Coronavirus, le novità in Francia

6 Maggio 2020
4 mins read

Il 2 maggio, dopo un Consiglio dei Ministri straordinario, il Governo francese ha annunciato di voler estendere lo stato d’emergenza sanitaria fino al 24 luglio. Quest’ultimo non si concluderà dunque con il déconfinement programmato dall’11 maggio e paradossalmente, all’occorrenza, potrebbero essere adottare delle misure più restrittive rispetto a quelle già imposte. Nel frattempo, lo stesso piano di déconfinement, dopo esser stato approvato dall’Assemblea Nazionale è stato respinto dal Senato, sebbene i due voti siano simbolici e non abbiano alcun impatto sull’avvio della strategia del governo. In una Francia impegnata a fronteggiare l’emergenza emerge poi un dato che potrebbe riscrivere la cronologia della pandemia: è stato, infatti, accertato un caso di Covid-19 risalente al 27 dicembre, quasi un mese prima del primo contagio ufficiale-24 gennaio- registrato Oltralpe.

 Il nuovo disegno di legge

Dopo un Consiglio dei ministri straordinario, tenuto sabato 2 maggio, il Ministro della sanità Olivier Véran ed il Ministro dell’interno, Christophe Castaner, hanno chiarito il contenuto del Disegno di legge che estende lo stato d’emergenza fino al 24 luglio e specifica le misure che si applicheranno in merito alla quarantena ed all’isolamento delle persone risultate positive. Il testo, che contiene sette articoli, mira a “consolidare il quadro giuridico” e ad ampliarlo per “integrare le questioni del deconfinamento”, che dovrebbe iniziare l’11 maggio. I due ministri hanno pertanto chiarito la strategia nazionale per la prossima fase della gestione del virus, le cui linee principali erano state presentate all’Assemblea nazionale il 28 aprile dal Primo Ministro, Edouard Philippe.

Olivier Véran ha sottolineato che non sarà “un semplice passo indietro: dovremo vivere per un po’ con il virus”. Il Ministro ha poi dichiarato che non è il momento di rilassarsi nella lotta contro il virus, in caso contrario “tutti questi sforzi fatti mirabilmente dai francesi sarebbero stati vani”. Inizialmente, il Ministro della Salute ha annunciato che la quarantena sarà obbligatoria per “chiunque entri nel territorio” ma il Palazzo dell’Eliseo ha poi chiarito che questa misura non riguarderà i viaggiatori provenienti dall’Unione Europea, dalla zona Schengen o dal Regno Unito, qualunque sia la loro nazionalità. “Un decreto, su proposta degli scienziati, definirà la durata, le condizioni di accesso ai beni essenziali, il follow-up medico che sarà organizzato” ha aggiunto Véran specificando che la misura riguarderà gli asintomatici, mentre per coloro che sviluppano sintomi, l’isolamento sarà obbligatorio. D’altro canto, saranno imposte misure di isolamento per le persone risultate positive già presenti sul territorio francese, ma il governo non ha adottato misure coercitive in caso di mancato rispetto di tale isolamento. “I francesi continueranno ad essere responsabili; non è necessario introdurre misure nella legge per costringerli a rimanere a casa” ha dichiarato Véran. Lo stesso Edouard Philippe, il 28 aprile aveva spiegato: “Lasceremo la scelta alla persona testata positiva di isolarsi a casa, il che comporterà il confinamento di tutta la casa per quattordici giorni, oppure isolarsi in un luogo messo a sua disposizione, in particolare in hotel requisito”. Il Ministro della Salute ha inoltre annunciato che la tracciabilità dei contatti delle persone risultate positive non verrà effettuata con un’applicazione telefonica. “A partire dall’11 maggio no, non ci sarà alcuna applicazione StopCovid disponibile nel nostro paese e il Primo Ministro è stato molto chiaro: se questo tipo di applicazione dovesse vedere la luce del giorno, ci sarebbe un dibattito specifico in Parlamento , nulla è cambiato da quel punto di vista” ha dichiarato il Ministro distinguendo quattro tipologie di “contact tracing” esercitate dal personale sanitario, dall’assicurazione sanitaria, dalle Agenzie regionali e infine dalla sanità pubblica francese con la direzione generale della sanità.

“L’11 maggio, se le condizioni saranno soddisfatte, la regola generale tornerà ad essere la libertà di movimento e i francesi non dovranno più produrre un certificato per uscire per strada” ha dichiarato il Ministro dell’Interno, Christophe Castaner, confermando altresì la sua intenzione di rendere obbligatoria l’uso delle mascherine nel trasporto pubblico. Per quanto riguarda i negozi, il Ministro ha avvertito che riapriranno solo se verranno rispettate le misure di precauzione: “Stiamo lasciando la scelta binaria tra apertura e chiusura: sarà ora possibile assoggettare l’apertura di uno stabilimento a condizioni specifiche”. Al fine di applicare queste regole, il disegno di legge prevede altresì l’estensione dei poteri di verbalizzazione a diverse categorie di agenti che potrebbero, a partire dall’11 maggio, “riconoscere il mancato rispetto delle norme di emergenza sanitaria e punirlo”. “È un contributo considerevole, è un segno di fiducia. È per darci tutte le possibilità affinché il deconfinamento avvenga nelle migliori condizioni sanitarie possibili” ha precisato Christophe Castaner, appellandosi al “civismo dei francesi”.

Il testo del disegno di legge, dopo l’analisi del Senato e dell’Assemblea Nazionale, passerà all’adozione definitiva prima del fine settimana.

La posizione del Senato e la scoperta di un caso positivo a dicembre

Il 4 maggio, il Senato francese, con una maggioranza di seggi appartenenti ai partiti di destra, non ha convalidato la strategia di deconfinamento del governo con un’astensione “massiccia” da parte dei senatori di Les Républicains (LR) e un voto contrario dei gruppi socialisti e comunisti. Presentato dal Primo Ministro, il piano è stato, invece, approvato il 28 aprile dall’Assemblea Nazionale, a maggioranza di deputati appartenenti a La République en Marche. I due voti all’Assemblea Nazionale ed al Senato rimangono prettamente simbolici e non hanno alcun impatto sull’avvio del déconfinement, ciò che conta è il cambio di atteggiamento da parte del Senato francese: inizialmente conciliante nell’ affrontare l’epidemia, l’istituzione francese ha poi cambiato tono, ponendo persino la minaccia di un rinvio al Consiglio costituzionale se la questione della responsabilità delle autorità locali nella gestione del deconfinamento non fosse risolta.

 

In un quadro già di per sé complesso si aggiunge un ulteriore dato rilevante: è stato infatti accertato un caso di Covid-19 risalente al 27 dicembre, quasi un mese prima del primo contagio ufficiale-24 gennaio-registrato nel territorio francese. Il caso è stato scoperto dall’ospedale Jean-Verdier di Bondy, nella banlieue parigina, dove sono stati riesaminati i tamponi di pazienti ricoverati con polmonite nel mese di dicembre. Sarà, dunque, necessario riscrivere la cronologia dell’epidemia in Francia, primo Paese europeo a dichiarare il ricovero di pazienti Covid 19.

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