Kurdistan iracheno: fra gli orrori, una vittoria

10 Agosto 2015
2 mins read

La solidarietà non conosce confini. Ed è così che nel turbinio dell’instabilità che da mesi travolge il Medio Oriente, ad Hamdanyia, città del Kurdistan iracheno, recentemente liberata dal controllo dell’Isis dai Peshmerga curdi, ha aperto i battenti – grazie ad una cordata tutta italiana – il primo centro medico dedicato esclusivamente alla cura della talassemia. Il peso della malattia nell’area curda è alta. Le percentuali note rivelano una incidenza del 15-20% sulla popolazione che grava in particolare sui bambini nati dalle unioni fra consanguinei, individuate come causa principale della sua diffusione. Nella Regione Autonoma del Kuridstan iracheno i bambini colpiti da talassemia sono 5.000 fra Erbil (1.700), Sulaymania (1.300) ed il restante fra le città di Duhok e Kirkuk. L’imput per costruire il centro è partito da una città romagnola, Lugo, sede di IPB-Italia, associazione che rappresenta l’ Ufficio Regionale Autonomo di IPB di Ginevra, la più antica e vasta Federazione Mondiale di associazioni di pace. La lotta alla talassemia è stata avviata in modo consistente da IPB-Italia qualche anno fa a seguito del progetto “Salviamo Fatma” il cui obiettivo era quello di salvare la piccola Fatma, bimba curda originaria della città di Halabja, tristemente nota per la strage del 1988 provocata dall’uso di armi chimiche, affetta da talassemia. “Salvare anche solo un bambino affetto da talassemia era una cosa certamente lodevole e importante, ma IPB-Italia – spiega la Presidente, Fulgida Barattoni Rondinelli- ha voluto osare di più e traendo dal progetto “Salviamo Fatma” linfa e coraggio si è avventurata in un campo ancora più impegnativo e arduo, offrire assistenza anche a tutti gli altri bambini ammalati di talassemia nel Kurdistan Iracheno che non avevano avuto la fortuna, come Fatma, di incrociare il cammino dei volontari di IPB-Italia”. Grazie alla collaborazione dell’Ing. Claudia Cani di Lugo e del Dr. Giovanni Palazzi medico curante di Fatma presso il Policlinico di Modena Reparto di ematologia Pediatrica è nato il progetto che ha portato alla realizzazione del Centro per il trattamento, cura e assistenza alla talassemia finanziato dal Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale Task Force Iraq attraverso l’intervento dell’UNHCR nella città di Hamdanyia. Il centro già realizzato è stato consegnato di recente, assieme alle attrezzature richieste, alle autorità sanitarie curde. La struttura concentra su 230 metri quadrati gli spazi necessari al trattamento dei casi affetti da talassemia, siano essi bambini o adulti. “Si tratta di un centro estremamente funzionale e utile concepito anche nel rispetto della cultura curda con la divisione degli spazi fra utenza femminile e maschile – ha sottolineato il dottor Palazzi. “La presenza totale di otto posti letto nell’area riservata alle trasfusioni, che rappresentano la modalità di cura della talassemia, permette di trattare dai 100 ai 300 pazienti ogni mese e di rendere il centro un modello esportabile anche nelle zone vicine”. La struttura sarà seguita da personale medico e paramedico locale. “Già in passato – sottolinea Palazzi – abbiamo avuto modo di confrontarci con i colleghi curdi per la situazione di Fatma. Si tratta di colleghi estremamente preparati con i quali il dialogo resterà ovviamente aperto per ogni esigenza soprattutto nel trattamento dei casi più complessi”. IPB-Italia che ha rinunciato a tutti i diritti sul progetto in favore della sua realizzazione, apporrà nei mesi prossimi, una targa, all’interno del centro, per testimoniare e ringraziare la preziosa collaborazione offerta dai volontari e da tutti coloro che hanno speso il loro impegno affinchè venisse realizzato.

 

Monia Savioli

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