Il ruolo dell’Export nell’economia italiana: il XXXIV Rapporto ICE sul Commercio Estero e l’Annuario 2020 Istat-ICE

29 Luglio 2020
4 mins read

Roma, 28 luglio 2020 – L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha sconvolto, drasticamente, l’andamento generale dell’economia mondiale. Alla luce delle stringenti misure socio-economiche messe in atto dal nostro Governo, l’economia italiana ha subito una recessione senza precedenti, dalla quale, non con poche difficoltà, il Governo sta cercando una via d’uscita. Tra i settori, senza dubbio, più colpiti non può che essere citato quello delle esportazioni. L’export in Italia ha sempre giocato un ruolo fondamentale per quanto riguarda la crescita economica del nostro Paese, basti pesare che rappresenta oltre il 30% del PIL italiano, e un buon 13% è rappresentato dal turismo. Tuttavia, negli ultimi mesi, i dati sull’export italiano hanno riscontrato un netto calo.

Alla luce della seria crisi che stiamo vivendo, l’export italiano ha subito una brusca frenata, nonostante fossero state registrate ottime percentuali a fine anno 2019. L’andamento dell’export nel 2019 e nei primi mesi del 2020, nonché lo studio dell’export come settore fondamentale per la ripresa dell’economia italiana post Covid, sono state tra le tematiche maggiormente discusse durante la presentazione del XXXIV Rapporto ICE 2019-2020 L’Italia nell’economia internazionale, realizzato dall’Agenzia ICE in collaborazione con Prometeia, Istat, Fondazione Masi, Università Bocconi e Politecnico di Milano e dell’Annuario Istat-ICE 2020 Esportare ai tempi de coronavirus: la crisi e le reazioni del sistema produttivo. La presentazione si è tenuta martedì 28 luglio preso la sede di ICE Agenzia in Roma. Data l’importanza dell’evento sono intervenuti il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, On. Luigi Di Maio (prima volta dal 2014 che un ministro della Repubblica è in visita presso la sede ICE); il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, On. Manlio Di Stefano; il Presidente di Istat Gian Carlo Blangiardo ed il Presidente dell’ICE, Carlo Ferro.

Al fine di comprendere l’importanza che l’export riveste per il nostro paese, è doveroso presentare lo studio sviluppato nel XXXIV Rapporto ICE 2019-2020. Come riportato nel Rapporto ICE, nel 2019 si era registrata una crescita dell’export italiano pari al 2,3%, attestandosi a 476 miliardi di euro e mantenendo una quota di mercato sul commercio internazionale pari al 2,84%. È stato, secondo i dati riportati dall’ICE, il settore farmaceutico quello che ha registrato la percentuale più alta di esportazioni nel 2019, (+25,6%), seguito dalle bevande (+6,8%), prodotti di moda (+6,2% ) e dal settore metallurgico (+5,3%). Nonostante ciò, lo stesso ottimismo non si può, di certo, registrate per l’anno in corso. Nel mese di aprile ICE, sulla base dei dati forniti dalla società Prometeia, ha registrato una flessione delle esportazioni per l’anno in corso pari al 12%. Anche i dati pubblicati dall’Istat non sono poi così rassicuranti. Nell’annuario Istat-ICE, infatti, tra il mese di marzo e aprile 2020, i flussi commerciali con l’estero si sono ridotti del -45,8% (import -32,3%), rispetto al mese di febbraio, valori che confermerebbero i dati pubblicati da Istat che contano una flessione pari al 16% delle esportazioni nei primi cinque mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tuttavia, ciò che fa ben sperare e che consente di vedere “il mezzo bicchiere pieno”, come ribadito dal Presidente dell’ICE Ferro, sono i dati del mese di maggio che vantano una ripresa delle esportazioni pari al +35% rispetto al mese di aprile. Due sono i punti forza dei prodotti Made in Italy, ribadisce Ferro: l’eccellenza del prodotto ed il grado di innovazione dello stesso.

Come risposta a questa sfida collettiva e considerando l’export il centro della ripresa economica del paese, si inserisce il Patto per l’Export, siglato l’8 giugno scorso dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio,  8 istituzioni a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese e 19 rappresentanze associative delle imprese. Il Patto per l’Export, con finalità e obiettivi, è stato ben illustrato dall’ On. Luigi di Maio all’apertura dell’evento presso ICE, intervistato dal direttore de Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini. Il Piano in questione è considerato dallo stesso Ministro il piano di sviluppo cardine per la ripartenza dell’Italia post Covid.

L’obiettivo su cui poggia il piano da poco siglato dal Ministro degli Esteri è quello di avvicinarsi sempre di più al mondo delle imprese e quindi del Made in Italy, con la convinzione di dover investire, in primis, nel settore privato. Queste le parole dell’On. Di Maio a riguardo: “[…] è il privato e l’azienda che permetterà, nel futuro di questo paese, di affrontare il tema dell’occupazione e della crisi economica. Se noi investiremo nel privato riusciremo a creare i posti di lavoro che servono anche per fronteggiare la crisi economica che deriva dalla crisi sanitaria; se sosteremo il privato potremo alimentare il nostro prodotto interno lordo anche con il fattore dell’internazionalizzazione e questo non vuol dire fare una crociata contro il pubblico”.

Il Patto per l’Export, prosegue il Ministro Di Maio, si articola in sei pilastri principali che includono: comunicazione, promozioneformazione, e-commerce, sistema fieristico(sistema attualmente sotto i riflettori) e finanza agevolata. Il budget messo a disposizione non è da sottovalutare. Oltre a 50 milioni di euro da investire a supporto dell’asset comunicazione, il Piano per le esportazioni prevede un sistema di fondi totali pari a 1 miliardo e 366 milioni di euro che include un’ampia gamma di strumenti a favore dell’internazionalizzazione. Il Ministro Di Maio auspica il mese di settembre come data per passare dalla teoria alla pratica: mettere in campo, in maniera operativa, tutti gli strumenti previsti dal Patto per l’Export. Nonostante le ultime dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui la situazione da Covid-19 non sia ancora sotto controllo e ciò potrebbe compromettere la concreta realizzazione del Patto per l’Export, l’On. Di Maio mostra piena fiducia nell’attuazione del Piano in questione. Il nostro Paese può contare su un buon sistema tecnologico, tra cui le piattaforme messe a disposizione da ICE Agenzia per poter realizzare, tra le altre cose, le Missioni di Sistema.

Dai dati emersi durante l’evento, secondo gli studi riportati da ICE, Istat e la società Prometeia, è indubbio il fatto che la ripresa delle esportazioni sarà lenta e graduale. Il Presidente Ferro è chiaro riguardo le stime di crescita dell’export italiano di beni per gli anni a venire: “ci vorranno due anni per tornare ai livelli del 2019”.

 

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