Parlamento europeo riunito a Strasburgo, si vota sul bilancio UE 2020

25 Ottobre 2019
3 mins read

Il Parlamento europeo si è riunito nella sessione plenaria a Strasburgo dal 21 al 24 ottobre 2019. In questa plenaria diversi sono stati i temi affrontati: gli ultimi sviluppi sulla questione Brexit, il voto sul prossimo bilancio europeo, la valutazione finale per la Commissione Juncker e il Premio Sacharov. In particolare, martedì 22 i deputati hanno discusso la posizione del Parlamento europeo per quanto riguarda il Bilancio dell’Unione 2020 e mercoledì vi è stata la votazione.

Al centro della discussione sul Bilancio UE 2020 vi è stata la questione climatica, o meglio la tutela del clima. Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione approvando il progetto di risoluzione con 529 voti a favore, 130 contrari e 43 astensioni. È importante sottolineare che per i deputati il Bilancio UE 2020 – ultimo del Quadro Finanziario Pluriennale – sia l’ultima opportunità per realizzare gli impegni politici assunti per tale periodo, anche per ciò che riguarda il raggiungimento dell’obiettivo climatico dell’UE. L’esercizio del potere di bilancio prevede di fissare l’importo complessivo e la distribuzione delle spese annuali dell’Unione Europea, così come anche le entrate necessarie a coprirle. È fondamentale dunque la fase di preparazione e adozione del bilancio, perché saranno determinate in questo momento le spese e le entrate future. Il parlamento europeo, pur accettando la proposta di bilancio presentata dalla Commissione, è andato a rafforzarla aggiungendo più di due miliardi di euro per la tutela del clima, aumentando i fondi per lo YEI – Youth Employment Initiative – per il programma Erasmus+, per le piccole e medie imprese, per ricerca, digitalizzazione, migrazione e politica estera e di aiuti umanitari. Circa il 93% del bilancio europeo viene speso per finanziare attività e progetti all’interno e all’esterno dei Paesi membri, considerando che le risorse vengono poi destinate a cittadini, regioni, città, agricoltori, ricercatori, studenti, ONG ed imprese: si tratta dunque di un bilancio principalmente di investimenti.

L’impegno dei deputati è stato quello di stanziare circa 171 miliardi di euro di bilancio (da investire nei prossimi anni a partire dal 2020), aumentando di circa 2,7 miliardi di euro rispetto all’originario progetto previsto dalla Commissione. Solo per quanto riguarda il prossimo anno invece, saranno spesi in modo concreto 159 miliardi di euro. La relatrice generale per il Bilancio UE 2020 Monika Hohlmeier ha dichiarato “Il voto odierno sul bilancio 2020 dimostra l’unità del Parlamento e l’intesa comune tra i gruppi politici: gli obiettivi ambiziosi sul clima e la tutela dell’ambiente possono andare di pari passo con i programmi che creano nuovi posti di lavoro, che sostengono le strutture europee di ricerca e sviluppo e che rafforzano la competitività”; l’eurodeputata ha inoltre aggiunto che “i deputati hanno confermato l’impegno a rafforzare il sostegno all’Iniziativa per l’occupazione giovanile, il programma di scambio Erasmus+ e DiscoverEU”. Si ritiene priorità globale del Parlamento europeo proprio contrastare l’emergenza climatica e rafforzare la competitività economica europea. L’Unione Europea ha stabilito l’obiettivo del 20% di spesa legata al clima per gli anni 2014-2020 ma tale obiettivo non è stato raggiunto poiché nel 2014 la spesa per l’azione climatica è stata piuttosto bassa, inferiore al 14%. Ora invece, il Parlamento vuole contribuire significativamente all’innovazione e alla ricerca per l’azione climatica, quindi anche alla digitalizzazione e alla ricerca universitaria. A dimostrazione del fatto che la questione climatica è una priorità, la protezione ambientale continua anche con le politiche agricole comuni e lo sviluppo del programma LIFE+. Nonostante l’aggiunta dei 2 miliardi di euro alla proposta della Commissione sulla spesa per il clima, l’Unione Europea non riuscirà a destinare il 20% della spesa ai problemi climatici poiché nel 2014 la spesa è stata bassa e non si è posto rimedio neanche nei sei anni successivi. Tuttavia, la proposta del 2020 sembra essere al di sopra dell’obiettivo del 20%, dato che l’argomento clima è divenuto così importante.

Data l’importanza e l’attualità della questione, è importante sottolineare che in caso di Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’UE, la relatrice per il bilancio Hohlmeier si dice preparata. “Il Regno Unito non può metterci sotto pressione. Se ci sarà una Brexit difficile, dovremo cambiare il piano di bilancio. Ma sappiamo già che le squadre di ricercatori nel Regno Unito stanno avendo difficoltà a continuare i loro progetti e la cooperazione con l’UE”, aggiungendo che il Regno Unito probabilmente finirà comunque per contribuire a molti programmi, anche negli ambiti di sicurezza ed agricoltura.

Il Consiglio ha comunicato al Parlamento europeo di non poter accettare tutti gli emendamenti per il bilancio per il 2020 adottati nella seduta plenaria, dunque si dovrà avviare un processo di conciliazione di tre settimane, che inizierà il 29 ottobre: il Consiglio e il Parlamento avranno tempo fino al 18 novembre per trovare un compromesso. Il voto ha dato il via a tre settimane di colloqui definiti “conciliativi” con il Consiglio: si ha l’obiettivo di raggiungere un accordo in tempo utile così da far votare il bilancio del prossimo anno dal Parlamento nella sessione plenaria di novembre; in caso di mancato accordo, la Commissione dovrà presentare un nuovo progetto di bilancio.

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