Brexit, lo stato dei negoziati per le relazioni future tra UE e Regno Unito

19 Giugno 2020
4 mins read
Foto presa dal sito di Repubblica

La Brexit continua ad essere una questione centrale e prioritaria. Il 15 giugno il Primo Ministro inglese, Boris Johnson, ha incontrato in videoconferenza il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen ed il Presidente dal Parlamento europeo, David Sassoli, per fare il punto sui progressi fino ad ora registrati nel negoziato sulle relazioni future tra Unione europea e Regno Unito e concordare le prossime azioni da intraprendere per l’avanzamento della trattativa. La Brexit e le relazioni future tra UE e Regno Unito sono state, altresì, al centro dei dibattiti in seno al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria: in una Risoluzione approvata il 18 giugno, gli europarlamentari hanno fatto un bilancio dei risultati dei negoziati e preso atto della richiesta delle parti negoziali di intensificare i colloqui durante il mese di luglio.

La videoconferenza del 15 giugno

L’attuale periodo di transizione che segue l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, scade il 31 dicembre 2020: per l’entrata in vigore dal giorno successivo, il nuovo accordo commerciale e l’accordo globale dovranno essere sottoscritti dalle parti negoziali al massimo ad ottobre; il testo dovrebbe poi essere ratificato sia dal Parlamento europeo che dal Parlamento britannico e, in caso di un cosiddetto accordo misto, dai parlamenti nazionali di tutti gli Stati membri dell’UE.

In videoconferenza, il 15 giugno, i vertici europei hanno preso atto della decisione del Regno Unito di non chiedere una proroga del periodo di transizione, richiesta dalle imprese e dai Governi autonomi di Scozia, Irlanda del Nord e Galles, al fine di avere a disposizione più tempo per raggiungere un accordo commerciale con l’Unione Europea. Il Primo Ministro inglese intende, invece, mantenere la promessa elettorale di “concludere Brexit” e finire il periodo di transizione il 31 dicembre di quest’anno, anche se non ci sarà un’intesa e dunque nell’ipotesi “no deal”.

In una dichiarazione congiunta le parti negoziali hanno accolto favorevolmente l’avanzamento della trattativa sotto la guida dei due capi negoziatori David Frost e Michel Barnier, che hanno permesso di capire e comprendere ulteriormente le posizioni reciproche nei quattro cicli di negoziati ad oggi conclusi, nonostante le sfide poste dalla pandemia. Al contempo, i rappresentati dell’UE e del Regno Unito, hanno convenuto sulla necessità di dare un ulteriore impulso ai negoziati, ribadendo il sostegno ai piani concordati dai capi negoziatori, aventi l’obiettivo di intensificare i colloqui a luglio e creare le migliori condizioni per la conclusione e la ratifica di un accordo prima della fine dell’anno. Ciò implica, ove possibile, la ricerca e il raggiungimento di un’intesa preliminare sui principi alla base di qualsiasi accordo.

I presenti hanno, in definitiva, riaffermato la loro intenzione di attuare l’Accordo di recesso il prima possibile e lavorare sodo per la configurazione di relazioni future nell’interesse dei cittadini dell’Unione europea e del Regno Unito.

Il dibattito in seno al Parlamento europeo

In una risoluzione approvata il 18 giugno con 572 voti favorevoli, 34 contrari e 91 astensioni, il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, ha fatto un bilancio dei risultati dei negoziati tra UE e Regno Unito sul partenariato futuro e preso atto della richiesta di intensificare i colloqui durante il mese di luglio.

A differenza di quanto emerso nella dichiarazione congiunta che ha seguito la videoconferenza del 15 giugno, gli europarlamentari hanno evidenziato che, a seguito dei quattro cicli di negoziati, non sono stati conseguiti reali progressi e che sussistono ancora divergenze sostanziali tra le parti. È stato poi sottolineato che il raggiungimento di un accordo globale rimane sia nell’interesse dell’UE che del Regno Unito, tuttavia, è stata espressa profonda preoccupazione per l’insistenza del governo britannico nel voler negoziare meramente i settori nel proprio interesse. A tal proposito, il Parlamento europeo ha dichiarato che risulta “inaccettabile” per l’UE che il Regno Unito possa scegliere a proprio piacimento alcune politiche e spingere per accedere al mercato unico dopo la Brexit.

Analogamente alle cariche europee che hanno preso parte alla videoconferenza, anche gli eurodeputati hanno ribadito il pieno e fermo sostegno al capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, ai sensi del mandato politico conferitogli dagli Stati membri dell’UE e dal Parlamento. “Il Regno Unito in alcuni ambiti vuole negoziare uno status molto vicino a quello di membro del mercato unico, dell’unione doganale, di Schengen, pur senza sottostare a nessuno degli obblighi, l’Ue non accetterà questo atteggiamento di scegliersi soltanto quello che piace” questo il commento dello stesso Michel Barnier, intervenuto nel corso della plenaria del Parlamento UE.

Le condizioni poste dagli eurodeputati

L’Europarlamento, nella risoluzione approvata, ha chiesto al Regno Unito di rispettare gli impegni assunti nella Dichiarazione politica, firmata dal Primo Ministro Johnson e ratificata da entrambe le parti.

La rigorosa applicazione del Protocollo su Irlanda ed Irlanda del Nord nonché la fedele attuazione dell’Accordo di recesso sono prerequisiti ed elementi fondamentali per garantire la fiducia necessaria per la corretta conclusione di un accordo.

L’approvazione da parte del Parlamento europeo di qualsiasi futuro accordo commerciale con la controparte britannica è, altresì, subordinata all’accettazione di condizioni di parità- dunque disposizioni e norme comuni- nel campo della protezione ambientale, delle norme sul lavoro ed aiuti di Stato, nonché alla conclusione di un accordo soddisfacente sulla pesca. Quest’ultima esigenza è dovuta alla prossimità geografica, al grado di interconnessione ed al già elevato livello di allineamento ed interdipendenza con le norme dell’UE.

Infine, nella risoluzione, si ammonisce il governo britannico per non aver avviato trattative sulle disposizioni che garantiscano condizioni di concorrenza eque.

“L’Unione europea e il Regno Unito hanno dimostrato la loro volontà di progredire in modo significativo nei negoziati in luglio. Con la tempestiva risoluzione adottata oggi, il Parlamento europeo esprime la sua disponibilità a concludere un accordo ambizioso ed equo, senza compromettere i nostri principi e i nostri obiettivi” questa la dichiarazione di David McAllister, Presidente della Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo e del Gruppo di coordinamento per il Regno Unito.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Follow Me

Best Rated

Banner

Popular

Authors

Previous Story

Coronavirus, la Commissione europea presenta la strategia sui vaccini

Next Story

Giustizia e cultura della legalità, ecco i principi per una sana economia

Latest from Blog

La nuova strategia di Hamas

  L’esito delle operazioni militari all’interno della Striscia di Gaza suscita la preoccupazione, l’angoscia e la condanna da parte dei Governi, delle Organizzazioni Internazionali e dei media occidentali unanimi nel chiedere a Israele di interrompere il conflitto ed evitare una “catastrofe umanitaria”. L’intento di questo insieme di iniziative è assolutamente

Disinnescare il fronte libanese

Quando a Ottobre dello scorso anno Hamas perpetrò il suo attacco terroristico nella striscia di Gaza ottenne, immediatamente, il pieno supporto mediatico delle milizie filoiraniane di Hezbollah. Tuttavia, anche se nei mesi successivi Hezbollah ha intensificato le sue attività offensive lungo la linea di confine, costringendo Israele ad evacuare diverse

Washington e il Medio Oriente

Negli ultimi quindici anni il centro di gravità della politica estera di Washington si è spostato dal teatro Euroasiatico a quello Indo – Pacifico come conseguenza della scelta geostrategica di contrastare in quella Regione la crescente influenza cinese tendente a realizzare un nuovo sistema di ordine globale. Questa priorità ha

Ankara e la ricerca dell’equilibrio geopolitico

In occasione della imminente visita di Putin in Turchia il Presidente Erdoǧan ha dichiarato l’intenzione di svolgere il ruolo di mediatore nell’ambito del conflitto ucraino facendosi promotore di una possibile situazione negoziale tra le due parti. L’iniziativa sembra voler sottolineare la volontà della Turchia di riprendere a svolgere quel ruolo

La situazione in Medio Oriente dopo il 7 Ottobre

L’attacco che Hamas ha condotto contro lo Stato di Israele, lo scorso 7 Ottobre, rappresenta un ulteriore episodio del conflitto che devasta il Medio Oriente da circa un secolo (anno più, anno meno). Per poter comprendere tale nuova fase di questa guerra infinita, è necessario esaminare gli aspetti che ad

Una nuova guerra in Medio Oriente?

  Le modalità con le quali, nel settore della Striscia di Gaza, l’organizzazione di Hamas ha condotto l’attacco contro lo Stato di Israele hanno drammaticamente elevato il livello della tensione che contraddistingue l’area, accrescendo il pericolo che la situazione possa evolversi dando luogo a un vero e proprio conflitto. Il

Iran: nuova diplomazia, ma stesso obiettivo

La teocrazia iraniana ha da sempre perseguito un duplice obiettivo strategico: assumere una leadership regionale affermandosi come potenza dominante nel Medio Oriente; costringere gli USA ad abbandonare l’area e allo stesso tempo detronizzare Israele. Questa è stata e rimane la direttiva geostrategica che orienta la politica dell’Iran, ciò che invece

Medioriente – il Nuovo Mondo del terzo millennio

Recentemente, nell’ambito di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nella quale dovevano essere discussi i termini per l’invio di ulteriori aiuti umanitari a favore delle aree colpite dal terremoto, che ha devastato la zona di confine tra Turchia e Siria, la Russia ha esercitato il diritto di veto bloccando,

Global South e Nuovo Mondo Multipolare

Mentre in Europa abbiamo reinventato la Guerra Fredda nell’illusione di fermare la storia, cullandoci nel decadente mito della superiorità della cultura occidentale, sorretti dalla presunzione di avere il diritto di imporre sanzioni a chiunque non condivida la nostra narrative, il mondo si è trasformato sotto i nostri occhi. Il processo

L’Impero su cui non tramonta mai il sole

La geopolitica dell’impero di Roma venne regolata da un criterio semplice ma efficace: divide et impera! E il successo di tale formula fu così elevato che, nel corso dei secoli, tale pratica venne adottata da molte altre potenze che giocarono un ruolo fondamentale nella costruzione dell’ordine internazionale. Quindi non c’è

Il manifesto di politica estera di Pechino

  Mentre in Occidente ci auto illudiamo con una narrativa di “regime” unidirezionale e ingannevole che il conflitto ucraino rappresenti l’atto estremo dell’eterna lotta tra il Bene (noi Occidentali) e il Male (il resto del mondo che non la pensa come noi), non ci accorgiamo che la Cina sta ponendo

La realpolitik di Ankara

Mentre la narrativa occidentale dà per imminente la vittoria dell’Ucraina nel revival all’inverso della Grande Guerra Patriottica e per scontata la scomparsa della Russia dalla scena internazionale, Mosca continua a svolgere un ruolo di protagonista negli altri scenari geopolitici che l’Occidente sembra aver dimenticato. Recentemente, infatti, l’attività diplomatica del Cremlino

Il piccolo mondo antico dell’Occidente

Il protrarsi del conflitto in Ucraina ha determinato la necessità fondamentale, per entrambi i contendenti sul campo, di poter accedere a fonti integrative di rifornimenti di materiale bellico, al fine di poter supportare le proprie attività e di conseguire i propri obiettivi. Gli USA e l’Europa, da lungo tempo, sono

La crisi ucraina: informazione o propaganda?

  La cronaca e l’esame analitico di come si stia sviluppando il conflitto in atto in Ucraina sono offuscate da quella che sembra essere l’unica cosa che abbia importanza nell’ambito di questa tragedia: la propaganda. Il circuito mediatico nazionale e soprattutto internazionale non produce informazione oggettiva, seria, imparziale, ma è

L’impasse

Mentre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite si consumava la rappresentazione tragicomica della inanità di questo consesso mondiale, retaggio di un mondo che non esiste più, roboante nei suoi propositi, elefantiaco nella miriade delle sue diramazioni, economicamente fallimentare, ma, soprattutto, impotente nella risoluzione dei conflitti che coinvolgono gli stessi Paesi che

Esiste un nuovo ordine mondiale

I conflitti sono sempre stati originati e condotti per ottenere risultati volti a soddisfare il conseguimento degli intendimenti strategici che le nazioni considerano essenziali per i loro obiettivi di politica nazionale. Queste ragioni sono state, poi, immancabilmente ammantate da un pesante velo di propaganda (questo è il suo vero nome!)

Una nuova NATO dopo Madrid?

Il vertice della NATO di Madrid, appena concluso, e la recentissima formalizzazione dell’ingresso di due nuovi membri nell’ambito dell’Alleanza sono stati presentati come un’altra risposta forte e decisa che il mondo occidentale ha voluto dare alla Russia. Il vertice ha inteso trasmettere l’immagine di una Alleanza compatta e determinata che

NATO – Back to the future!

La prossima settimana a Madrid si svolgerà il vertice dell’Alleanza Atlantica che dovrà definire il Concetto Strategico che guiderà la NATO verso il nuovo decennio. Il contesto geopolitico nel quale questo particolare e fondamentale appuntamento si realizza è estremamente delicato e le decisioni che saranno assunte avranno un peso specifico

La geopolitica tecnologica della Turchia

L’ascesa della importanza geopolitica della Turchia e l’aumento della sua proattività diplomatica delineano una parabola che proietta il Paese verso il conseguimento di una rilevanza strategica che, trascendendo i limiti geografici regionali, le sta facendo assumere il ruolo di potenza euroasiatica. Il percorso tracciato da Erdogan non è stato lineare,

Come la Russia vede la crisi ucraina

      Il clima mediatico occidentale sembra ritenere che il conflitto militare in Ucraina, in atto da ormai più di tre mesi, possa essere prossimo alla sua conclusione. Le sanzioni e l’insuccesso attribuito alle operazioni russe, a cui si imputa il mancato conseguimento di risultati militari definitivi, lascia ora

Svezia e Finlandia nella NATO. Cui prodest?

La notizia che la Svezia e la Finlandia abbiano recentemente formalizzato la loro richiesta di entrare a far parte della NATO è stata presentata come un colpo definitivo assestato all’avventura russa in Ucraina e come un successo politico che consente all’Alleanza di annoverare tra le sue fila anche due giganti

Il dilemma strategico della Russia

Se si esamina con attenzione una carta geografica della Russia appare evidente, anche all’occhio del neofita, che l’immensa estensione territoriale di questo paese è controbilanciata, con esito negativo, dalla pressoché assoluta mancanza di accesso diretto alle rotte commerciali oceaniche che costituiscono, da sempre, la base sulla quale si sviluppa e

Macron 2.0 :più Francia e meno Europa

Domenica prossima la Francia andrà al voto di ballottaggio per eleggere il Presidente della Repubblica. Il copione non presenta nessuna novità di rilievo, è lo stesso ormai da circa 20 anni. Due candidati che rappresentano le due anime di una nazione, da una parte il difensore dello stato di diritto

Difesa Europea? No grazie!

L’attuale crisi ucraina, in virtù dello sconvolgimento geopolitico che ha provocato, ha dato l’avvio a una molteplicità di riflessioni, di idee e di propositi da parte del mondo occidentale, e dell’Europa in particolare, volte a individuare nuove soluzioni per evitare il ripetersi di eventi simili e per continuare a garantire

Un nuovo ordine internazionale

  Il 4 febbraio scorso, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino, nella sede del China Aerospace Studies Institute, Cina e Russia hanno firmato una dichiarazione congiunta, denominata “Joint Statement of the Russian Federation and the People’s Republic of China on the International Relations Entering a

Ma l’ONU, così, serve ancora?

Il conflitto che sta sconvolgendo l’Ucraina ha messo in evidenza un vuoto pauroso nel panorama delle istituzioni internazionali che a vario titolo sono coinvolte nella risoluzione della crisi. Questo vuoto è dato dall’assenza di quella che dovrebbe essere l’istituzione primaria per il mantenimento della pace, cioè dell’ONU! Questo organismo internazionale

La Germania è uscita dal letargo. Realmente?

Negli ultimi trent’anni la posizione geopolitica della Germania è stata caratterizzata da una politica estera ondeggiante tra propositi idealistico -utopistici e interessi economici (definita con malcelato orgoglio realpolitik) che l’hanno portata a valutare (o sottovalutare) le mosse dello scomodo vicino russo con una lente di ingrandimento appannata, che ne ha

La posizione della Cina nella crisi ucraina

Lo sviluppo della crisi in Ucraina rappresenta un importante banco di prova per il corso della politica cinese in virtù dei condizionamenti futuri, che potranno incidere sia sulle decisioni strategiche sia sulle linee di azione che il Paese dovrà prendere nel condurre la propria politica estera. A premessa di quanto

Conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche

Nuova centralità Italiani all’estero: conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche Continuità di azione della Conferenza permanente tra una convocazione e l’altra; partecipazione formale del CGIE alla Conferenza Stato – Regioni; revisione e integrazione delle forme di rappresentanza degli italiani all’estero, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel tessuto dell’emigrazione italiana; potenziamento del Sistema Paese in

Armao al Comitato europeo delle Regioni: misure UE specifiche per i disastri naturali

Il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao, intervenendo oggi, in occasione della 146esima sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR), al dibattito sui disastri naturali e la risposta alle emergenze ha illustrato al Commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i gravi effetti dei

Mario Draghi alla guida del paese

Mario Draghi ha sviluppato durante gli anni della sua carriera lavorativa una visione chiara e completa dei problemi dell’economia della società contemporanea e degli strumenti da utilizzare per migliorarla. Lo dimostra sul campo in quanto uomo d’ azione, sia al tesoro negli anni novanta che a capo della BCE in

Intelligenza artificiale : verso una regolamentazione etica e responsabile

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il DDL 1146 sull’intelligenza artificiale, quale un primo passo del Governo volto alla disciplina di questa materia così attuale e nello stesso tempo così delicata e pervasiva per gli impatti che determina e sta già determinando su molteplici aspetti della nostra vita e

Servizi di Assistenza Domiciliare Privata: siglato accordo tra UN.I.COOP. e U.G.L. Salute per la tutela delle Cooperative Sociali

È stato firmato un accordo innovativo tra UN.I.COOP. (Unione Italiana Cooperative) e U.G.L. Salute per disciplinare, in modo chiaro e conforme alla normativa vigente, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) nel settore dell’Assistenza Domiciliare Privata. Si tratta di un Protocollo Modificativo del CCNL Cooperative Sociali, che rappresenta una
GoUp