Condizionalità economica e stato di diritto: l’accordo tra Consiglio e Parlamento europeo per vincolare i fondi al rispetto dei principi UE

6 Novembre 2020
3 mins read

Il Consiglio europeo, nel pianificare ed approvare il Recovery Fund, il Piano per la ripresa dalla crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, ha stabilito che l’erogazione delle misure economiche previste siano in qualche modo subordinate al rispetto dei principi dello Stato di diritto. Dello stesso avviso sono anche le altre due importanti istituzioni europee che, in merito, hanno raggiunto un accordo di fondamentale importanza: secondo il Parlamento europeo e il Consiglio, i Paesi dell’UE che non rispettano lo stato di diritto potrebbero perdere l’accesso ai fondi europei.

Il contesto

Il rispetto dello stato di diritto è una questione centrale nell’agenda europea ormai da diverso tempo. Già nel 2018 la Commissione europea propose di subordinare il bilancio europeo al rispetto della rule of law attraverso un nuovo Regolamento europeo, istituendo una vera e propria condizionalità economica. La proposta andava a definire le carenze in materia di stato di diritto e aiuti economici, salvaguardando l’indipendenza della magistratura, la mancata prevenzione, la correzione e le sanzioni di decisioni arbitrarie o illegali da parte di autorità pubbliche e così via. Di fronte a tali azioni, la Commissione europea ha voluto proporre delle misure di protezione, tra cui la sospensione o la riduzione dei pagamenti dal bilancio dell’UE. Dopo due anni, la proposta della Commissione non è stata ancora adottata.

Tuttavia, vista anche la recente situazione e l’ingente quantità di fondi previsti per ogni Stato, la questione della condizionalità economica dello Stato di diritto è tornata centrale: il Consiglio europeo del 20 luglio 2020 ha sottolineato l’importanza di tale strumento e dell’introduzione del regime di condizionalità. Il Consiglio dell’UE, a presidenza tedesca, ha presentato una proposta in merito che è stata discussa in sede di Consiglio lo scorso 30 settembre ed ha, infine, raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo.

L’accordo raggiunto

Il 5 novembre 2020, dopo mesi di negoziati in corso in materia, la presidenza tedesca del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su un nuovo regime di condizionalità per la tutela del bilancio dell’Unione. Si tratta di una misura inserita nel pacchetto di misure collegate al prossimo quadro finanziario pluriennale e al piano per la ripresa che consente di tutelare il bilancio dell’UE in caso di comprovata violazione dei principi dello Stato di diritto in uno Stato membro. In particolare, se la violazione dei principi di rule of law compromette la gestione finanziaria del bilancio dell’UE o la tutela degli interessi finanziari europei in modo diretto, vi saranno conseguenze dirette per le risorse assegnate dal Next Generation EU.

I principali punti dell’accordo sono molteplici. Innanzitutto, si garantisce un più ampio concetto di violazione dello Stato di diritto: la nuova legge in materia non si applicherà solo quando i fondi europei sono utilizzati in modo improprio (come nei casi di corruzione e frode), ma si applicherà anche agli aspetti legati ai valori fondamentali dell’UE. La libertà, la democrazia, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti umani diventano così strettamente legati alle risorse economiche destinate agli Stati membri. In secondo luogo, diventa centrale la prevenzione: il meccanismo in questione può essere attivato non solo se una violazione colpisce direttamente il bilancio, ma anche quando c’è un serio rischio che lo faccia. Il meccanismo agirà, dunque, per prevenire delle situazioni in cui i fondi europei finanzino delle azioni in conflitto con gli stessi valori dell’UE. Infine, per garantire che i beneficiari finali che dipendono dagli aiuti dell’UE non siano penalizzati a causa delle azioni dei governi, gli eurodeputati hanno previsto la possibilità di presentare un reclamo alla Commissione europea attraverso una piattaforma web. Questo aiuterà, ad esempio, agricoltori, ONG, studenti e così via, a garantire che ricevano gli importi loro dovuti. Infine, la Commissione potrà effettuare una correzione finanziaria riducendo le rate di aiuti europei al paese interessato.

Il funzionamento del meccanismo e i prossimi step

Grazie all’accordo raggiunto, seppur in via informale, da Parlamento e Consiglio dell’UE, si ridurrà il tempo a disposizione delle istituzioni europee per adottare misure contro uno Stato membro. In caso di individuazione di rischi di violazione dello Stato di diritto, invece degli originari 12-13 mesi di tempo, il periodo per adottare misure deve essere di massimo 7-9 mesi. La Commissione dovrà accertare l’esistenza della violazione e dopodiché potrà proporre di attivare il meccanismo di condizionalità contro il Paese membro in questione. Il Consiglio avrà un mese di tempo per adottare le misure proposte a maggioranza qualificata e, in caso di mancate misure, potrà essere convocato dalla Commissione europea.

L’accordo concordato dovrà essere adottato dal Parlamento europeo e dai ministri dell’UE in via ufficiale al fine di procedere con la sua implementazione. La maggioranza del Parlamento sembra senz’altro d’accordo con tale meccanismo. “L’accordo di oggi è un passo importante verso la protezione dei valori dell’UE. Per la prima volta, abbiamo istituito un meccanismo che permette all’UE di fermare il finanziamento ai governi che non rispettano i nostri valori come lo stato di diritto”, ha detto il co-relatore dell’accordo Petri Sarvamaa dopo la conclusione dei negoziati. “Per noi era fondamentale che i beneficiari finali non venissero puniti per gli errori dei loro governi e che continuassero a ricevere i fondi promessi e su cui contavano, anche dopo l’attivazione del meccanismo di condizionalità. Possiamo dire con orgoglio che abbiamo sviluppato un sistema solido che garantirà la loro protezione”, ha aggiunto la co-relatrice Eider Gardiazabal Rubial.

 

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