La risposta dell’Unione europea al coronavirus

28 Febbraio 2020
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Sostenere gli Stati membri dell’UE e rafforzare gli sforzi internazionali finalizzati ad ostacolare la diffusione del COVID-19: questi sono gli imperativi della Commissione europea per far fronte all’emergenza sanitaria. Ciò include un costante coordinamento con gli Stati membri per condividere informazioni, valutare le esigenze e garantire una risposta coerente a livello di UE. La Commissione è, inoltre, impegnata nel finanziamento della ricerca, nell’offerta di sostegno attraverso il meccanismo di protezione civile dell’UE e nel sostegno alla Cina attraverso forniture mediche di emergenza.

232 milioni dalla Commissione europea
Il 13 febbraio, il Consiglio sanitario straordinario dell’EPSCO, che riunisce i ministri responsabili dell’occupazione, degli affari sociali, della salute e della politica dei consumatori di tutti gli Stati membri dell’UE, ha discusso in merito alle misure da adottare per limitare la diffusione del virus COVID-19. In risposta alle conclusioni del Consiglio ed al fine migliorare la prevenzione ed il contenimento del virus, la Commissione europea ha annunciato un finanziamento pari a 232 milioni di euro, in linea con il finanziamento alla ricerca di emergenza, di 10 milioni di euro, reso disponibile nelle prime fasi dell’epidemia.
Una parte del pacchetto di aiuti disposto dalla Commissione avrà effetto immediato tramite l’assegnazione a specifici settori, il resto, invece, sarà sbloccato ed attivato nei prossimi mesi.
I nuovi fondi UE mirano a contribuire all’individuazione ed alla diagnosi del virus, all’assistenza dei contagiati ed a prevenire l’ulteriore diffusione.
Nel dettaglio, 114 milioni sosterranno l’Organizzazione Mondiale della Sanità- OMS, con particolare riferimento al piano globale di preparazione e risposta, al fine di fronteggiare l’emergenza di sanità pubblica nei paesi con sistemi sanitari deboli e con resilienza limitata. Parte di questi finanziamenti è subordinata all’accordo delle autorità di bilancio dell’Unione europea.
15 milioni saranno assegnati al continente africano, in particolare ad enti come l’Istituto Pasteur Dakar in Senegal, al fine di sostenere misure quali la diagnosi rapida e la sorveglianza epidemiologica.
110 milioni sono indirizzati al contenimento ed alla prevenzione, di cui fino a 90 milioni nell’ambito del partenariato pubblico-privato con l’industria farmaceutica e 10 milioni a favore della ricerca epidemiologica, diagnostica, terapeutica e sulla gestione clinica.
Infine, 3 milioni sono stati assegnati al meccanismo di protezione civile dell’UE, per facilitare, nel dettaglio, i voli di rimpatrio dei cittadini dell’Unione da Wuhan, come già accaduto in 447 casi.

Gli organismi coinvolti
La Commissione europea dispone di un centro di coordinamento di risposta alle emergenze attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che coordina i voli di rimpatrio con gli Stati membri dell’UE. Il meccanismo UE permette la copertura fino al 75% dei costi di trasporto di tali voli di rimpatrio. La Commissione europea, attraverso lo stesso, coordina altresì la consegna di forniture mediche di emergenza in Cina: a partire dal 21 febbraio, Francia, Germania, Italia, Lettonia ed Estonia hanno, così, fornito oltre 30,5 tonnellate di dispositivi di protezione individuale alla Cina.
Ai sensi della Decisione sulle minacce sanitarie transfrontaliere, la Commissione si coordina con gli Stati membri attraverso tre meccanismi chiave: il sistema di allarme e risposta precoce; il comitato per la sicurezza sanitaria; la rete dei comunicatori del Comitato per la sicurezza sanitaria.
Il cosiddetto “organo esecutivo dell’Unione” opera con il sostegno delle pertinenti agenzie dell’UE, in particolare con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA).

Le dichiarazioni
“Con l’aumentare dei casi di contagio, la salute pubblica è la massima priorità. La comunità internazionale deve lavorare insieme per migliorare la preparazione ovunque nel mondo”-ha dichiarato la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen-“L’Europa vuole avere un ruolo di primo piano”.
Il Commissario europeo responsabile per la Gestione delle crisi e coordinatore della risposta alle emergenze dell’UE, Janez Lenarčič, ha affermato “Con oltre 2 600 vittime accertate, non c’è altra scelta se non prepararsi a tutti i livelli. Il nostro nuovo pacchetto di aiuti sosterrà l’Organizzazione mondiale della sanità e garantirà finanziamenti mirati per fare in modo che i paesi con sistemi sanitari più deboli non siano lasciati indietro. Il nostro obiettivo è contenere l’epidemia a livello globale”.

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