Save the Children. I bambini malnutriti aumentano

20 Gennaio 2022
3 mins read

 

 

Afghanistan: Save the Children, il numero dei bambini malnutriti è raddoppiato da agosto a oggi. Nel solo mese di dicembre circa 40 bambini gravemente malnutriti sono morti prima di poter raggiungere l’ospedale

 

L’Organizzazione sottolinea come il congelamento dei fondi globali stia devastando il sistema sanitario nazionale e chiede un intervento immediato. Nel 2021 le cliniche mobili di Save the Children hanno curato più di 12.000 bambini per malnutrizione. Necessari subito fondi per continuare l’intervento sanitario e distribuire denaro, vestiti invernali, carburante alle famiglie e aiutarle a far fronte all’inverno

 

Il numero di bambini gravemente malnutriti visitati dalle cliniche sanitarie mobili di Save the Children in Afghanistan è più che raddoppiato da agosto, con alcuni che muoiono prima di poter raggiungere l’ospedale. Questo il terribile allarme lanciato dall’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini in pericolo e garantire loro un futuro.

I medici di un ospedale pediatrico nel nord del Paese hanno riferito agli operatori di Save the Children che, nel solo mese di dicembre, circa 40 bambini gravemente malnutriti sono morti mentre stavano per andare in ospedale nel tentativo di ottenere assistenza medica.

La domanda di cure per la malnutrizione è aumentata quando il Paese è sprofondato nella peggiore crisi alimentare mai registrata. Quest’inverno si stima che 14 milioni di bambini, su una popolazione totale di circa 40 milioni, potrebbero dover affrontare livelli di fame che metterebbero in pericolo la loro stessa vita, mentre i tassi di malnutrizione continuano ad aumentare. A essi si aggiungono circa un milione di bambini che potrebbero già essere così gravemente malnutriti da rischiare di morire se non ricevono subito le cure di cui hanno bisogno.

Secondo i dati appena resi noti dall’Organizzazione, ad agosto le squadre sanitarie mobili di Save the Children visitavano in media 39 bambini malnutriti. A dicembre quel numero era salito a più di 100. Nel 2021 le cliniche sanitarie mobili dell’Organizzazione hanno curato più di 12.000 bambini per malnutrizione.

Shaida*, di 9 mesi, è stata curata per malnutrizione presso la clinica mobile di Save the Children nella provincia di Balkh in Afghanistan. I genitori di Shaida* stavano lottando per sfamare la loro famiglia di sei persone e avevano già perso una bambina, morta a soli quattro mesi a causa del peggioramento di un brutto raffreddore.

“Eravamo molto sotto pressione a causa [della situazione economica], siamo stati sfollati e siamo venuti qui. Nostra figlia ha rischiato di morire, ma con le medicine che abbiamo ricevuto da Save the Children fortunatamente è sopravvissuta”, ha spiegato il padre di Shaida*, Rabul*. “L’altra mia figlia, invece, stava sorridendo tra le mie braccia la sera e quando ci siamo svegliati la mattina dopo, era congelata ed era morta”.

Save the Children fornisce cure ai bambini che soffrono di malnutrizione acuta e manda i più piccoli gravemente malati agli ospedali per cure specialistiche. L’Organizzazione ha sottolineato come molti non sono in grado di ottenere le cure specialistiche di cui hanno bisogno, a causa di un sistema sanitario dipendente dagli aiuti e sull’orlo del collasso.

“I nostri team medici stanno lavorando senza sosta per curare un numero crescente di bambini malnutriti. Con il sistema sanitario che si sta sgretolando, le famiglie malate e preoccupate hanno percorso fino a 80 km per raggiungere le nostre cliniche. La vista di madri che trasportano bambini dolorosamente magri e senza vita, con la massa muscolare estremamente ridotta e la pelle cadente, è diventata fin troppo comune”, ha dichiarato Athena Rayburn, Direttore di Advocacy e Campagne di Save the Children.

“Le famiglie ci dicono che hanno fatto tutto il possibile – spesso non hanno mangiato per far mangiare i loro figli. O, peggio, hanno dovuto rinunciare ai loro figli perché non possono permettersi di nutrirli. È il peggior incubo di ogni genitore. I nostri operatori cercano di aiutarli facendo visite a domicilio, ma dicono che non c’è abbastanza cibo. E abbiamo iniziato a ricevere la notizia devastante che tutti temiamo: i bambini stanno morendo. La riduzione dei servizi sanitari e l’aumento del numero di bambini malnutriti che stiamo vedendo è un risultato diretto del congelamento dei fondi globali, che sta soffocando il sistema sanitario. Quando i bambini malati hanno bisogno di cure, trovano solo porte chiuse e farmacie vuote. Se non si trova presto una soluzione, la realtà straziante è che i bambini continueranno a morire”.

L’ospedale pediatrico nella provincia settentrionale di Jawzjan ha la capacità di ospitare fino a 12 bambini con grave malnutrizione e complicazioni pericolose per la vita. Ma nelle ultime settimane ce ne sono stati fino a 35 nei reparti e i medici hanno segnalato carenze di antibiotici.

Essere trattati in un ospedale, anche se sovraffollato, è l’unica possibilità di sopravvivere che hanno i bambini malnutriti.

Save the Children ha lanciato un appello urgente per la raccolta di fondi per continuare a incrementare la sua risposta e garantire che i bambini gravemente malati ricevano le cure di cui hanno bisogno. Sulla scia del conflitto, della crisi economica e dell’aumento vertiginoso dei prezzi, un’ondata brutale di fame e povertà ha travolto l’Afghanistan. Due terzi dei bambini del Paese hanno bisogno di aiuti per sopravvivere. L’Organizzazione sta distribuendo denaro, vestiti invernali e carburante alle famiglie in alcune delle aree più colpite per aiutarle a stare al caldo e a nutrirsi durante l’inverno.

Save the Children sostiene le comunità e protegge i diritti dei bambini in tutto l’Afghanistan dal 1976. Dalla ripresa dei programmi a settembre, Save the Children ha raggiunto 222.910 persone, tra cui 146.690 bambini.

 

 

Malnutrizione

grave

Malnutrizione moderata

 

Jan

392

342

 

Feb

411

287

 

Mar

245

245

 

Apr

171

323

 

May

131

302

 

Jun

232

620

 

Jul

230

483

 

Aug

315

236

 

Sep

Intervento ridotto a causa delle condizioni di insicurezza

Oct

381

765

 

Nov

811

1772

 

Dec

1074

2557

 

 

Per sostenere gli interventi in emergenza di Save the Children:

https://www.savethechildren.it/dona-fondo-emergenze

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Follow Me

Best Rated

Banner

Popular

2

Ucraina. Bambini in fuga

  Ucraina: 1 bambino su 5 ha dovuto lasciare il Paese, 6 milioni sono intrappolati all’interno, in grave pericolo a causa dell’aumento
3

Ucraina. Kharkiv sotto attacco

  UCRAINA: DA AMNESTY INTERNATIONAL LE TESTIMONIANZE DALLA CITTÀ DI IZIUM, ASSEDIATA DALLE FORZE RUSSE DAL 28 FEBBRAIO. Tra il 9 e

Authors

Previous Story

Giorgetti: riforma strumento degli Accordi per l’Innovazione

Next Story

Alice! in Wonderland: 30.000 biglietti venduti lo spettacolo prorogato fino al 20 marzo

Latest from Blog

La nuova strategia di Hamas

  L’esito delle operazioni militari all’interno della Striscia di Gaza suscita la preoccupazione, l’angoscia e la condanna da parte dei Governi, delle Organizzazioni Internazionali e dei media occidentali unanimi nel chiedere a Israele di interrompere il conflitto ed evitare una “catastrofe umanitaria”. L’intento di questo insieme di iniziative è assolutamente

Disinnescare il fronte libanese

Quando a Ottobre dello scorso anno Hamas perpetrò il suo attacco terroristico nella striscia di Gaza ottenne, immediatamente, il pieno supporto mediatico delle milizie filoiraniane di Hezbollah. Tuttavia, anche se nei mesi successivi Hezbollah ha intensificato le sue attività offensive lungo la linea di confine, costringendo Israele ad evacuare diverse

Washington e il Medio Oriente

Negli ultimi quindici anni il centro di gravità della politica estera di Washington si è spostato dal teatro Euroasiatico a quello Indo – Pacifico come conseguenza della scelta geostrategica di contrastare in quella Regione la crescente influenza cinese tendente a realizzare un nuovo sistema di ordine globale. Questa priorità ha

Ankara e la ricerca dell’equilibrio geopolitico

In occasione della imminente visita di Putin in Turchia il Presidente Erdoǧan ha dichiarato l’intenzione di svolgere il ruolo di mediatore nell’ambito del conflitto ucraino facendosi promotore di una possibile situazione negoziale tra le due parti. L’iniziativa sembra voler sottolineare la volontà della Turchia di riprendere a svolgere quel ruolo

La situazione in Medio Oriente dopo il 7 Ottobre

L’attacco che Hamas ha condotto contro lo Stato di Israele, lo scorso 7 Ottobre, rappresenta un ulteriore episodio del conflitto che devasta il Medio Oriente da circa un secolo (anno più, anno meno). Per poter comprendere tale nuova fase di questa guerra infinita, è necessario esaminare gli aspetti che ad

Una nuova guerra in Medio Oriente?

  Le modalità con le quali, nel settore della Striscia di Gaza, l’organizzazione di Hamas ha condotto l’attacco contro lo Stato di Israele hanno drammaticamente elevato il livello della tensione che contraddistingue l’area, accrescendo il pericolo che la situazione possa evolversi dando luogo a un vero e proprio conflitto. Il

Iran: nuova diplomazia, ma stesso obiettivo

La teocrazia iraniana ha da sempre perseguito un duplice obiettivo strategico: assumere una leadership regionale affermandosi come potenza dominante nel Medio Oriente; costringere gli USA ad abbandonare l’area e allo stesso tempo detronizzare Israele. Questa è stata e rimane la direttiva geostrategica che orienta la politica dell’Iran, ciò che invece

Medioriente – il Nuovo Mondo del terzo millennio

Recentemente, nell’ambito di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nella quale dovevano essere discussi i termini per l’invio di ulteriori aiuti umanitari a favore delle aree colpite dal terremoto, che ha devastato la zona di confine tra Turchia e Siria, la Russia ha esercitato il diritto di veto bloccando,

Global South e Nuovo Mondo Multipolare

Mentre in Europa abbiamo reinventato la Guerra Fredda nell’illusione di fermare la storia, cullandoci nel decadente mito della superiorità della cultura occidentale, sorretti dalla presunzione di avere il diritto di imporre sanzioni a chiunque non condivida la nostra narrative, il mondo si è trasformato sotto i nostri occhi. Il processo

L’Impero su cui non tramonta mai il sole

La geopolitica dell’impero di Roma venne regolata da un criterio semplice ma efficace: divide et impera! E il successo di tale formula fu così elevato che, nel corso dei secoli, tale pratica venne adottata da molte altre potenze che giocarono un ruolo fondamentale nella costruzione dell’ordine internazionale. Quindi non c’è

Il manifesto di politica estera di Pechino

  Mentre in Occidente ci auto illudiamo con una narrativa di “regime” unidirezionale e ingannevole che il conflitto ucraino rappresenti l’atto estremo dell’eterna lotta tra il Bene (noi Occidentali) e il Male (il resto del mondo che non la pensa come noi), non ci accorgiamo che la Cina sta ponendo

La realpolitik di Ankara

Mentre la narrativa occidentale dà per imminente la vittoria dell’Ucraina nel revival all’inverso della Grande Guerra Patriottica e per scontata la scomparsa della Russia dalla scena internazionale, Mosca continua a svolgere un ruolo di protagonista negli altri scenari geopolitici che l’Occidente sembra aver dimenticato. Recentemente, infatti, l’attività diplomatica del Cremlino

Il piccolo mondo antico dell’Occidente

Il protrarsi del conflitto in Ucraina ha determinato la necessità fondamentale, per entrambi i contendenti sul campo, di poter accedere a fonti integrative di rifornimenti di materiale bellico, al fine di poter supportare le proprie attività e di conseguire i propri obiettivi. Gli USA e l’Europa, da lungo tempo, sono

La crisi ucraina: informazione o propaganda?

  La cronaca e l’esame analitico di come si stia sviluppando il conflitto in atto in Ucraina sono offuscate da quella che sembra essere l’unica cosa che abbia importanza nell’ambito di questa tragedia: la propaganda. Il circuito mediatico nazionale e soprattutto internazionale non produce informazione oggettiva, seria, imparziale, ma è

L’impasse

Mentre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite si consumava la rappresentazione tragicomica della inanità di questo consesso mondiale, retaggio di un mondo che non esiste più, roboante nei suoi propositi, elefantiaco nella miriade delle sue diramazioni, economicamente fallimentare, ma, soprattutto, impotente nella risoluzione dei conflitti che coinvolgono gli stessi Paesi che

Esiste un nuovo ordine mondiale

I conflitti sono sempre stati originati e condotti per ottenere risultati volti a soddisfare il conseguimento degli intendimenti strategici che le nazioni considerano essenziali per i loro obiettivi di politica nazionale. Queste ragioni sono state, poi, immancabilmente ammantate da un pesante velo di propaganda (questo è il suo vero nome!)

Una nuova NATO dopo Madrid?

Il vertice della NATO di Madrid, appena concluso, e la recentissima formalizzazione dell’ingresso di due nuovi membri nell’ambito dell’Alleanza sono stati presentati come un’altra risposta forte e decisa che il mondo occidentale ha voluto dare alla Russia. Il vertice ha inteso trasmettere l’immagine di una Alleanza compatta e determinata che

NATO – Back to the future!

La prossima settimana a Madrid si svolgerà il vertice dell’Alleanza Atlantica che dovrà definire il Concetto Strategico che guiderà la NATO verso il nuovo decennio. Il contesto geopolitico nel quale questo particolare e fondamentale appuntamento si realizza è estremamente delicato e le decisioni che saranno assunte avranno un peso specifico

La geopolitica tecnologica della Turchia

L’ascesa della importanza geopolitica della Turchia e l’aumento della sua proattività diplomatica delineano una parabola che proietta il Paese verso il conseguimento di una rilevanza strategica che, trascendendo i limiti geografici regionali, le sta facendo assumere il ruolo di potenza euroasiatica. Il percorso tracciato da Erdogan non è stato lineare,

Come la Russia vede la crisi ucraina

      Il clima mediatico occidentale sembra ritenere che il conflitto militare in Ucraina, in atto da ormai più di tre mesi, possa essere prossimo alla sua conclusione. Le sanzioni e l’insuccesso attribuito alle operazioni russe, a cui si imputa il mancato conseguimento di risultati militari definitivi, lascia ora

Svezia e Finlandia nella NATO. Cui prodest?

La notizia che la Svezia e la Finlandia abbiano recentemente formalizzato la loro richiesta di entrare a far parte della NATO è stata presentata come un colpo definitivo assestato all’avventura russa in Ucraina e come un successo politico che consente all’Alleanza di annoverare tra le sue fila anche due giganti

Il dilemma strategico della Russia

Se si esamina con attenzione una carta geografica della Russia appare evidente, anche all’occhio del neofita, che l’immensa estensione territoriale di questo paese è controbilanciata, con esito negativo, dalla pressoché assoluta mancanza di accesso diretto alle rotte commerciali oceaniche che costituiscono, da sempre, la base sulla quale si sviluppa e

Macron 2.0 :più Francia e meno Europa

Domenica prossima la Francia andrà al voto di ballottaggio per eleggere il Presidente della Repubblica. Il copione non presenta nessuna novità di rilievo, è lo stesso ormai da circa 20 anni. Due candidati che rappresentano le due anime di una nazione, da una parte il difensore dello stato di diritto

Difesa Europea? No grazie!

L’attuale crisi ucraina, in virtù dello sconvolgimento geopolitico che ha provocato, ha dato l’avvio a una molteplicità di riflessioni, di idee e di propositi da parte del mondo occidentale, e dell’Europa in particolare, volte a individuare nuove soluzioni per evitare il ripetersi di eventi simili e per continuare a garantire

Un nuovo ordine internazionale

  Il 4 febbraio scorso, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino, nella sede del China Aerospace Studies Institute, Cina e Russia hanno firmato una dichiarazione congiunta, denominata “Joint Statement of the Russian Federation and the People’s Republic of China on the International Relations Entering a

Ma l’ONU, così, serve ancora?

Il conflitto che sta sconvolgendo l’Ucraina ha messo in evidenza un vuoto pauroso nel panorama delle istituzioni internazionali che a vario titolo sono coinvolte nella risoluzione della crisi. Questo vuoto è dato dall’assenza di quella che dovrebbe essere l’istituzione primaria per il mantenimento della pace, cioè dell’ONU! Questo organismo internazionale

La Germania è uscita dal letargo. Realmente?

Negli ultimi trent’anni la posizione geopolitica della Germania è stata caratterizzata da una politica estera ondeggiante tra propositi idealistico -utopistici e interessi economici (definita con malcelato orgoglio realpolitik) che l’hanno portata a valutare (o sottovalutare) le mosse dello scomodo vicino russo con una lente di ingrandimento appannata, che ne ha

La posizione della Cina nella crisi ucraina

Lo sviluppo della crisi in Ucraina rappresenta un importante banco di prova per il corso della politica cinese in virtù dei condizionamenti futuri, che potranno incidere sia sulle decisioni strategiche sia sulle linee di azione che il Paese dovrà prendere nel condurre la propria politica estera. A premessa di quanto

Conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche

Nuova centralità Italiani all’estero: conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche Continuità di azione della Conferenza permanente tra una convocazione e l’altra; partecipazione formale del CGIE alla Conferenza Stato – Regioni; revisione e integrazione delle forme di rappresentanza degli italiani all’estero, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel tessuto dell’emigrazione italiana; potenziamento del Sistema Paese in

Armao al Comitato europeo delle Regioni: misure UE specifiche per i disastri naturali

Il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao, intervenendo oggi, in occasione della 146esima sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR), al dibattito sui disastri naturali e la risposta alle emergenze ha illustrato al Commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i gravi effetti dei

Mario Draghi alla guida del paese

Mario Draghi ha sviluppato durante gli anni della sua carriera lavorativa una visione chiara e completa dei problemi dell’economia della società contemporanea e degli strumenti da utilizzare per migliorarla. Lo dimostra sul campo in quanto uomo d’ azione, sia al tesoro negli anni novanta che a capo della BCE in

Intelligenza artificiale : verso una regolamentazione etica e responsabile

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il DDL 1146 sull’intelligenza artificiale, quale un primo passo del Governo volto alla disciplina di questa materia così attuale e nello stesso tempo così delicata e pervasiva per gli impatti che determina e sta già determinando su molteplici aspetti della nostra vita e

Servizi di Assistenza Domiciliare Privata: siglato accordo tra UN.I.COOP. e U.G.L. Salute per la tutela delle Cooperative Sociali

È stato firmato un accordo innovativo tra UN.I.COOP. (Unione Italiana Cooperative) e U.G.L. Salute per disciplinare, in modo chiaro e conforme alla normativa vigente, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) nel settore dell’Assistenza Domiciliare Privata. Si tratta di un Protocollo Modificativo del CCNL Cooperative Sociali, che rappresenta una
GoUp