avere Informazioni precise è molto difficile, leggi sulla privacy ed altre informazioni secretate rendono quasi impossibile una ricerca o approfondimenti. Noi leggendo i cognomi stiamo verificando le origini di almeno 26 friulani emigrati e con Piccolli ci sentiamo frequentemente per confrontarci sugli studi e le notizie che abbiamo recuperato da necrologi o sollecitazioni dirette.

Con Lui facciamo il punto della situazione attuale – dopo 23 anni solo il 40% delle vittime è stato identificato, sui resti umani ritrovati anche sui tetti a dieci blocchi di distanza si prosegue con gli esami del DNA ma il passare degli anni rende molte volte impossibile il confronto con parenti che non ci sono piu. Con le ultime 7 vittime di origine italiana identificate da poco i numeri sono questi – 521 vittime con origini Italiane e Italo/americane – 222 identificate e raccolte in una unica pubblicazione stampata a proprie spese dal cav Piccolli il quale ci confida che nel 2026 vorrebbe ristampare un volume aggiornato .
Tutti insieme ci trasferiamo alcune ore in Consolato Italiano dove da alcuni anni nel primo pomeriggio dell11 settembre c’è una cerimonia dedicata alla lettura dei nomi delle 222 vittime italiane con la deposizione di una corona alla lapide in memoria dell’evento presente all’ingresso del Consolato Generale.

Quest’anno con parenti ed amici anche 2 delegazioni arrivate dall’Italia , una dalla Sicilia ed una dal Friuli Venezia Giulia per onorare i corregionali periti.
Al ritorno  a Ground Zero verso sera l’area aperta al pubblico è gremita di decine di migliaia di persone raccolte nel silenzio e nella preghiera in attesa dell’ accensione dei 2 fasci blu che fenderanno il cielo della grande Mela e visibili dal Bronx al Queen’s e oltre.
Tra il Silenzio e la commozione  incrociamo un amico friulano, Luigi che vive e lavora a New York e che ci racconta che arrivo’ a New York il 3 novembre 2001 e la cosa che lo colpì maggiormente  furono le colonne di fumo che si innalzavano ancora dai cumuli delle macerie.


E’ giunta l’ora di rientrare nel Bronx dove alloggiamo e ci lasciamo andare ad una riflessione dopo una settimana  vissuta qui a New York – il Confronto  e le posizioni tra gli sfidanti alla Casa Bianca – la Cerimonia a Ground Zero – la proposta di Biden relativamente all’uso delle armi in Ucraina …… una domanda sorge spontanea – se la ricerca della Pace non è più la Via Maestra… a quando un altro 11 settembre e dove ?

Marco Macorigh

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