I DUE GRATTACAPI PER L’UCRAINA: IL SUPPORTO MILITARE RICHIESTO E IL PROBLEMA DELLA NEUTRALITÀ

17 Marzo 2022
by
6 mins read

Da settimane si sta discutendo attorno al tema dell’approvvigionamento di strumenti militari a favore delle forze militari ucraine che devono difendersi dall’aggressione della Russia, iniziato il 24 febbraio. Alcuni Stati membri dell’Alleanza atlantica hanno già inviato delle armi, altri hanno garantito al più presto tale approvvigionamento, come gli Stati Uniti che hanno garantito anche l’assistenza finanziaria per la sicurezza in Ucraina, la stessa Germania che, inizialmente, era restia all’esportazione di armi in una zona bellica, ha poi deciso di consegnare una serie di strumenti militari alle forze militari ucraine, anche il resto degli Stati si sono ritrovati sullo stesso binario del rifornimento di armi e dispositivi di protezione al governo ucraino.

La preoccupazione di supportare militarmente l’Ucraina con l’invio di armi potrebbe rischiare di violare l’istituto della “neutralità”, che la fornitura di mezzi bellici potrebbe essere considerato un atto di guerra da parte statunitense. Chiaramente, la posizione degli Stati Uniti è stata discussa attorno alla liceità di armare le truppe ucraine. Si prenda l’esempio del rifiuto da parte del governo statunitense all’offerta del governo di Varsavia di trasferire alcuni caccia MiG-29 in Ucraina, mercé una base degli Stati Uniti sul territorio alemanno, mentre vi era il timore della fornitura dei velivoli militari battenti bandiera polacca mediante una lecita partecipazione diretta al conflitto bellico.

Tali timori, che vanno menzionati, sono stati alimentati da Mosca, che ha tentato di alterare l’onda giuridica della partecipazione al conflitto bellico, dichiarando che le autorità moscovite avrebbero trattato le sanzioni economiche contro la Russia come un “atto di guerra”, non solo, ma anche avvertendo quegli Stati, qualora dovessero mettere a disposizione le loro basi per essere adoperate come rifugio sicuro per i velivoli da guerra battenti bandiera ucraina e il loro impiego contro l’esercito russo, potrebbe essere reputato come un vero coinvolgimento di tali Stati nel conflitto armato. Il punto di vista giuridico russo, conseguentemente, si fonda sulle disposizioni della neutralità che non reggono più, per cui, secondo Mosca, sia gli Stati Uniti, sia gli altri Stati, che supportano il governo ucraino, dovrebbero rifiutarsi di accettare queste argomentazioni obsolete.

Il tema dell’istituto della neutralità ha un percorso storico abbastanza lungo, in cui già veniva dibattuto nel periodo ellenico e romano, se esso fosse riconosciuto durante un conflitto bellico. A prescindere dalla questione che il vecchio jus gentiumriconoscesse o meno il concetto di neutralità, l’architettura giuridica che ha dominato sul vecchio continente europeo, attorno al XVII secolo, dove vigeva l’antiquorum ordo (il vecchio ordine mondiale), lo ritenne fondamentale ed applicabile. Nel XVIII secolo, infatti, gli Stati ebbero modo di sviluppare una gamma dettagliata e consistente di norme, che aveva come obiettivo quello di regolamentare le nazioni che bramavano restare non coinvolti nelle ostilità belliche. 

L’archetipo della neutralità era considerato una “valvola di sicurezza” che poneva sotto l’ombrello quegli Stati che non erano minimamente coinvolti in un conflitto militare, cioè a dire quel diritto fondamentale in cui alcuno Stato belligerante potesse costringere uno Stato che si trovi all’interno della sfera della neutralità a ricorrere al suo fianco con lo strumento delle armi, tranne se i due Stati non avessero preventivamente concertato con un trattato l’alleanza, ricordando anche che il territorio di uno Stato neutrale era considerato inviolabile. Ergo, il diritto internazionale inibiva di combattere e reclutare uomini in divisa su un terreno neutrale. I neutrali erano nel diritto di trattare affari con i belligeranti, come, ad esempio, durante la guerra della rivoluzione francese.

Con l’avvento dei diritti, sorgono anche le responsabilità, nel senso che gli Stati neutrali fossero rigidamente imparziali e che era loro vietato discriminare fra le Parti in conflitto che altrimenti non ci fosse un chiaro accordo. Sino a quando uno Stato neutrale brami rimanere nel quadro della sua neutralità, deve essere del tutto imparziale nei riguardi degli Stati belligeranti, perché qualora favorisse una delle Parti a danno dell’altra, non potrà lamentarsi di essere trattato da essa come un complice aderente del suo nemico.

Il vincolo di imparzialità non era una disposizione isolata, ma una conseguenza in base alla quale gli Stati erano nel diritto di muovere guerra per riparare i torti subiti. Commerciare con una Parte ad esclusione dell’altra, trasformava uno Stato neutrale – un amico comune di entrambi gli Stati belligeranti – in Stato cobelligerante, un alleato del partner commerciale, in quanto un trattamento di parte interferiva con lo “jus ad bellum” della Parte sfavorita. La discriminazione nel commercio veniva considerato un atto di guerra che consentiva l’altra Parte ad attaccare il discriminatore anche senza che avesse sparato un colpo. La V Convenzione dell’Aia del 1907, concernente i diritti e i doveri delle Potenze e delle persone neutrali in caso di guerra per terra, viene delineato il rigoroso dovere di imparzialità nella sua formulazione delle disposizioni che riguardano l’istituto della neutralità, in cui si evince che ogni misura di carattere restrittiva o proibitiva da una Potenza neutrale dovrà essere da essa applicata in modo uniforme ai belligeranti.

Tuttavia, l’istituto della neutralità subì molti mutamenti agli inizi del novecento del secolo scorso, a partire proprio dal Patto Biran-Kellog, tuttora in vigore, che impose a ogni Stato di rinunciare alla guerra o al ricorso alla forza armata. Accordo che ha spinto la comunità internazionale a imboccare la strada di serie iniziative volte a bandire il ricorso agli strumenti bellici, avviando la trasformazione giuridica nell’odierno ordinamento giuridico internazionale. Non solo, ma sulla scia di tale accordo del 1928, proprio la Carta onusiana poneva le fondamenta del “divieto dell’uso della forza come strumento aggressivo”, inibizione divenuta principio di jus cogens e di diritto imperativo valevole erga omnes, e al riconoscimento della legittima difesa. 

Il mutamento della struttura della neutralità è anche avvenuto, negli anni quaranta del XX secolo, dove, ad esempio, gli Stati Uniti avrebbero potuto fornire strumenti bellici e attrezzature militari per contrastare l’avanzata tedesca hitleriana in Europa. Difatti, gli statunitensi non avevano ancora preso parte al conflitto contro il nazi-fascismo, ma il timore era che l’approvvigionamento di armi agli alleati avrebbe violato il vicolo della neutralità statunitense, rendendo gli Stati Uniti cobelligeranti. Non dimenticando che l’opinione pubblica statunitense non era d’accordo che il proprio Paese venisse coinvolto nel conflitto armato del continente europeo.

Se l’attuale conflitto russo-ucraino si fosse svolto negli anni venti di cento anni fa, la Russia avrebbe avuto un’argomentazione giuridica ed una base politica per affermare che gli Stati Uniti e gli alleati potessero divenire parti allo scontro bellico, fornendo armi alle truppe militari ucraine. Nel vecchio ordine mondiale, prima dell’accordo Briand-Kellog, le contromisure economiche contro uno Stato belligerante e la fornitura di armi da una parte e non dall’altra venivano reputate violazioni dell’obbligo di neutralità. A partire dall’adozione dell’accordo per mettere al bando il ricorso alla forza militare e l’impegno al rispetto della Carta delle Nazioni Unite, sorgeva un nuovo ordine internazionale, dove l’impiego dell’azione coercitiva armata veniva considerato non applicabile quando si voleva aggredire un qualsiasi Stato sovrano e indipendente; tuttavia, va detto che gli Stati possano fornire mezzi militari e altri supporti logistici bellici a uno Stato che sia vittima di un attacco armato in modo da potersi difendere.

La fine dell’imparzialità sta ad indicare che gli Stati sono autorizzati ad approvvigionare di armi o strumenti logistici militari all’Ucraina. Ciò non viola alcun obbligo giuridico dell’istituto della neutralità. Rammentando che gli Stati possono diventare parti al conflitto armato russo-ucraino solo se essi facessero ricorso all’azione coercitiva armata contro la Russia, ritenendo che si può sostenere che l’assistenza militare all’Ucraina, Stato aggredito da parte della Russia, non viola l’odinamento giuridico internazionale sebbene si tratta di supportare un Paese che si sta difendendo dall’aggressore russo, seguendo il dettame della legittima difesa individuale e collettiva sancito proprio dalla carta delle Nazioni Unite.

La Russia chiede all’Ucraina di applicare la neutralità pari a quella svedese, che ha una neutralità di natura politica, non fondata su uno strumento internazionale. Alla proposta di Mosca, il governo ucraino ha precisato che non è interessato al modello della neutralità svedese, ribadendo che l’Ucraina aspira solo ad avere le garanzie assolute di sicurezza contro la Russia attraverso un accordo i cui firmatari di devono impegnare ad intervenire a fianco di Kiev in caso di una eventuale aggressione, cancellando l’idea di una neutralità smilitarizzata, stile austriaco o svedese, con un proprio esercito. Difatti, l’Austria nel 1955 approvò la dichiarazione di neutralità, quale atto costituzionale di carattere politico e non di un accordo internazionale. Tale dichiarazione sancisce l’impegno sine die a restare fuori da qualsiasi conflitto, a non aderire ad alleanze militari ed evitare di mettere a disposizione il proprio territorio a basi militari di Stati terzi. Mentre per la Svezia, è stato già detto che, ai sensi del diritto internazionale vi è un impegno ad una “neutralità convenzionale”, ma non a quella permanente.

Di Giuseppe Paccione

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Follow Me

Best Rated

Banner

Popular

Authors

Previous Story

Crisi ucraina: le ultime dal fronte

Next Story

UCRAINA: AL VIA DOMANI PRIMA MISSIONE DI EVACUAZIONE CIVILI DELLA CROCE ROSSA ITALIANA. FRANCESCO ROCCA SARA’ SUL POSTO PER RACCOGLIERE LE NUOVE NECESSITA’ DELLA CROCE ROSSA UCRAINA

Latest from Blog

La nuova strategia di Hamas

  L’esito delle operazioni militari all’interno della Striscia di Gaza suscita la preoccupazione, l’angoscia e la condanna da parte dei Governi, delle Organizzazioni Internazionali e dei media occidentali unanimi nel chiedere a Israele di interrompere il conflitto ed evitare una “catastrofe umanitaria”. L’intento di questo insieme di iniziative è assolutamente

Disinnescare il fronte libanese

Quando a Ottobre dello scorso anno Hamas perpetrò il suo attacco terroristico nella striscia di Gaza ottenne, immediatamente, il pieno supporto mediatico delle milizie filoiraniane di Hezbollah. Tuttavia, anche se nei mesi successivi Hezbollah ha intensificato le sue attività offensive lungo la linea di confine, costringendo Israele ad evacuare diverse

Washington e il Medio Oriente

Negli ultimi quindici anni il centro di gravità della politica estera di Washington si è spostato dal teatro Euroasiatico a quello Indo – Pacifico come conseguenza della scelta geostrategica di contrastare in quella Regione la crescente influenza cinese tendente a realizzare un nuovo sistema di ordine globale. Questa priorità ha

Ankara e la ricerca dell’equilibrio geopolitico

In occasione della imminente visita di Putin in Turchia il Presidente Erdoǧan ha dichiarato l’intenzione di svolgere il ruolo di mediatore nell’ambito del conflitto ucraino facendosi promotore di una possibile situazione negoziale tra le due parti. L’iniziativa sembra voler sottolineare la volontà della Turchia di riprendere a svolgere quel ruolo

La situazione in Medio Oriente dopo il 7 Ottobre

L’attacco che Hamas ha condotto contro lo Stato di Israele, lo scorso 7 Ottobre, rappresenta un ulteriore episodio del conflitto che devasta il Medio Oriente da circa un secolo (anno più, anno meno). Per poter comprendere tale nuova fase di questa guerra infinita, è necessario esaminare gli aspetti che ad

Una nuova guerra in Medio Oriente?

  Le modalità con le quali, nel settore della Striscia di Gaza, l’organizzazione di Hamas ha condotto l’attacco contro lo Stato di Israele hanno drammaticamente elevato il livello della tensione che contraddistingue l’area, accrescendo il pericolo che la situazione possa evolversi dando luogo a un vero e proprio conflitto. Il

Iran: nuova diplomazia, ma stesso obiettivo

La teocrazia iraniana ha da sempre perseguito un duplice obiettivo strategico: assumere una leadership regionale affermandosi come potenza dominante nel Medio Oriente; costringere gli USA ad abbandonare l’area e allo stesso tempo detronizzare Israele. Questa è stata e rimane la direttiva geostrategica che orienta la politica dell’Iran, ciò che invece

Medioriente – il Nuovo Mondo del terzo millennio

Recentemente, nell’ambito di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nella quale dovevano essere discussi i termini per l’invio di ulteriori aiuti umanitari a favore delle aree colpite dal terremoto, che ha devastato la zona di confine tra Turchia e Siria, la Russia ha esercitato il diritto di veto bloccando,

Global South e Nuovo Mondo Multipolare

Mentre in Europa abbiamo reinventato la Guerra Fredda nell’illusione di fermare la storia, cullandoci nel decadente mito della superiorità della cultura occidentale, sorretti dalla presunzione di avere il diritto di imporre sanzioni a chiunque non condivida la nostra narrative, il mondo si è trasformato sotto i nostri occhi. Il processo

L’Impero su cui non tramonta mai il sole

La geopolitica dell’impero di Roma venne regolata da un criterio semplice ma efficace: divide et impera! E il successo di tale formula fu così elevato che, nel corso dei secoli, tale pratica venne adottata da molte altre potenze che giocarono un ruolo fondamentale nella costruzione dell’ordine internazionale. Quindi non c’è

Il manifesto di politica estera di Pechino

  Mentre in Occidente ci auto illudiamo con una narrativa di “regime” unidirezionale e ingannevole che il conflitto ucraino rappresenti l’atto estremo dell’eterna lotta tra il Bene (noi Occidentali) e il Male (il resto del mondo che non la pensa come noi), non ci accorgiamo che la Cina sta ponendo

La realpolitik di Ankara

Mentre la narrativa occidentale dà per imminente la vittoria dell’Ucraina nel revival all’inverso della Grande Guerra Patriottica e per scontata la scomparsa della Russia dalla scena internazionale, Mosca continua a svolgere un ruolo di protagonista negli altri scenari geopolitici che l’Occidente sembra aver dimenticato. Recentemente, infatti, l’attività diplomatica del Cremlino

Il piccolo mondo antico dell’Occidente

Il protrarsi del conflitto in Ucraina ha determinato la necessità fondamentale, per entrambi i contendenti sul campo, di poter accedere a fonti integrative di rifornimenti di materiale bellico, al fine di poter supportare le proprie attività e di conseguire i propri obiettivi. Gli USA e l’Europa, da lungo tempo, sono

La crisi ucraina: informazione o propaganda?

  La cronaca e l’esame analitico di come si stia sviluppando il conflitto in atto in Ucraina sono offuscate da quella che sembra essere l’unica cosa che abbia importanza nell’ambito di questa tragedia: la propaganda. Il circuito mediatico nazionale e soprattutto internazionale non produce informazione oggettiva, seria, imparziale, ma è

L’impasse

Mentre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite si consumava la rappresentazione tragicomica della inanità di questo consesso mondiale, retaggio di un mondo che non esiste più, roboante nei suoi propositi, elefantiaco nella miriade delle sue diramazioni, economicamente fallimentare, ma, soprattutto, impotente nella risoluzione dei conflitti che coinvolgono gli stessi Paesi che

Esiste un nuovo ordine mondiale

I conflitti sono sempre stati originati e condotti per ottenere risultati volti a soddisfare il conseguimento degli intendimenti strategici che le nazioni considerano essenziali per i loro obiettivi di politica nazionale. Queste ragioni sono state, poi, immancabilmente ammantate da un pesante velo di propaganda (questo è il suo vero nome!)

Una nuova NATO dopo Madrid?

Il vertice della NATO di Madrid, appena concluso, e la recentissima formalizzazione dell’ingresso di due nuovi membri nell’ambito dell’Alleanza sono stati presentati come un’altra risposta forte e decisa che il mondo occidentale ha voluto dare alla Russia. Il vertice ha inteso trasmettere l’immagine di una Alleanza compatta e determinata che

NATO – Back to the future!

La prossima settimana a Madrid si svolgerà il vertice dell’Alleanza Atlantica che dovrà definire il Concetto Strategico che guiderà la NATO verso il nuovo decennio. Il contesto geopolitico nel quale questo particolare e fondamentale appuntamento si realizza è estremamente delicato e le decisioni che saranno assunte avranno un peso specifico

La geopolitica tecnologica della Turchia

L’ascesa della importanza geopolitica della Turchia e l’aumento della sua proattività diplomatica delineano una parabola che proietta il Paese verso il conseguimento di una rilevanza strategica che, trascendendo i limiti geografici regionali, le sta facendo assumere il ruolo di potenza euroasiatica. Il percorso tracciato da Erdogan non è stato lineare,

Come la Russia vede la crisi ucraina

      Il clima mediatico occidentale sembra ritenere che il conflitto militare in Ucraina, in atto da ormai più di tre mesi, possa essere prossimo alla sua conclusione. Le sanzioni e l’insuccesso attribuito alle operazioni russe, a cui si imputa il mancato conseguimento di risultati militari definitivi, lascia ora

Svezia e Finlandia nella NATO. Cui prodest?

La notizia che la Svezia e la Finlandia abbiano recentemente formalizzato la loro richiesta di entrare a far parte della NATO è stata presentata come un colpo definitivo assestato all’avventura russa in Ucraina e come un successo politico che consente all’Alleanza di annoverare tra le sue fila anche due giganti

Il dilemma strategico della Russia

Se si esamina con attenzione una carta geografica della Russia appare evidente, anche all’occhio del neofita, che l’immensa estensione territoriale di questo paese è controbilanciata, con esito negativo, dalla pressoché assoluta mancanza di accesso diretto alle rotte commerciali oceaniche che costituiscono, da sempre, la base sulla quale si sviluppa e

Macron 2.0 :più Francia e meno Europa

Domenica prossima la Francia andrà al voto di ballottaggio per eleggere il Presidente della Repubblica. Il copione non presenta nessuna novità di rilievo, è lo stesso ormai da circa 20 anni. Due candidati che rappresentano le due anime di una nazione, da una parte il difensore dello stato di diritto

Difesa Europea? No grazie!

L’attuale crisi ucraina, in virtù dello sconvolgimento geopolitico che ha provocato, ha dato l’avvio a una molteplicità di riflessioni, di idee e di propositi da parte del mondo occidentale, e dell’Europa in particolare, volte a individuare nuove soluzioni per evitare il ripetersi di eventi simili e per continuare a garantire

Un nuovo ordine internazionale

  Il 4 febbraio scorso, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino, nella sede del China Aerospace Studies Institute, Cina e Russia hanno firmato una dichiarazione congiunta, denominata “Joint Statement of the Russian Federation and the People’s Republic of China on the International Relations Entering a

Ma l’ONU, così, serve ancora?

Il conflitto che sta sconvolgendo l’Ucraina ha messo in evidenza un vuoto pauroso nel panorama delle istituzioni internazionali che a vario titolo sono coinvolte nella risoluzione della crisi. Questo vuoto è dato dall’assenza di quella che dovrebbe essere l’istituzione primaria per il mantenimento della pace, cioè dell’ONU! Questo organismo internazionale

La Germania è uscita dal letargo. Realmente?

Negli ultimi trent’anni la posizione geopolitica della Germania è stata caratterizzata da una politica estera ondeggiante tra propositi idealistico -utopistici e interessi economici (definita con malcelato orgoglio realpolitik) che l’hanno portata a valutare (o sottovalutare) le mosse dello scomodo vicino russo con una lente di ingrandimento appannata, che ne ha

La posizione della Cina nella crisi ucraina

Lo sviluppo della crisi in Ucraina rappresenta un importante banco di prova per il corso della politica cinese in virtù dei condizionamenti futuri, che potranno incidere sia sulle decisioni strategiche sia sulle linee di azione che il Paese dovrà prendere nel condurre la propria politica estera. A premessa di quanto

Conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche

Nuova centralità Italiani all’estero: conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche Continuità di azione della Conferenza permanente tra una convocazione e l’altra; partecipazione formale del CGIE alla Conferenza Stato – Regioni; revisione e integrazione delle forme di rappresentanza degli italiani all’estero, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel tessuto dell’emigrazione italiana; potenziamento del Sistema Paese in

Armao al Comitato europeo delle Regioni: misure UE specifiche per i disastri naturali

Il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao, intervenendo oggi, in occasione della 146esima sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR), al dibattito sui disastri naturali e la risposta alle emergenze ha illustrato al Commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i gravi effetti dei

Mario Draghi alla guida del paese

Mario Draghi ha sviluppato durante gli anni della sua carriera lavorativa una visione chiara e completa dei problemi dell’economia della società contemporanea e degli strumenti da utilizzare per migliorarla. Lo dimostra sul campo in quanto uomo d’ azione, sia al tesoro negli anni novanta che a capo della BCE in

Intelligenza artificiale : verso una regolamentazione etica e responsabile

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il DDL 1146 sull’intelligenza artificiale, quale un primo passo del Governo volto alla disciplina di questa materia così attuale e nello stesso tempo così delicata e pervasiva per gli impatti che determina e sta già determinando su molteplici aspetti della nostra vita e

Servizi di Assistenza Domiciliare Privata: siglato accordo tra UN.I.COOP. e U.G.L. Salute per la tutela delle Cooperative Sociali

È stato firmato un accordo innovativo tra UN.I.COOP. (Unione Italiana Cooperative) e U.G.L. Salute per disciplinare, in modo chiaro e conforme alla normativa vigente, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) nel settore dell’Assistenza Domiciliare Privata. Si tratta di un Protocollo Modificativo del CCNL Cooperative Sociali, che rappresenta una
GoUp