Difesa e sicurezza europea: nuovi progetti PESCO e Alleanza atlantica nel mirino

14 Novembre 2019
3 mins read

13 progetti in materia di difesa e sicurezza da avviare nel quadro della PESCO, la Cooperazione strutturata permanente dell’Unione europea: questo il frutto della decisione adottata dal Consiglio che il 12 novembre ha riunito i ministri della difesa degli Stati membri dell’UE. La prima serie di 17 progetti era stata adottata formalmente il 6 marzo 2018, la seconda serie il 20 novembre 2018.

Sale così a 47 il numero di progetti attualmente esistenti. Nel dettaglio, cinque dei nuovi progetti sono relativi alla formazione, ad esempio in materia di ciberdifesa e difesa in termini di immersione, tattica, medica, nonché chimica, biologica, radiologica e nucleare (CBRND). Altri progetti avviati sono, invece, focalizzati sul rafforzamento delle azioni collaborative dell’Unione europea e sullo sviluppo di capacità marittime, aeree e spaziali.

La PESCO, prevista dal Trattato di Lisbona del 2009 ed avviata con una decisione dell’11 dicembre 2017, ha instaurato una collaborazione più stretta tra gli Stati membri dell’Unione europea nel settore della sicurezza e della difesa. Ciò consente, ai paesi che lo desiderano e che sono in grado di farlo, di sviluppare capacità di difesa congiunte, di investire in progetti comuni e di accrescere la prontezza ed il contributo a livello operativo delle forze armate di ciascuno Stato. Attualmente gli Stati membri partecipanti alla Cooperazione strutturata permanente sono 25: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Non richiedendo l’adesione di tutti gli Stati membri per poter essere avviata, la PESCO appare, così, simile ad una cooperazione rafforzata,

In concreto, l’obiettivo primario è il finanziamento e la realizzazione di progetti di sviluppo delle capacità e delle strumentazioni militari. Ciascun progetto è portato avanti da un gruppo di stati membri che può variare di volta in volta ed è coordinato da uno o più di essi. Inoltre, gli Stati partecipanti al progetto, possono, di comune accordo, permettere ad altri stati membri di aderire al progetto o di diventarne osservatori.

In seno al Consiglio del 12 novembre, il ministro della difesa finlandese, Antti Kaikonen, ha delineato alcune delle sfide della PESCO, affermando che “l’Unione ha compiuto passi avanti negli ultimi anni nella difesa europea”.

Alla riunione del Consiglio non era presente il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ciononostante i suoi recenti commenti relativi alle effettive capacità della NATO hanno provocato delle reazioni a Bruxelles. Facendo luce sul calo dell’impegno per l’Alleanza atlantica da parte degli Stati Uniti, Macron, in un’intervista rilasciata al settimanale The Economist, ha, infatti, affermato che l’organizzazione è ormai “in stato di morte cerebrale”. Secondo il Presidente francese l’Alleanza atlantica assume sempre più le sembianze di “una scatola vuota” a causa della mancanza di coordinamento tra Stati Uniti ed Europa e del comportamento unilaterale della Turchia sul terreno siriano. “Non c’è alcun coordinamento nelle decisioni strategiche degli Stati Uniti con i partner e stiamo assistendo ad un’aggressione guidata da un altro stato NATO, la Turchia, in un’area in cui sono in gioco i nostri interessi” queste le parole di Macron in riferimento all’offensiva turca in Siria. Il Presidente francese ha poi aggiunto che “Quel che e’ successo e’ un problema enorme per la NATO”.

Queste parole hanno suscitato polemiche provenienti dagli altri Paesi che si situano sotto l’ombrello atlantico. La Cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha affermato di non condividere la visione “radicale” del Presidente francese. “Credo che una dichiarazione del genere non fosse necessaria” ha dichiarato la Cancelliera a margine di un incontro con il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. “Il punto di vista di Macron non mi trova affatto d’accordo, anche se abbiamo problemi la nostra alleanza è perfettibile” ha poi concluso la Merkel. “Non sono d’accordo con Macron, e non è quello che ha detto. Ha detto, in inglese, la Nato ” sta affrontando la morte cerebrale “, quindi non si è ancora verificato questo. È vero il contrario: abbiamo due organizzazioni funzionanti, l’alleanza militare da una parte, ma soprattutto l’Unione europea” ha commentato il Ministro per la difesa austriaco, Thomas Starlinger. Il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha, invece, ribadito la richiesta da parte degli USA di una migliore “condivisione dell’onere finanziario della Nato”, seppur, a margine di una conferenza stampa tenuta a Lipsia, abbia ricordato come l’Alleanza atlantica sia rimasta “storicamente una delle più importanti partnership strategiche”.

Dal canto suo, Emmanuel Macron, parlando al Forum della pace di Parigi, ha definito i critici “ipocriti” perché si sono rifiutati di riconoscere quelle che ha definito “inefficienze delle organizzazioni internazionali”.

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