Eventi e spettacolo dopo il virus #tuttocambiera’

19 Aprile 2020
5 mins read

La visione di Fabrizio Borni Produttore di Eventi, Mediatore Culturale, Autore e Regista.Chissà forse l’hashtag avrebbe potuto essere “tutto cambierà” anzichè “andrà tutto bene”.


E non è detto che questo cambiamento sia poi un male. Dalla mia esperienza e studiando attentamente come il nostro Paese ha affrontato e sta affrontando la crisi legata al Virus, penso che questa mia visione non si discosti tanto da una prossima realtà.
La mia considerazione non ha la presunzione di essere una verità assoluta, ma una valutazione che può essere, discussa, smentita o comunque commentata.
E’ solo frutto di trent’ anni di esperienza nel mondo della produzione e della formazione di eventi, del cinema, e della mediazione culturale.
Cominciamo proprio dagli eventi e dall’intrattenimento. E’ evidente che chissà per quanto tempo concerti come quello di Vasco Rossi a Imola, Tour di Jovanotti; eventi come il Romics, il Salone del libro di Torino…il Ferragosto sulla spiaggia, ma anche il Carnevale di Viareggio, I Capodanno in Piazza non si potranno più fare e non sono certo eventi che possono essere fatti a porte chiuse come una partita di calcio.
I concerti potranno essere organizzati sul modello di quello fatto recentemente da Lady Gaga che ha unito diversi artisti che dalle proprie case hanno suonato e cantato tutti insieme. Magari si farà un accesso a pagamento su una piattaforma e tutti potranno vedere il concerto di qualunque artista da casa e forse interagire con lo stesso. Niente code, viaggi, gadget, bodyguard e sudore.
Le discoteche probabilmente chiuderanno per chissà quanto tempo. I titolari o I gestori dovranno adeguarsi al cambiamento. Si, ma come? Facendo entrare le persone con mascherine e guanti e facendo ad ognuno il tampone? Impossibile. Sarà un duro colpo per questo settore e molti giovani dovranno rivedere il loro modo di “sballarsi” o passare il sabato sera.
Probabilmente questo rallenterà l’uso di droga, rallenterà dico, e farà si che che quegli idioti che spruzzavano peperoncino nelle sale magari si ravvedano. Sicuramente meno alcol nello stomaco e meno stragi del sabato sera. Ma ai posteri la sentenza.
Il teatro credo che subirà un colpo fortissimo. Non è immaginabile una platea con persone sedute a distanza. E come era organizzato il Teatro di ieri, domani porterà attori e piccole compagnie ad esibire la propria arte in altro modo. Magari virtualmente con spettacoli sul web dietro un basso compenso. Ma avranno di che vivere?
Il Cinema cambierà ma si continuerà a produrre. I film prodotti in maniera diversa da quella tradizionale arriveranno subito nelle case attraverso le piattaforme che tutti conosciamo. Del resto anche il cinema, le multisala, sono veri e propri luoghi di aggregazione ed è quindi impensabile anche li l’ingresso a scaglioni.
La produzione cinematografica dovrà svilupparsi su un modello che in America è già in attività e si sta sempre più espandendo, il Virtual Cinematography. Si produrrà con troupe molto ridotte e sempre più in interni. In teatri di posa dove ci saranno tecnologie avanzate per ricreare ambienti esterni ed interni di ogni tipo senza allontanarsi. Le comparse verranno fatte al computer. Esistono già dei siti dove vedere gli effetti di queste produzioni e rendersi conto di come il virtuale superi addirittura la realtà. E’ una tecnologia molto costosa ma pare che in Cina la stiano realizzando a prezzi molto più vantaggiosi, intorno ai 250.000 dollari.
Anche I Festival diventeranno virtuali. Le giurie guarderanno I film in casa o in ufficio e poi comunicheranno attraverso il web il loro giudizio.
Sarà difficile immaginare grandi congressi, Expo e la formazione in aula. Si farà formazione on line attraverso piattaforme specifiche tipo Zoom che però non funziona benissimo. Quindi un buon business sarà quello di creare nuove app in tal senso. Non credo si potranno vedere per un bel pò le grandi aule da 100/200 persone…ma forse sarà un vantaggio: meno show e adrenalina e più qualità, attenzione e contenuti.
Anche I ristoranti cambieranno. Certo perchè se pensiamo che un ristorante di 60 coperti potrà servirne solo 20/25 non possiamo immaginare che mantenga gli stessi prezzi che faceva prima. Ne andrà a favore probabilmente della qualità della cucina e del servizio, ma il ristorante diventerà un lusso come tante altre cose…ad esempio I viaggi.
Negli anni ’50/60/70 e fino a metà degli anni 80 andare in crociera era per pochi. Un lusso. Così come viaggiare. Pensate che I treni abolirono la terza classe con gli scomodi sedili di legno solo nel 1956. Fu un inizio per avvicinare le classi sociali e far sentire meno la differenza tra proletari e borghesi.
I voli aerei costavano un patrimonio. Pochi potevano andare in California o a Tokyo. Ieri, prima del Virus, potevano farlo un pò tutti, anche semplici studenti, operai; anche precari che riuscivano magari a mettere da parte un pò di soldi e grazie all’applicazione più conveniente prenotare il viaggio da sogno alle Maldive o in Thailandia alla metà del prezzo utile per andare in Sardegna.
Il risultato fu che il turismo diventò di massa. Una grande cosa, meravigliosa, ma che nel prossimo futuro sarà molto probabilmente diverso. Quindi se gli aerei, I treni, le navi da crociera dovranno ridimensionare il numero dei viaggiatori, probabilmente I prezzi aumenteranno di nuovo e quel tipo di vacanze saranno un privilegio per pochi.
Anche gli alberghi subiranno un duro colpo e la montagna si rifarà sul mare dopo anni di predominio turistico da parte di quest’ultimo. Si rivaluterà il camper per la famiglia che potrà viaggiare senza troppe ristrettezze.
Credo che gli artigiani verranno rivalutati, così come I piccoli negozi. Le botteghe, le pescherie, I macellai, le enoteche. La gente sarà sempre più stanca di fare file ai supermercati e cercherà il suo punto di fiducia per il pesce, la carne o la verdura.
Lo stesso varrà per il commercio. Penso all’abbigliamento. I grandi Outlet che il sabato e la domenica erano più affollati del Maracanà durante una finale, subiranno un grande calo. La gente tornerà a comprare nei piccoli negozi e magari scoprirà di nuovo le sartorie. Una camicia su misura costa un pò di più ma dura in eterno.
Si apprezzerà quindi la qualità e la cura delle cose e non si correrà più dietro al frenetico shopping dell’usa e getta. Il Black Friday sarà un ricordo.
Grande sofferenza per I parchi giochi che non so in che modo potranno riprendersi. Costi di gestione altissimi e molti dei quali già in perdita prima del Virus.
Forse si apprezzerà di più l’arte e la cultura. Si leggerà di più, si scriverà addirittura. In questo periodo di segregazione la lettura è stata un buon passatempo e finalmente ha coinvolto di più le persone.
E le palestre? Le megapalestre? Chissà, magari diventeremo davvero tutti runners e torneremo a fare movimento nei parchi, anche quelli cittadini.
Una cosa buona è che non dovremmo più vedere prostitute per la strada. E siccome il mestiere più antico del mondo pare che non muoia mai, magari sarà la scusa per regolamentare la professione e far si che le “Escort” lavorino in sicurezza in ambienti puliti dietro appuntamento.
Insomma un bello stravolgimento dove però chi ne ha guadagnato di sicuro è l’ambiente. Ce lo dimostrano I delfini al porto di Ostia, le famiglie di paperelle in giro sicure per le vie della Città, I Cervi al centro dei borghi di montagna. I cinghiali per le vie di Roma…a no scusate quelli c’erano pure prima.
E forse le famiglie che in questi giorni di quarantena o si sono divise per sempre o hanno scoperto quello che da tempo non ricordavano di avere: il dialogo.
Ci sarà forse più complicità tra gli inquilini di un palazzo e magari nuove amicizie e si litigherà di meno nelle assemblee condominiali, ma forse qui sto esagerando.
Comunque credo che le cose andranno più o meno così. E se invece si tornerà a come era prima allora già sapremo cosa fare, ma una cosa dovremmo però chiedercela: cosa abbiamo imparato da questa straordinaria situazione?
A ognuno di noi la risposta.

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