Istat: le previsioni economiche italiane per il biennio 2020-21

9 Giugno 2020
3 mins read

Se l’emergenza sanitaria affrontata negli ultimi mesi sembra che la stiamo gradualmente lasciando alle spalle, lo stesso non si può dire della seria stagnazione economica che stiamo affrontando e dovremmo affrontare nei prossimi mesi.

Non è un mistero che le stringenti misure di contenimento decise dal Governo, per far fronte all’epidemia da COVID-19, abbiano determinato un profondo impatto sull’economia del nostro paese, uno shock negativo che prevedrà una lenta ripresa, considerando che negli ultimi anni l’Italia non ha mai vantato numeri rassicuranti che segnassero una solida ripresa economica. Prima dell’epidemia, già nel 2019, il ciclo economico italiano era caratterizzato da noti segni di debolezza e la stagnazione in atto era evidente. Tuttavia, i recenti provvedimenti hanno contribuito alla stagnazione economica dei mesi a venire, poiché hanno alterato le scelte e le possibilità di produzione, investimento e consumo ed il funzionamento del mercato del lavoro, come ben spiegato dall’ Istituto Nazionale di Statistica (Istat) nella sua recente pubblicazione riguardo le prospettive per l’economia italiana. A peggiorare questo scenario, inoltre, è proprio la natura pandemica del virus, per cui le misure stringenti sono state prese su scala globale, riducendo, così, gli scambi internazionali e la domanda estera rivolta alle imprese del nostro paese.

In questa circostanza, particolarmente allarmanti sono stati i dati resi pubblici dall’Istat riguardo le prospettive di crescita, o meglio, decrescita, dell’economia italiana per il biennio 2020-2021, profondamente alterate a seguito dell’emergenza COVID-19. Prima di scendere nel dettaglio dei dati numerici diffusi dall’Istat, è doveroso fare alcune precisazioni riguardo le stime fatte. Come risultato degli studi, come spiega l’Istituto, le stime numeriche che verranno presentate si basano sull’ ipotesi che la caduta della produzione sembrerebbe colpire maggiormente il secondo trimestre del 2020ancora più che il primo trimestre, riscontrando una debole ripresa produttiva per il terzo e quarto trimestre; in aggiunta ad altre assunzioni che non prevedono una seconda ondata di contagi così drammatica come quella appena sperimentata ed inoltre, fanno fede all’attuazione ed all’efficacia delle manovre economiche previste dai recenti decreti nonché all’adozione di una politica monetaria accomodante. Quest’ultima si applica durante un’espansione fiscale per evitare l’effetto spiazzamento, ovvero un aumento dei tassi di interesse che può ridurre gli investimenti, in modo da dare respiro ai mercati finanziari. Da questi presupposti, si deduce che il profondo impatto delle stringenti misure sul futuro sviluppo dell’economia italiana rimanga comunque difficile da descrivere ammette l’Istat, dati gli ampi livelli di incertezza da tenere in considerazione.

Passando, ora, alle stime numeriche previste dall’Istituto di Statistica per il 2020e 2021, si prospetta un calo netto del Pilper l’anno in corso pari a -8,3%, mentre si prevede una debole ripresaper il successivo anno pari a +4,6%del Pil. Secondo quanto riportato dalla tabella Istat sul Prospetto 1 riguardo “Previsioni per l’economia italiana – Pil e principali componenti”, diverse sono le cause di questo netto arresto della crescita economica per l’anno 2020, così riassumibili: caduta dei consumi delle famiglie e delle ISP (-8,7%), crollo investimenti (-12,5%) e un amento della spesa delle Amministrazioni pubbliche (+1,6%). Tutto questo è accompagnato da un quadro internazionale non favorevole. Come già accennato, gli effetti delle misure di contenimento avranno serie ripercussioni anche sulle maggiori economie globali, dato il crollo nel commercio mondiale che non sembra pronto a riprendersi nemmeno nei prossimi mesi. A tal proposito, secondo le previsioni economiche di primavera 2020 divulgate dalla Commissione Europea su “European Economic Forecast. Spring 2020”, si stima che l’economia dell’UE subirà una contrazione pari a -7,4% nel 2020, a fronte di una possibile contrazione economica pari al -6,5% per gli Stati Uniti e di una esigua crescita per la Cina pari a +1%, in netto calo rispetto ai ritmi di crescita del paese degli anni passati.

Passando al mercato del lavoro, i dati Istat non sembrano essere più rassicuranti. Partendo dal presupposto che l’Italia non è certo un paese che vanta un tasso occupazionale invidiabile, soprattutto a livello giovanile, nel solo mese di aprile, a seguito di indagini sulle forze di lavoro, è stato registrato un ulteriore calo dell’occupazione pari a -1,2% rispetto al mese precedente, che ha colpito, in particolare, lavoratori dipendenti a termine e lavoratori indipendenti. L’Istat stima che il calo occupazionale per il 2020 è pari a -9,3%, per poi subire un andamento inverso nel 2021 tornando al +4,1%, a seguito della ripresa economica stimata per il prossimo anno.

Se queste sono parte delle prospettive economiche rese note dall’Istat, ad oggi non ci resta che attendere l’attuazione delle tanto attese manovre economiche, nonché del progetto degli Stati generali dell’economia per il rilancio del Paese, così da mitigare, almeno in parte, gli effetti economici e sociali di questa pesante crisi.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Follow Me

Best Rated

Banner

Popular

Authors

Previous Story

IRAN: dalle proteste di novembre alla pandemia, con le denunce dell’OMPI e la condanna dell’UE

Next Story

Il sistema fieristico senza una data di riapertura destinato a morire

Latest from Blog

La nuova strategia di Hamas

  L’esito delle operazioni militari all’interno della Striscia di Gaza suscita la preoccupazione, l’angoscia e la condanna da parte dei Governi, delle Organizzazioni Internazionali e dei media occidentali unanimi nel chiedere a Israele di interrompere il conflitto ed evitare una “catastrofe umanitaria”. L’intento di questo insieme di iniziative è assolutamente

Disinnescare il fronte libanese

Quando a Ottobre dello scorso anno Hamas perpetrò il suo attacco terroristico nella striscia di Gaza ottenne, immediatamente, il pieno supporto mediatico delle milizie filoiraniane di Hezbollah. Tuttavia, anche se nei mesi successivi Hezbollah ha intensificato le sue attività offensive lungo la linea di confine, costringendo Israele ad evacuare diverse

Washington e il Medio Oriente

Negli ultimi quindici anni il centro di gravità della politica estera di Washington si è spostato dal teatro Euroasiatico a quello Indo – Pacifico come conseguenza della scelta geostrategica di contrastare in quella Regione la crescente influenza cinese tendente a realizzare un nuovo sistema di ordine globale. Questa priorità ha

Ankara e la ricerca dell’equilibrio geopolitico

In occasione della imminente visita di Putin in Turchia il Presidente Erdoǧan ha dichiarato l’intenzione di svolgere il ruolo di mediatore nell’ambito del conflitto ucraino facendosi promotore di una possibile situazione negoziale tra le due parti. L’iniziativa sembra voler sottolineare la volontà della Turchia di riprendere a svolgere quel ruolo

La situazione in Medio Oriente dopo il 7 Ottobre

L’attacco che Hamas ha condotto contro lo Stato di Israele, lo scorso 7 Ottobre, rappresenta un ulteriore episodio del conflitto che devasta il Medio Oriente da circa un secolo (anno più, anno meno). Per poter comprendere tale nuova fase di questa guerra infinita, è necessario esaminare gli aspetti che ad

Una nuova guerra in Medio Oriente?

  Le modalità con le quali, nel settore della Striscia di Gaza, l’organizzazione di Hamas ha condotto l’attacco contro lo Stato di Israele hanno drammaticamente elevato il livello della tensione che contraddistingue l’area, accrescendo il pericolo che la situazione possa evolversi dando luogo a un vero e proprio conflitto. Il

Iran: nuova diplomazia, ma stesso obiettivo

La teocrazia iraniana ha da sempre perseguito un duplice obiettivo strategico: assumere una leadership regionale affermandosi come potenza dominante nel Medio Oriente; costringere gli USA ad abbandonare l’area e allo stesso tempo detronizzare Israele. Questa è stata e rimane la direttiva geostrategica che orienta la politica dell’Iran, ciò che invece

Medioriente – il Nuovo Mondo del terzo millennio

Recentemente, nell’ambito di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nella quale dovevano essere discussi i termini per l’invio di ulteriori aiuti umanitari a favore delle aree colpite dal terremoto, che ha devastato la zona di confine tra Turchia e Siria, la Russia ha esercitato il diritto di veto bloccando,

Global South e Nuovo Mondo Multipolare

Mentre in Europa abbiamo reinventato la Guerra Fredda nell’illusione di fermare la storia, cullandoci nel decadente mito della superiorità della cultura occidentale, sorretti dalla presunzione di avere il diritto di imporre sanzioni a chiunque non condivida la nostra narrative, il mondo si è trasformato sotto i nostri occhi. Il processo

L’Impero su cui non tramonta mai il sole

La geopolitica dell’impero di Roma venne regolata da un criterio semplice ma efficace: divide et impera! E il successo di tale formula fu così elevato che, nel corso dei secoli, tale pratica venne adottata da molte altre potenze che giocarono un ruolo fondamentale nella costruzione dell’ordine internazionale. Quindi non c’è

Il manifesto di politica estera di Pechino

  Mentre in Occidente ci auto illudiamo con una narrativa di “regime” unidirezionale e ingannevole che il conflitto ucraino rappresenti l’atto estremo dell’eterna lotta tra il Bene (noi Occidentali) e il Male (il resto del mondo che non la pensa come noi), non ci accorgiamo che la Cina sta ponendo

La realpolitik di Ankara

Mentre la narrativa occidentale dà per imminente la vittoria dell’Ucraina nel revival all’inverso della Grande Guerra Patriottica e per scontata la scomparsa della Russia dalla scena internazionale, Mosca continua a svolgere un ruolo di protagonista negli altri scenari geopolitici che l’Occidente sembra aver dimenticato. Recentemente, infatti, l’attività diplomatica del Cremlino

Il piccolo mondo antico dell’Occidente

Il protrarsi del conflitto in Ucraina ha determinato la necessità fondamentale, per entrambi i contendenti sul campo, di poter accedere a fonti integrative di rifornimenti di materiale bellico, al fine di poter supportare le proprie attività e di conseguire i propri obiettivi. Gli USA e l’Europa, da lungo tempo, sono

La crisi ucraina: informazione o propaganda?

  La cronaca e l’esame analitico di come si stia sviluppando il conflitto in atto in Ucraina sono offuscate da quella che sembra essere l’unica cosa che abbia importanza nell’ambito di questa tragedia: la propaganda. Il circuito mediatico nazionale e soprattutto internazionale non produce informazione oggettiva, seria, imparziale, ma è

L’impasse

Mentre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite si consumava la rappresentazione tragicomica della inanità di questo consesso mondiale, retaggio di un mondo che non esiste più, roboante nei suoi propositi, elefantiaco nella miriade delle sue diramazioni, economicamente fallimentare, ma, soprattutto, impotente nella risoluzione dei conflitti che coinvolgono gli stessi Paesi che

Esiste un nuovo ordine mondiale

I conflitti sono sempre stati originati e condotti per ottenere risultati volti a soddisfare il conseguimento degli intendimenti strategici che le nazioni considerano essenziali per i loro obiettivi di politica nazionale. Queste ragioni sono state, poi, immancabilmente ammantate da un pesante velo di propaganda (questo è il suo vero nome!)

Una nuova NATO dopo Madrid?

Il vertice della NATO di Madrid, appena concluso, e la recentissima formalizzazione dell’ingresso di due nuovi membri nell’ambito dell’Alleanza sono stati presentati come un’altra risposta forte e decisa che il mondo occidentale ha voluto dare alla Russia. Il vertice ha inteso trasmettere l’immagine di una Alleanza compatta e determinata che

NATO – Back to the future!

La prossima settimana a Madrid si svolgerà il vertice dell’Alleanza Atlantica che dovrà definire il Concetto Strategico che guiderà la NATO verso il nuovo decennio. Il contesto geopolitico nel quale questo particolare e fondamentale appuntamento si realizza è estremamente delicato e le decisioni che saranno assunte avranno un peso specifico

La geopolitica tecnologica della Turchia

L’ascesa della importanza geopolitica della Turchia e l’aumento della sua proattività diplomatica delineano una parabola che proietta il Paese verso il conseguimento di una rilevanza strategica che, trascendendo i limiti geografici regionali, le sta facendo assumere il ruolo di potenza euroasiatica. Il percorso tracciato da Erdogan non è stato lineare,

Come la Russia vede la crisi ucraina

      Il clima mediatico occidentale sembra ritenere che il conflitto militare in Ucraina, in atto da ormai più di tre mesi, possa essere prossimo alla sua conclusione. Le sanzioni e l’insuccesso attribuito alle operazioni russe, a cui si imputa il mancato conseguimento di risultati militari definitivi, lascia ora

Svezia e Finlandia nella NATO. Cui prodest?

La notizia che la Svezia e la Finlandia abbiano recentemente formalizzato la loro richiesta di entrare a far parte della NATO è stata presentata come un colpo definitivo assestato all’avventura russa in Ucraina e come un successo politico che consente all’Alleanza di annoverare tra le sue fila anche due giganti

Il dilemma strategico della Russia

Se si esamina con attenzione una carta geografica della Russia appare evidente, anche all’occhio del neofita, che l’immensa estensione territoriale di questo paese è controbilanciata, con esito negativo, dalla pressoché assoluta mancanza di accesso diretto alle rotte commerciali oceaniche che costituiscono, da sempre, la base sulla quale si sviluppa e

Macron 2.0 :più Francia e meno Europa

Domenica prossima la Francia andrà al voto di ballottaggio per eleggere il Presidente della Repubblica. Il copione non presenta nessuna novità di rilievo, è lo stesso ormai da circa 20 anni. Due candidati che rappresentano le due anime di una nazione, da una parte il difensore dello stato di diritto

Difesa Europea? No grazie!

L’attuale crisi ucraina, in virtù dello sconvolgimento geopolitico che ha provocato, ha dato l’avvio a una molteplicità di riflessioni, di idee e di propositi da parte del mondo occidentale, e dell’Europa in particolare, volte a individuare nuove soluzioni per evitare il ripetersi di eventi simili e per continuare a garantire

Un nuovo ordine internazionale

  Il 4 febbraio scorso, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino, nella sede del China Aerospace Studies Institute, Cina e Russia hanno firmato una dichiarazione congiunta, denominata “Joint Statement of the Russian Federation and the People’s Republic of China on the International Relations Entering a

Ma l’ONU, così, serve ancora?

Il conflitto che sta sconvolgendo l’Ucraina ha messo in evidenza un vuoto pauroso nel panorama delle istituzioni internazionali che a vario titolo sono coinvolte nella risoluzione della crisi. Questo vuoto è dato dall’assenza di quella che dovrebbe essere l’istituzione primaria per il mantenimento della pace, cioè dell’ONU! Questo organismo internazionale

La Germania è uscita dal letargo. Realmente?

Negli ultimi trent’anni la posizione geopolitica della Germania è stata caratterizzata da una politica estera ondeggiante tra propositi idealistico -utopistici e interessi economici (definita con malcelato orgoglio realpolitik) che l’hanno portata a valutare (o sottovalutare) le mosse dello scomodo vicino russo con una lente di ingrandimento appannata, che ne ha

La posizione della Cina nella crisi ucraina

Lo sviluppo della crisi in Ucraina rappresenta un importante banco di prova per il corso della politica cinese in virtù dei condizionamenti futuri, che potranno incidere sia sulle decisioni strategiche sia sulle linee di azione che il Paese dovrà prendere nel condurre la propria politica estera. A premessa di quanto

Conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche

Nuova centralità Italiani all’estero: conclusa la Conferenza permanente, redatto documento con le priorità politiche Continuità di azione della Conferenza permanente tra una convocazione e l’altra; partecipazione formale del CGIE alla Conferenza Stato – Regioni; revisione e integrazione delle forme di rappresentanza degli italiani all’estero, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel tessuto dell’emigrazione italiana; potenziamento del Sistema Paese in

Armao al Comitato europeo delle Regioni: misure UE specifiche per i disastri naturali

Il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao, intervenendo oggi, in occasione della 146esima sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR), al dibattito sui disastri naturali e la risposta alle emergenze ha illustrato al Commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i gravi effetti dei

Mario Draghi alla guida del paese

Mario Draghi ha sviluppato durante gli anni della sua carriera lavorativa una visione chiara e completa dei problemi dell’economia della società contemporanea e degli strumenti da utilizzare per migliorarla. Lo dimostra sul campo in quanto uomo d’ azione, sia al tesoro negli anni novanta che a capo della BCE in

Intelligenza artificiale : verso una regolamentazione etica e responsabile

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il DDL 1146 sull’intelligenza artificiale, quale un primo passo del Governo volto alla disciplina di questa materia così attuale e nello stesso tempo così delicata e pervasiva per gli impatti che determina e sta già determinando su molteplici aspetti della nostra vita e

Servizi di Assistenza Domiciliare Privata: siglato accordo tra UN.I.COOP. e U.G.L. Salute per la tutela delle Cooperative Sociali

È stato firmato un accordo innovativo tra UN.I.COOP. (Unione Italiana Cooperative) e U.G.L. Salute per disciplinare, in modo chiaro e conforme alla normativa vigente, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) nel settore dell’Assistenza Domiciliare Privata. Si tratta di un Protocollo Modificativo del CCNL Cooperative Sociali, che rappresenta una
GoUp