Trump e Macron, si alla Russia nel G7

22 Agosto 2019
2 mins read

La Russia potrebbe essere riammessa al tavolo del G7, dopo essere stata sospesa nel 2014 a causa della crisi tra Mosca e Kiev riguardante la Crimea. Questa penisola situata nel Mar Nero, prima parte del territorio dell’Ucraina, ma dopo il contestato referendum, sotto la gestione russa. Nel 2016 la Crimea è stata ammessa nel circondario federale meridionale della Federazione Russa e per la prima volta, sempre nello stesso anno, i suoi cittadini hanno potuto prendere parte alle elezioni parlamentari indette da Mosca per la Duma nazionale.

Durante le vicende della Crimea, la Russia ricevette moltissime critiche e sanzioni sia dall’Unione europea sia dagli Stati Uniti, tanto che su proposta dell’allora Presidente americano Barak Obama, la Russia venne sospesa ed estromessa dalle riunioni fino al suo ritiro volontario. In questi ultimi anni si è continuato a parlare di una possibile riammissione della Federazione senza però riuscire a concretizzarlo per la mancanza di una volontà politica comune.

Ma lo scenario potrebbe essere maturo per un cambiamento radicale, poiché il Presidente statunitense Donald Trump ha aperto e auspicato pubblicamente che Mosca possa sedersi di nuovo al tavolo insieme “ai grandi della terra”, criticando aspramente la decisione del suo predecessore, bollata come un’azione personale contro il Presidente Putin. Questa volta c’è anche l’appoggio del Presidente francese Emmanuel Macron, che dalla sua residenza estiva di Fort Brégancon, durante una telefonata con il suo corrispettivo statunitense, ha dichiarato la speranza di un ricongiungimento di Mosca con il Forum, ipotizzando di estendere l’invito alla Federazione per il meeting che si terrà il prossimo anno. Legando però questo atto alla risoluzione della questione ucraina, con un conseguente miglioramento dei rapporti anche con l’Unione europea e secondo quanto riportato dalla CNN, è stato proprio il Presidente francese a proporre il ritorno della Russia nel G7, aiutato anche dell’incontro della scorsa settimana tra Macron e Putin dove si è ampiamente discusso proprio di questi argomenti.

Ma da Mosca arriva un parziale raffreddamento di questa ipotesi, poiché il Presidente Putin si è detto favorevole ad un invito al prossimo incontro, ma avverte che secondo le condizioni che sono state espresse fino a questo momento sarebbe inutile. Gli fa eco la portavoce del Ministero degli esteri russo Maria Zakharova, che ha annunciato durante un’intervista radiofonica che devono arrivare proposte concrete dalle controparti e poi verranno esaminate dal governo. Non chiudendo così alla possibilità di un ritorno della Russia, ma sicuramente raffreddando l’ottimismo avanzato dopo le prime ore dall’annuncio fatto dai due leader.

Ci sono ancora importanti nodi da sciogliere, uno di questi è senza dubbio la Crimea, poiché il governo di Mosca ha fatto trasparire che non ha nessuna intenzione di abbandonare la propria influenza sulla la penisola, che era stato il motivo della sospensione della Russia nel 2014 e anche uno dei territori di più aspra contesa tra Mosca e l’Unione europea.

 Ma si pone all’orizzonte anche una nuova questione cioè, il ritorno di Mosca bloccherebbe l’entrata dei candidati che ormai da tempo spingono per poter ottenere quel seggio, primi tra tutti la Cina e l’India.

 

 

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